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I ‘muti’ di Ceriale nel 2013

Ogni tanto qualcuno, tra i nostri tre lettori, si sveglia: ” Con ciò che scrivete su Ceriale, con personaggi e fatti tirati in ballo, chissà quante querele! E’ vero che non pubblicate le smentite come i giornali di regime?“. No, ‘Ceriale tace‘, anzì è ‘muta‘. Sudditi silenziosi. Seguendo le cronache dei due giornali locali più diffusi (La Stampa e Il Secolo XIX) nel 2013, risultano pubblicate due lettere di lettori, datate Ceriale. Qui ci si accontenta, qualche protesta di commercianti ed esercenti. Tra l’altro, cose già lette da quando è iniziato l’inesorabile declino. Ma il popolo sovrano (almeno in maggioranza) ha scelto il governo che merita. Non sarà il ‘modello Barone‘, ex sindaco di Borghetto  ‘politica@affari‘. La sua effige di ex maestro elementare campeggia, a ricordo, nel Municipio di Ceriale. Segno dei tempi e della riconoscenza (vedi foto).  In attesa della ‘svolta radicale’?  

I maestri elementari di Ceriale (foto storica), l’immagine visibile sulla scala principale del Municipio. A ds, Silvano Barone, ex sindaco di Borghetto S.S.

Anche Ceriale è orfana di una guida capace di preoccuparsi con lungimiranza delle prossime generazioni anziché dei tornaconti elettorali e se il sindaco Ennio Fazio è stato riconfermato a pieni voti non può essere per suo demerito. E’ l’uomo che ‘parla alla pancia‘ dei ‘benpensanti’ ?

E’ vero che nella Sicilia, sotto la cappa di un antistato mafioso, è stato eletto un presidente di Regione dichiaratamente gay, orgoglioso della sua onestà e vive da anni sotto scorta. Come dimenticare che proprio la Sicilia, nelle precedenti consultazioni parlamentari, aveva conquistato con i berluscones tutti i seggi disponibili. Era la Regione più azzurra d’Italia, in coppia con la provincia di Imperia ai tempi di ‘re Scajola’.

Ceriale, negli anni, ha avuto un paio di giunte di sinistra, prima DC-Psi-Pli- Pdi, e poi ha intrapreso la strada degli adulatori di Berlusconi. Sparita la Lega. La mazzata della T 1  (Nucera e C.), l’incapacità di guardare al futuro, attraverso coraggiose scelte stretegiche (piano urbanistico in difesa dell’agricoltura), gli interessi di bassa lega di pochi potentati locali (con penetrazioni esterne) hanno inoltre impedito il varo di un governo unitario di salute pubblica, sulla falsariga di Laigueglia dove tuttavia sinistra, grillini ed ambientalisti non sono rappresentati. Chi tra i candidati avversari di Fazio (Piercarlo Nervo) pensava di farcela, bastava un mini sondaggio per prevederlo. E’ quanto abbiamo fatto e scritto invano.

Ceriale tra scegliere un personaggio di alto profilo e la ‘mediocrità’, per la stragrande maggioranza di votanti ha prevalso il meno peggio (?) e la continuità. Ciò che resta della politica’ non è attratto da personalità del mondo dell’economia, della finanza, dell’imprenditoria, soprattutto da volti nuovi di una Ceriale che lavora, suda, si sacrifica, non vive di rendita parassitaria.

La ‘vecchia guardia’ – giovani esclusi – avrebbe dovuto fare un passo indietro, dando buon esempio e lustro alla città.  Chi ha la pazienza di leggere le testimonianze (non sono commenti) della Ceriale di ieri e di oggi, navigando su intenet dapprima su trucioli savonesi e ora su trucioli.it non troverà cronache da regime. Pur nei limiti umani e professionali, da umili cronisti di provincia, abbiamo cercato di raccontare fatti accaduti. Non si possa dire non lo sapevo o l’avevo dimenticato.

Abbiamo pure annunciato che  dedicheremo a Ceriale un paio di capitoli sullo stato della legalità o se volete dell’illegalità diffusa, sommersa, e quella alla luce del sole. Tollerata. E una comunità che di fronte ad un quadro deprimente, diseducativo, è impotente a tolleranza zero, non ha consapevolezza del baratro. Un senzo di paura, anche quando si è costretti alla prostituzione vicino a casa  (“Ci sono i magniaccia….”).

Anzichè lavorare sul tessuto sociale in positivo, si finisce di fatto per sventolare bandiera bianca. Anche per queste ragioni Ceriale ha bisogno di amministratori credibili e coraggiosi. E chi governa oggi, l’abbiamo documentato, non appare all’altezza.  E non c’entrano gli aspetti giudiziari. La destra o la sinistra.

Eppure i giovani cerialesi devono poter andare fieri dei loro avi, della città in cui vivono. Un piccolo saggio.

Nel 1835 nacque a Ceriale, Giacomo Moreno,  ultimo di sette fratelli e figlio di Pietro e Clara Bevilacqua. Una famiglia umile, viveva del reddito di pochi  poderi. Dietro consiglio di  Giovanni Bornia da Garessio – mecenate che aiutò finanziariamente la famiglia –  Giacomo venne iscritto alla Accademia Ligustica delle Belle Arti di Genova. La sua prima opera che si fece apprezzare fu L’innocenza difesa (1859); seguirono la Pia dei Tolomei e La carità (1864).

La fama di Giacomo Moreno si diffuse in America e si specializzò in scultura funeraria. Sue opere ammirevoli si trovano  nei cimiteri di Genova Staglieno, Busalla, Finale Ligure, Loano e nella sua Ceriale dove è morto nel 1910 e sepolto con i genitori nel camposanto in un monumento da lui stesso scolpito, al centro del vecchio campo principale.

Moreno  scolpì 11 statue dei grandi medici per l’ospedale San Bonaventura di Buenos Aires. Altri monumenti funebri si trovano a Patrassob, Sarto Orientale,  Berdianaska (Russia). Nel 1879 fu nominato cavaliere della Corona d’Italia.

Papa Francesco è italo-argentino e ammonisce: “peccatori sì, corruttori no“. Ceriale va aiutata a risollevarsi dalla condanna dell’ultimo posto in classifica, con Borghetto S. Spirito, tra le cittadine rivierasche savonesi.  Alla Rai mercoledì abbiamo ascoltato da Torino che a 26 famiglie, colpite dalla crisi, è stato assegnato un orto. Anzichè il posto in fabbrica o al computer, la zappa in mano. Un’imprenditoria famigliare solidale.  Non dovranno comprare verdura. Si riparte dalla terra per combattere la povertà. A Ceriale nella fascia costiera, a sud di via Romana, ci sono 53 appezzamenti di terreno incolti e abbandonati alle sterpaglie, ai roveti. Se uscissero dalle tombe i nostri vecchi….

L.C.

 

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