Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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SEMI SEGNI SETTING

Nuova cattedra albingauna bossiana- Setting spaziotemporale berleghista nella decostruzione del significante-Ignorantia docet- I nemici d’Italia e le magliette-

    Abbiamo recentemente assistito, solo attraverso i notiziari dovuti ad estrema cortesia cronistica dei fogli e dei siti locali, alla calata nella plaga ingauna di emissari della acerrima nemica d’Italia “Lega Nord per l’indipendenza della Padania (ilarità)”. Costoro hanno convinto e determinato i collusi seguaci ligustici ad addizionare, ai già noti paludati studi apertisi nella cittade albingauna (vedasi Bellamigo 26 settembre 2013), un novello corso di fertilizzante rigoglioso prestigio:

Il linguaggio iconocaustico mediodigitale e la sua semantica nell’evoluzione delle specie – (indiscusso titolare di cattedra : On. Sen. Umberto Bossi- assistenti: Giuseppe Grillo e On. Daniela Santanché).

    L’oggetto del corso comporta la disamina complessa del linguaggio bossiano dalla sua nascita, attraverso le piazze e negli splendori popolarsalottieri della televisionata partecipazione parolante , alla vigorosa gestualità
digitale, nel senso, si badi, testuale della tensione manuale con deriva sarcastica alle dita ed, in ispecie, al dito medio.

    La problematica, interagente con ampio seguito nell’ambito della circolazione stradale, si connota di iconocausticità perché, nel suo penetrante evolversi si compiace soprattutto di abbattere le icone repubblicane, quali che siano, dalle figure sacrali d’alto sentire a quelle di basso profilo baristico. La causticità (la sostanza corrosiva), or dunque, s’avvita poi più che al gesto alla smorfia che l’accompagna, quasi sempre foriera di un malevolo sghignazzo. La connessione al vaffa grillesco è di stupefacente evidenza, mentre la vociferante signora dei talk-show segue ad una incollatura.

    Ma l’approfondito corso, promosso dal pensiero inesausto ed offerente dello “Spedizioniere”, affronta la tematica stuporosa del seme, essendo la semantica della gestualità mediodigitale

il momento hard di tutta la sistematica in esame.

    Come già avevamo notato in altra occasione, l’abissale ablazione del Maestro è tale da aver prodotto la mutazione molecolare del gesto: anziché connotarlo della propria significanza di minacciosa castrazione del potere (amputazione del dito medio, assolutamente necessario all’arciere per tendere la corda), lo ha rivestito di penosa colorazione fallica, ammantandone così l’esito di vacua oscenità. Ex magna ignorantia doctrina ducis procedit.

    Con il corredo vociante e corroborante del reticolo, donde esplodono le cacofonie verbali dei Guru ed accoliti d’ambosessi, il significante decostruito, invasato e invasivo, ammanta del proprio nulla l’aura che sovrasta il nostro tormentato territorio.

    E però non possiamo abdicare alla visione psicoanalitica cui soggiace anche una elementare analisi . S’impone un esaustivo setting : è d’uopo riscontrare l’area spaziotemporale, vincolata dalle regole determinanti ruoli e funzioni che aprano alla cognizione l’effettivo vissuto del Maestro, all’interno delle specie padaniche, astratte, sì, ma non perciò meno esistenti in subiecta conducatoris mente.

    Ma le specie cui fare riferimento, nella evoluzione e devoluzione del bossismo, hanno un aspetto che con-trae dalla riferita gestualità un appannaggio certo ed inequivocabile.

La progenie si è ripresa da noi con il protomesso Matteo Salvini (ad Albenga nella foto di Silvio Fasano). Questi si è proiettato in Liguria perché, dopo essere apparso, fin dalla più tenera infanzia politica, con la maglietta d’ordinanza, sulla quale campeggiava la scritta “Io non sono italiano” (concetto trionfalmente esposto nella sua visitazione con la distribuzione di svariate magliette, a volte verdi, a volte no ,
è ora di finirla, ha detto, con le camicie, noi la rivoluzione la facciamo in maglietta”), ha ritenuto di reperire nell’arco ligure l’antica barbarie che tanto fece dannare i romani.

    Purtroppo, o per fortuna, i ligures non esistono più da molti secoli e la plaga ad arco della regione alberga ormai le specie delle più diverse derivazioni antropiche, cosicché la fobia paranoica del diverso, tra diversi, si è ridotta a proporzioni minimali e i messi bossiani, con pochi segugi e con accorata protervia, hanno dovuto rammostrarsi la gestualità digitale tra di essi medesimi, l’un l’altro: tristo saluto d’addio e decerebrata metafora.

BELLAMIGO


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Bellamigo

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