Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Valle Arroscia. Natale in Casa. Floppy cerca casa

Natale in casa. La Scorta. Floppy cerca casa.

 

Quell’inverno era stato abbastanza crudo. Il ghiaccio aveva ferito a morte la maggior parte degli ulivi. Il clima non era favorevole e  neanche  quello familiare. Un prestito in banca per sistemare parte della casa aveva compromesso  il badget per le feste natalizie  in casa La Scorta. Leon era visibilmente scontroso e Dudù si dava un gran da fare per non far sentire alle bimbe  la malinconia del momento. C’era comunque ancora tempo e qualche idea  al buon Leon sarebbe certamente venuta.
Ci pensò prima il Destino. Un mattino di una bella giornata di sole ,ma con aria ancora piuttosto fredda e tagliente, durante i lavori quotidiani nell’orto dietro la casa, Leon  lo vide per la prima volta. Stava ad una distanza di una decina di metri,immobile,con un’espressione curiosa ed  attenta . Il muso ispirava simpatia immediata,con gli occhi seminascosti dal pelo, le orecchie piegate sui lati . Il manto era arricciato, di colore nero grigio e bianco. Leon cercò di chiamarlo con voce sommessa :” Vieni-disse-vieni  bello,vieni qui”-, ma il cane non si mosse. Allora Leon tentò di avvicinarsi  ma la cara bestiola si allontanò e si rimise seduta un po’ più in là.  Non era il caso di insistere,pensò,quindi riprese a svolgere le sue mansioni convinto che quel cane rappresentasse  un problema. Lui aveva già due cani da caccia ,eredità di tempi passati migliori ai quali era legato da profondo affetto.

Un’adozione era tassativamente da escludere e poi quel cane sembrava non accettare confidenze. Quando ebbe finito,si avviò  verso casa . Il cane non si mosse e Leon vide con la coda dell’occhio che lo stava seguendo con lo sguardo senza   muoversi  dalla sua posizione.
A casa scelse il silenzio. Magari il giorno dopo il cane non sarebbe stato più lì  ed era inutile creare  situazioni imbarazzanti. L’indomani Leon  salì nell’orto con un po’ di curiosità, ma  non lo vide. Per un’attimo i suoi  sentimenti furono in bilico fra il sollievo e il disappunto. Poi vide per terra un vecchio guanto che non gli apparteneva.  Si guardò ancora intorno e, così come fosse sbucato dal nulla quel folletto era lì  nello stesso posto del giorno precedente, con lo stesso sguardo curioso in attesa. Leon tentò ancora di chiamarlo , ma senza successo.
Quella volta si confidò con Dudù. La reazione fu  assolutamente prevista. Dudù disse:-“Non ti azzardare a dire qualcosa alle bambine . Prendi il telefono e chiedi al Comune di mandare qualcuno a prenderlo.“-Fine della discussione. Leon mormorò quasi tra sé :-“Forse domani  non ci sarà neanche più. Dopo telefono”– E uscì.
Ma il giorno dopo, al posto del guanto c’era un pezzo di focaccia  ed il cane allo stesso posto. Leon si sentì confuso e decise a  cambiare strategia. Si mise a parlare affettuosamente  senza guardarlo  continuando a svolgere i suoi lavori. Non successe niente, ma il giorno successivo il cane si era avvicinato un pò. L’omaggio era una vecchia scarpa! In casa disse a Dudù che la bestiola non si era più vista e che comunque aveva avvisato il Comune. Nei giorni che seguirono la scena si ripetè . Leon evitava di guardalo e parlava, mentre il cane si avvicinava sempre più.

Quel pomeriggio successe qualcosa di nuovo. Leon trafficava come al solito fra le sue piante,quando il cane gli si avvicinò alle spalle e lo toccò col naso in una gamba. Lui si volse adagio e la bestiola  quasi sorpresa del proprio ardire si allontanò di un metro. Allora Leon si sedette per terra e riprese a parlare affettuosamente e i due finalmente si incontrarono! Fu un tripudio di feste. Il cane tremava tutto e Leon vide che non aveva la coda, inoltre non abbaiava, ma guaiva solamente. Un cane assai strano ,ma tanto simpatico e carino e Leon si sentì felice. Ma l’avventura era appena all’inizio. Il cane si era addomesticato ,ma come addomesticare Dudù?
Ci provò subito raccontando quanto gli era accaduto in quei giorni, ma come previsto Dudù reagì in modo decisamente spiacevole. Leon provò a difendersi debolmente, sapendo che in fondo lei aveva ragione, promettendo che l’avrebbe fatto portare via , ma insistendo che salisse nell’orto a vederlo. Dudù cedette . Quando lo vide  sorrise un po’ e disse :-“Ma é brutto! Non ha la coda!” Il cane sembrava che avesse capito e si mise a muovere di qua e di là il posteriore come a voler dire:”Vedi ! Non ho bisogno della coda!” “E con gli altri cani come fai?” Disse Dudù.” Se va d’accordo con noi andrà d’accordo anche con loro. Vieni proviamo a farli conoscere.” Wendy  e Maxy erano  in un grande recinto che Leon chiamava pomposamente giardino, lo videro ed ostentarono indifferenza  poi si annusarono a lungo vicendevolmente. Il nuovo arrivato sembrava percorso dall’elettricità. Leon aggiunse una ciotola . Scese in casa a prendere il cibo e con apprensione riempì le ciotole. I cani, in presenza del cibo hanno comportamenti a volte violenti  e Leon era pronto ad intervenire. Wendy incominciò subito ringhiando appena, come  sempre,  per affermare la sua autorità, poi anche Maxy incominciò il suo pasto. Il nuovo ospite non si mosse . Osservava con la consueta aria curiosa  e aspettò  che  entrambi avessero finito, poi anche lui si avvicinò alla ciotola e mangiò. La convivenza era stata accettata.
Mancavano due giorni a Natale e quella sera Leon raccontò alle bimbe quanto era accaduto durante la settimana. Vi fu  grande agitazione. Le bimbe  volevano vederlo subito , ma ormai era notte e tutto fu rimandato al mattino seguente. Rosa ed Amy si confrontarono a lungo sulla scelta del nome da dare al cane e alla fine prevalse quello suggerito da Rosa che piacque a tutti. In famiglia era arrivato Floppy. Descrivere quello che successe il mattino seguente è difficile. Floppy non stava nella pelle. Rispose subito al nome come se fosse piaciuto anche a lui. Giocavano felici. Amy portava un oggetto lontano, poi tornava vicino alla sorella e incitava Floppy ad andare a prenderlo, cosa che lui faceva puntualmente.
Il clima si era notevolmente rasserenato, ma Leon aveva in serbo  ancora una piccola sorpresa. Sotto l’albero, la mattina di Natale, le bimbe trovarono due pacchetti. Si affrettarono ad aprirli. Dentro vi erano quattro dischetti di cartone. Su uno era scritto “Befanino.Vale Lire 50.000”  Sugli altri tre  era scritto “Bonus per evitare una punizione“. Leon disse:-“Vedete  bambine ,questo anno dovremmo spendere qualcosa di più perchè ora c’è anche Floppy a mangiare. Quando ci sarà la possibilità voi potrete esigere il vostro credito. E con i bonus andateci piano. Non approfittatene più di tanto.”
Dudù, che non era stata informata, rise di gusto e guardò Leon con ammirazione. Anche Leon aveva avuto il suo regalo.

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