Trucioli

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Savona, ‘un controsenso la caserma nell’attuale sede’. E Berruti sostiene la ‘Gronda di Genova’

Lettera aperta al sindaco, agli assessori ed ai consiglieri del comune di Savona: sulla caserma dei VVFF e sulla passeggiata a mare, ho letto che la costruzione della caserma dei pompieri ripartirà, con alcune modifiche, ma sempre nello stesso luogo. Sono molto contrariato da questa notizia, perchè ritengo che l’ubicazione della caserma sia un controsenso per la città di Savona: infatti sta proprio in riva al mare in una zona di alto pregio potenziale.
Credo che non sia il luogo più adatto. La caserma non ha alcuna giustificazione a stare lì, se non per motivi storici, ovvero che c’è sempre stata.
I motivi di questa mia lettera sono dovuti alla discussione che in città c’è da moltissimi anni: il rilancio del ponente savonese. Da Zinola alle Fornaci c’è una bella spiaggia, ma la zona immediatamente alle sue spalle è parzialmente valorizzata dal punto di vista urbanistico e turistico. Una zona che si presta ad un brillante futuro, ad una svolta importante per la città. Ho già detto in alcune occasioni che c’è bisogno di uno sforzo notevole tra la programmazione urbanistica e quella della mobilità, perchè per fare questo non basta “solo” un progetto di passeggiata e pista ciclabile che facciano lo slalom tra mille vincoli quali oggi ci sono. Vincoli tra cui uno molto grave è quello della caserma dei VVFF, che occupa tutto lo spazio tra la via Aurelia ed il mare.

 

Per la caserma VVFF ci sarebbero molti spazi in città a disposizione, magari sono stati anche considerati. Il risultato però è quello che la caserma sarà costruita sempre lì in riva al mare! Ed allora mi chiedo, e vi chiedo, siamo ancora in tempo a fermare questa costruzione assurda e a spostare la caserma in area più consona per la città?

 

Paolo Forzano
Comitato Casello Albamare
il Presidente

 

IL SINDACO DORIA, IL SINDACO BERRUTI E LA GRANDA DI GENOVA
Il sindaco di Genova, Doria, è sempre stato contrario alla gronda, ma Genova ha problemi di traffico non indifferenti. Traffico stradale, traffico ferroviario. Il nodo ferroviario di Genova è da sempre una struttura critica dal punto di vista “fisico”, le strutture a terra, e dal punto di vista “gestionale”. Ne sanno qualcosa i pendolari specie quelli savonesi. Genova si è fatta una metropolitana “di fatto” sul percorso ferroviario Voltri-Nervi a scapito della velocità di accesso dal ponente, che ha visto allungarsi di molto i tempi di percorrenza Savona-Brignole negli ultimi 40 anni. Cattiva gestione sia per la rete (chi non ha visto che da Principe a Brignole spesso un treno impiega 15 minuti ed a Brignole non c’è nessun treno?) che per il materiale ferroviario. Treni lenti e poco accessibili, con fermate lunghissime in ogni stazione. Si può fare molto meglio di così. Dal punto di vista stradale le cose non vanno molto meglio per i savonesi. Nelle ore di punta da Voltri a Genova centro spesso ci sono rallentamenti e code. Basta una foratura che tutto si ferma. In caso di incidente il blocco è di ore.

 

L’autostrada Genova- Savona è stata progettata in modo poco lungimirante, con un percorso tortuoso, due sole corsie troppo strette, una strada  che magari va bene come servizio ai quartieri, ma certamente non va bene come arteria di accesso dai territori più esterni, quali il savonese, al centro. Non va neppure bene come arteria di collegamento ponente-levante. Serve una strada apposita: la gronda. Su questo esiste un faldone enorme di progetti realizzati da Spalt, che ha studiato diverse possibilità, diverse gronde. Non possiamo che dire che è l’ora delle decisioni. Possiamo permetterci ancora di rimettere in discussione la necessità di questa opera? Bisogna migliorare la “mobilità” nelle sue varie accezioni: il trasporto ferroviario, il trasporto su gomma.

 

Sono condizioni irrinunciabili di competitività di un territorio. Qualsiasi attività umana è favorita da buone comunicazioni. Industria, commercio, porto commerciale, traghetti, crociere, turismo, tempo libero, cultura. Ed allora bisogna prendere decisioni per il territorio, non solo per la città di Genova, ma per tutta la Liguria. Questa struttura serve a Genova, a Savona, a tutta la Liguria.
Il sindaco di Savona la sostiene, così come altri politici del ponente. Dice Berruti: “pensare ad uno scenario legato allo sviluppo della Liguria e del paese”. Ci serve. A Savona abbiamo un problema analogo di accesso dal territorio al centro città-porto-ospedale. Anche quì c’è necessità ed urgenza di prendere decisioni inequivocabili e portarle avanti, senza tentennamenti, per il bene di Savona e del territorio. Mi riferisco al casello Albamare ed al tunnel sottoporto, che darebbero una svolta all’incredibile tappo storico del traffico Albisola-Savona, ma anche ormai al traffico da ponente, al traffico dalla Valbormida, ed a quello di connessione dei vari presidi ospedalieri.

 

Comitato Casello Albamare
il Presidente
Paolo Forzano
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P. Forzano

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