Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Giornalisti in Liguria: chi tira la cinghia, chi è ‘baciato’ dalla buona stella, chi viene aggredito. Condannato vice sindaco

Associazione Ligure dei Giornalisti  (F.N.S.I.) A Babboleo News tutti a casa. I GR? Con personale senza contratto. Ma TRUCIOLI.IT , blog di volontari e senza pubblicità, si interroga: quanti pensionati figurano collaboratori (pagati?) tra giornali e riviste, web on line, Tv, uffici stampa, pubbliche relazioni? Sono un’ottima risorsa. Perché non lasciano il posto ai giovani, ai disoccupati? Sono privilegiati per bravura e notorietà ? Anche tra i giornalisti c’è chi predica bene e razzola ‘peggio’? E ancora: quanto risparmiano gli editori grazie ai cosiddetti ‘ULTIMI’ collaboratori a vita, gavetta perpetua ? Intanto a Imperia condannato (ex vice sindaco che fa appello) per aggressione a cronista.  Infine sorpresa a la Repubblica, l’assemblea dei redattori ha votato per i prepensionamenti, no ai contratti di solidarietà. 59 giornalisti interessati che resteranno a casa. Succede nel quotidiano della sinistra ‘illuminata’. Che dire ?

IL COMUNICATO SINDACALE DELL’ASSOCIAZIONE LIGURE

Crisi aziendale, licenziati, in attesa della sanatoria degli arretrati della cassa integrazione in deroga, vertenza sindacale aperta.

La redazione di Babboleo news non esiste più con i licenziamenti decretati dalla proprietà dopo mesi di confronti e proposte da parte dei colleghi e della Associazione Ligure dei Giornalisti. Colleghi che si trovano ora assistiti dalla disoccupazione, ma in attesa da oltre un anno del saldo degli arretrati.

L’emittente però continua, con un escamotage, a produrre informazione con personale, in qualche caso iscritto all’Ordine professionale, ma senza un regolare contratto giornalistico di settore, con una doppia lesione di diritti e regole: dei licenziati e del contratto.

Il caso di Babboleo, Telegenova fallita e affidata per alcuni mesi ad una nuova società di gestione dal curatore fallimentare, i contratti di solidarietà in atto a Primo Canale, le richieste di riduzione di stipendio a Tele Entella, la crisi di Telecity che potrebbe sfociare in contratti di solidarietà difensiva,la chiusura della redazione di Radio 19, ora affidata a un service giornalistico esterno, confermano la crisi del settore che colpisce sia i giornalisti sia il personale tecnico-produttivo coinvolgendo nei vari settori di produzione giornalistico e non giornalistico, una trentina di persone.

Una crisi al cui interno ci sono però editori che scaricano sulla cassa previdenziale dell’Inpgi gli oneri delle ristrutturazioni, mantenendo poi però come nel caso di Babboleo, una continuità produttiva dell’informazione al di fuori del contratto giornalistico.

Il Segretario

(Alessandra Costante)

COMUNICATO DEL VICE PRESIDENTE  ORDINE GIORNALISTI

Quale vice presidente dell’Ordine dei Giornalisti Ligure esprimo totale solidarietà e piena vicinanza a chi perde il lavoro in questo momento drammatico per l’economia del Paese, soprattutto poi, se si tratta di nostri colleghi. E dichiaro totale condivisione a quanto espresso opportunamente dal segretario della nostra Associazione, Alessandra Costante.

Quanto sta accadendo è figlio di una situazione iniqua, assurda ed ingiusta di lavoro pagato in maniera indegna rispetto al valore effettivo. L’attuale normativa permette infatti agli editori, con un sistema praticamente unico nel mondo del lavoro, di usufruire di collaboratori senza diritti e tutele a costi irrisori e che vanno a sostituire colleghi validi ma con costi giustamente maggiori, in quanto inquadrati nel contesto restributivo che spetta a costoro. C’è la novità della legge sull’equo compenso che appare positiva, ma sta però ancora incontrando alcuni problemi.

Tutto ciò offende la dignità della professione e provoca disoccupati o comunque la lesione della dignità professionale anche quando ci siano protezioni con ammortizzatori sociali. Situazione ben nota alle istituzioni e denunciata da molti anni senza trovare risposte da parte di queste. Prima di riforme ed altro che ci riguarda, in una nazione come la nostra tra le più evolute socialmente del mondo, sarebbe opportuno un intervento legislativo rapidissimo per porre fine a questa enorme ingiustizia che colpisce decine di migliaia di colleghi in Italia ed anche chi, a causa di questo mercato, perde lavoro e giusto stipendio. Se non fosse possibile far fare informazione quasi gratis, senza contratto o in deregulation, casi come quelli di Radio Babboleo o altri, si potrebbero evitare o, quantomeno, ridurre notevolmente.

Dino Frambati (vice presidente Odg Liguria)

I PENSIONATI PIU’ FORTUNATI

La ‘denuncia’ del segretario dell’Associazione Ligure Giornalisti è un doveroso ‘bollettino di guerra’ che i lettori o i navigatori internet possono leggere sullo stato di crisi aziendale in Liguria, sulla sofferenza da parte di aziende conosciute per la loro solidità o per essere state amministrate all’insegna del ‘buon padre di famiglia’. Difficile immaginare che il mondo dell’informazione potesse sottrarsi alla recessione, alla deflazione, all’impoverimento della classe media, al dramma dei drammi del mondo giovanile, dei neo laureati e diplomati costretti a trovar fortuna e farsi apprezzare in altri Paesi Europei o negli Stati Uniti.

Una piccola citazione la meritano pure quanti, invece, possono dormire tra guanciali dorati, irrobustire risparmi ed investimenti. Con giornalisti (in minoranza) inclusi.

Nel mondo informativo esiste non da oggi la platea dei fortunati: ottimi stipendi, una più che dignitosa pensione. In Liguria, ad esempio, che un discreto numero di pensionati – c’è chi stima una quarantina -, una volta raggiunta la pensione, mantengano rapporti di collaborazione (più rare le consulenze) con la stessa azienda, oppure ‘ospitati’ in altre realtà informative. Così possono anche tenersi in forma.  Non siamo in grado di fornire le cifre e quanti collaborino per la gloria, la visibilità, quale sia il costo del loro lavoro da terza età. Ci sarà pure  chi scrive, da redattore esperto a 350 euro lorde al mese.  C’è  il pensionato ‘ beneficiato’ da enti pubblici: Camere di Commercio, Comuni, Province, società pubbliche partecipate.

In altri tempi i giornalisti (professionisti e pubblicisti) usufruivano di tessere e biglietti gratis o scontati per arei, ferrovie, autostrade. Alcuni colleghi di’settore’ difficilmente rifiutavano ‘omaggi’ per piste da scii, impianti sportivi invernali, soggiorni nell’ambito di campagne di promozione da parte di località turistiche, dal mondo delle crociere. Lasciamo da parte il capitolo ‘omaggi di Natale’ pare in piuttosto in disuso.

Ai giornalisti sarà successo, seguendo popolari trasmissione televisive, di ascoltare autorevoli colleghi, magari direttori di importanti case editoriali (Paolo Mieli),  muovere critiche ai giornalisti incapaci di autocritica, come non avessero a loro volta responsabilità se il Bel Paese ha tanti primati da fanalino di coda. Martedì Il Sole 24 Ore ha pubblicato la radiografia aggiornata delle Casse di Previdenza – Pensioni dei professionisti.  I giornalisti iscritti nel 2012 contavano 28.009, contro i 27.694 del 2011. Le prestazioni 2012: 7.646 di cui 5.348 per vecchiaia ed anzianità, l’anno precedente erano state erogate 7.303.  Nel 2012 entrate contributive per 406.87 milioni di euro e 415,69 milioni. Entrate ed uscite previdenziali. Contribuzioni per 373,80 milioni e uscite per 409,68 milioni. Una saldo negativo di meno  35,9 milioni.  Nel complesso, tra le 10 categorie, il dato più negativo riguarda proprio i giornalisti.

In Liguria il quadro complessivo da segnali allarmanti su più fronti. Per completezza di informazione sarebbe utile segnalare le situazioni positive, gli editori ‘in salute’. Soli ed intraprendenti ieri, tenaci e fiduciosi oggi. Un pensiero, infine, ci sia consentito sul fronte della coerenza. Ricordare la sventurata sorte toccata al fotoreporter ‘storico’ del ponente savonese, Silvio Fasano che a quasi 70° enne, famiglia a carico, dopo una vita di lavoro ed un bagaglio di esperienza (e di archivio) è stato sacrificato sull’altare delle ingiustizie umane. Chi ha coscienza e coerenza non si rifugi nel silenzio, nelle parole di circostanza. La solidarietà o gli ‘onori’ non possono essere sbandierati solo in occasione  di funerali.

CONDANNATO EX VICE SINDACO DI IMPERIA PER AGGRESSIONE A GABRIELE PICCARDO

  

ULTIMA ORA: REFERENDUM IN REDAZIONE. I giornalisti di  la Repubblica preferiscono i prepensionamenti anticipati. Battuta l’alternativa dei contratti di solidarietà (al 15%). 219 contro 182, 59 redattori a casa. Franco Abruzzo: “La solidarietà è il valore che unisce una  Nazione e anche un collettivo redazionale. Così mi è stato insegnato. Prendo atto con dolore che quella parola magica vessillo della sinistra non scalda più i cuori. Oggi gli egoismi sono più forti”.

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