Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Personaggi dimenticati (3) – Nicolino, il calzolaio attrazione di Laigueglia

Da Cisternino (Brindisi), ad Alassio, Laigueglia. Calzolai d’Italia da prima pagina, ‘dimenticati’ anche da mamma Rai. Dopo il decano ancora al lavoro: Dalciso Odello, 85 anni, contribuente da 55,  laboratorio nella centrale via Sormano (a Savona); dopo il mitico, pluridecorato, Pino De Marsico, via Luigi Corsi (Savona), ecco un altro personaggio scoperto alla mostra-mercato “Il salto dell’acciuga“, successo di fine estate laiguegliese. Un pimpante, simpaticone Nicolino Soleti (nella foto sotto), 82 anni, alla sua prima ‘esibizione pubblica’ del vecchio mestiere. Banchetto da lavoro, con qualche attrezzo significativo, sulla piazzetta. Ressa di fotografi, curiosi e tante domande.  Il suo hobby? “Lo devo proprio dire!! Le donne, oramai soltanto loro vengono a chiedermi di riparare le scarpe, la borsa, la cinghia…”.

Una storia da raccontare alle spalle, per quel mestiere che aveva imparato da ragazzo da papà Pietro.Sono figlio d’arte, mio padre era un calzolaio con la C maiuscola, a Cisternino ha fatto più scarpe lui che tutti i colleghi insieme. La sorte ha voluto che io venissi ad Alassio,  a 19 anni, in cerca di fortuna. Gli anni della grande emigrazione dal Sud povero e devastato dalla guerra. Mi chiamò un calzolaio, Dino il siciliano”.

Dove ha imparato l’arte del ciabattino? “Certo papà è stato decisivo, ma il lavoro non era tanto, così ho fatto l’operaio in fabbrica, fino a diventare giovanissimo capo dall’allora fabbricante di scarpe Ruggero. Erano artigiani, eravamo in 12, avevo il ruolo di montatore, gli altri cucivano”.

Lo sa che a Savona c’è un suo collega  in attività, che paga i contributi pensionistici Inps, alla veneranda età di 85 anni suonati ? Ogni giorno levar del sole apre il laboratorio e chiude a sera. “Ma davvero ! Come si chiama? Io, almeno in questo, non sono stato così attaccato al lavoro e fesso; ho smesso in tempo, sono andato in pensione.  Oggi se qualche conoscente chiede una piccola riparazione, mica posso dirgli di no. Altrimenti altro che tasse, lo Stato mangia ed è insaziabile….”.

Scusi, chissà quante volte l’hanno messo sul giornale, ripreso dalle televisioni locali; lei a Laigueglia è un’attrattiva, soprattutto per turisti italiani e stranieri. Un mito. “Cosa vuole che interessi ai giornali di me, bisogna avere le conoscenze giuste per andare in tivù e poi chi sono io? Un poveretto, mica Berlusca.

Intanto Nicolino può consolari. E’ stato tra le principali attrattive di una ‘festa’ affollata di gente e di successo. Signor Nicolino, vive solo? “Sono nonno due volte; la mamma, mia figlia, si chiama Margherita, è sposata e si è diplomata all’Istituto Alberghiero. Ho un figlio, Pierfranco, avvocato. E’ stato all’Ente porto, poi a Milano, ora è tornato a Laigueglia e sono felice. Ha insegnato a Imperia all’Università….tempi duri anche per un laureato in legge “.

Come si trova a Laigueglia. La cittadina è’ cambiata in peggio o migliorata? La qualità della vita…: “Oggi è festa, io voglio bene a tutti e tutti mi vogliono bene. Saluti  e baci ai miei colleghi di Savona e di tutta Italia. Quasi più nessuno si ricorda di noi. Per fortuna che, come si dice, siamo tornati di moda  almeno nelle feste paesano, gastronomiche, si dice cosi?  Grazie, non metta la mia foto, non sono più un bel giovanotto. Ho tante rughe, il buon umore mi tira su. Baci a tutti….”.

L. Cor.     

L.Corrado

L.Corrado

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