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Loano da record: nono furto (e decimo tentato) al Simone Stella nonostante la sirena

Trucioli.it voleva accomiatarsi,  nel 2013, dai lettori loanesi, tra i più fedeli ed in costante crescita, con un reportage tra gli anziani della ‘Residenza Protetta Il Ramella’ del Comune di Loano. Qui trascorrono la ‘terza età’ persone note e meno note, alcune benemerite per  lavoro e dedizione. Tra racconti e testimonianze, assistenza e trattamento loro riservati. Dobbiamo rinviare. Non volevamo rinunciare ad una notizia con aspetti davvero sorprendenti. Per la nona volta ladri senza cuore hanno sfidato tutti e si sono introdotti nottetempo (domenica) nei locali del Simone Stella, in centro città. Bottino modesto, pochi spiccioli. Forzata la cassettiera di un ‘distributore’ di bevande e caffè. Mercoledì notte nuovo assalto, il decimo, danneggiati i ‘cardini’ di due porte che hanno ‘resistito’. 

I ‘visitatori indesiderati’ hanno inaugurato, a loro modo, anzi messo alla prova, il nuovo impianto di allarme, non certo da forziere super protetto, tenuto conto del costo. Al Simone Stella-Leone Grossi, gestito dall’omonima fondazione sotto la giurisdizione comunale, non ci sono ricchezze particolari:  cioè casse continue, incassi da attività commerciale, quadri ed oggetti di valore. Al massimo, come accaduto, si possono trovare poche centinaia di euro, attrezzature tecniche, alimenti della cucina destinati ai bambini.

Un aspetto curioso (in un caso uno di loro era stato smascherato grazie ad una mini telecamera nell’ufficio di presidenza),  non si è  ancora riusciti a dare una spiegazione plausibile,  ragionevole, delle motivazioni che spingono i malfattori ad accanirsi contro  un’istituzione pubblica dove vengono assistiti, educati, incolpevoli cittadini del domani.  Una scuola materna-asilo nido che nel corso degli anni ha visto alternarsi – per fortuna solo in un paio di casi – presidenti e consigli di amministrazione all’insegna della saggezza, dell’onestà, della trasparenza, della buona amministrazione. Con un elevato standard di qualità del servizio, di scrupolosità e rigore nelle spese.  Rinnovamento della struttura. A questo si aggiunga una sempre più stretta concorrenza da parte di istituti gestiti da benemerite suore. In un caso da un privato.

La sorte vuole che l’esordio dei furti sia iniziato quasi in concomitanza con un’inchiesta giudiziaria (2o10), tra clamori e rivelazioni emerse dal dibattimento e dagli interrogatori al tribunale di Albenga; le condanne in primo grado, le assoluzioni in appello, ora l’attesa della Cassazione che potrebbe confermare la sentenza, oppure rinviare ad altra sezione di Corte d’appello. Un capitolo da trattare a parte e che faremo, pubblicando gli atti processuali sconosciuti ai cittadini.  E’ la vicenda dei presunti maltrattamenti attribuiti a due maestre, ma anche archiviazioni di denunce-querele.

E’ in questo tormentato contesto che si sono ripetute le ‘anomale’ (per l’obiettivo) irruzione ladresche. Forse si tratta di balordi che abbondano nella nostra malata società, vivono a Loano e dintorni, trasformandosi in esaltati. Persino con il gusto della sfida, infatti presidente della Fondazione è il cav. Stefano Ferrari, sottufficiale dell’Arma in pensione, uno dei figli  è graduato nella Benemerita di stanza al nucleo elicotteri di Villanova d’Albenga. Ferrari è stato giovane brigadiere nella caserma di Loano, allora sulla via Aurelia di levante, con lo storico maresciallo Giuseppe Pantè. Abbiamo già scritto dei conflitto a fuoco di Ferrari quando comandava la ‘caldissima stazione di confine di Badalucco. Due ‘ndranghetisti ricercati, armati, furono uccisi.  Ferrari ha retto il nucleo operativo- radiomobile della Compagnia di Alassio, con giurisdizione nel ponente e relativo entroterra. Ha seguito vicende difficili e complesse, sempre con l’impronta di grande umanità e rispetto. E’ andato in congedo dopo aver ricoperto per tre anni il comando della stazione di Andora.

Tutto questo non basta a spiegare le ragioni del continuo assalto al bersaglio fisso della Fondazione . Lasciamo perdere le insinuazioni farneticanti, di un paio d’anni fa, di ‘furti su commissione’. Alla ricerca di documenti? L’obiettivo inconfessabile era di mettere in cattiva luce un presidente e un consiglio di amministrazione troppo indipendenti, rispettosi della legalità ? Checche se ne dica, il Simone Stella resta una significativa isola  di buon governo e di separazione tra l’attività politica e il dovere di chi amministra il denaro della comunità, dei contribuenti. Non solo, i due pilastri di ogni società civile dovrebbero essere l’infanzia e la scuola. E ancora, l’assistenzain m nelle sue diverse articolazioni, ai ‘giovani della terza età’. Gli anziani.

In genere l’esperienza insegna che in molti casi prevalgono altri interessi ed altre priorità, contrariamente a quanto accade nei Paesi a democrazia e sviluppo sociale del Nord e centro Europa.

Tornando al tema furti a ripetizione, domenica 17 dicembre,  dopo l’una di notte il quartiere che ospita l’edificio del Simone Stella è stato ‘svegliato’ dal sibilo della sirena che si mette in azione all’esterno, nella caserma dei carabinieri, sui cellulari del presidente e del segretario  della Fondazione. Il tempo di vestirsi, una manciata di minuti, erano sul posto dove è arrivata una pattuglia di turno a Pietra Ligure. I ladri, certo non alle prime armi, si erano dileguati; avevano forzato e svuotato la ‘cassa’ del distributore di bevande. La telecamere, su quel lato dello stabile, non ci sono. Mercoledì notte sono tornati alla carica, resosi conto che quella porta era stata rinforzata,  hanno preso di mira le porte del primo e secondo piano, danneggiandole gravemente; alla fine hanno preferito desistere, fuggire e di conseguenza nessun impulso ai segnali volumetrici del sistema di allarme.

Un invito, si fa per dire, alla affiata gang locale: uno di loro venne arrestato, dopo essere stato ‘fotografato’. Vogliono continuare a rubare sperando di farla franca? Anziché dimostrarsi cittadini ‘ribelli’ al potere che conta e magari ‘colpevole’, si accaniscono contro i simboli della scuola, della solidarietà, dell’assistenza anche a persone ‘sfortunate’. Quale futuro per questi ladruncoli disperati, con un destino da ospiti nelle peggiori galere del mondo? E soprattutto ladri senza cuore,  digiuni di furbizia all’italiana.

Carlo Picasso

 

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