Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Savona: crociata anti Crescent 2 (Dellepiane). Cerva, a sorpresa, ‘interroga’ i contestatori

Crescent 2 non s’ ha da fare. Si rafforza la mobilitazione anti-gruppo Dellepiane, dopo la realizzazione del Crescent 1 (aree ex Italsider). Oltre 70 i cittadini sottoscrittori di un appello, in gran parte di Savona. Uniti a destra, sinistra, grillini, personaggi della cultura, della televisione, del giornalismo, blogger,  associazioni, comitati, partiti, ex teardiani. Tra i vip manca solo Fabio Fazio. Il primo nome nell’elenco: Nanni Russo, avvocato di prestigio, già senatore dell’ex Pci-Pds, seguito da Carlo Freccero, Adriano Sansa. C’è Francesco Zanardi, l’implacabile accusatore dello ‘scandalo preti pedofili e dei vescovi di Savona’. Ma ecco l’imprevisto. Carlo Cerva, presidente  A Campanassa,  unico savonese che con l’on. Carlo Russo fu membro del Consiglio nazionale Dc, intervistato da trucioli.it , sostiene: “Si continua a ragionare in termini contrattuali anziché ideali…dov’erano questi signori in passato….io che mi sono sempre battuto…loro arrivano in ritardo…perché non si sono ribellati all’affaire Officine-Metalmetron…tacciono per gli insediamenti al Santuario… dov’erano al varo del progetto riqualificazione Darsena, torre Orsero…, all’affossamento dell’ Antico Borgo…la distruzione dell’Arsenale Sforzesco, i resti della cattedrale San Giorgio?… “   

Carlo Cerva, classe 1939, un passato da dipendente Sip, da segretario  Dc cittadino e comprensoriale, 2 volte segretario regionale e 2 volte vice, 6 volte consigliere comunale (2 in maggioranza), presidente di commissione. Nel sociale ultimo presidente eletto della gloriosa associazione Giuseppe Tovini, fondata dai Gesuiti e alla quale aderivano, a Savona, centinaia di giovani. Tovini, lombardo, animatore dell’Azione cattolica, molto vicino ai clero Gesuita (culla della cultura e del rinnovamento), dichiarato Beato tre anni fa. Nella città della Torretta  ricordano monsignor Giuseppe Salvatore Scatti, di agiata famiglia  lombarda, nominato vescovo di Savona e Noli nel 1898 e morto nel 1926; diede grande impulso alla presenza educativa proprio dei Gesuiti.

Carlo Cerva uno dei fedelissimi della ‘corrente’ di Carlo Russo,  personalità di spicco, 19 volte al governo, giudice della Corte Europea dei Diritti dell’uomo a Straburgo, unico ‘filtro’ con il mondo politico del presidente della Repubblica, Antonio Segni. 

Il democristiano  Cerva che  Paolo Emilio Taviani volle come ‘uomo fidato’ nello scudo crociato ligure e che era solito convocare, a volte con riservatezza, nella ‘capitale’, fissando pure incontri lontano da occhi indiscreti.  Tra gli episodi di cui si è perso la memoria il ‘giallo’ della lettera-esposto inviata alla Procura della Repubblica di Savona (fine anni ’70) in cui si citava la diffusa infiltrazione massonica  in settori dello Stato e delle istituzioni. Lettera firmata insieme agli amici di partito, avvocato Rosavio Bellasio (Forze Nuove) e l’allora attivissimo segretario della sezione di Borghetto S.Spirito, Guido Michelini.  Per precauzione il contenuto  non venne messo nero su bianco neppure nella sede Dc, ma in un bar e si convenne rimanesse ‘segreto’, convinti di essere gli unici ‘depositari’. Invece, nell’arco di 24 ore, ‘ arrivò’ anche in una loggia. Sospetti a non finire, al punto che qualcuno ha sempre sostenuto che la ‘talpa’ andasse ricercata proprio nel terzetto.

Non è questo il tema dell’intervista. Acqua davvero passata, oggi la massoneria, abbiamo già scritto e documentato, è assai più ramificata e soprattutto infiltrata; un’antenna che raccoglie informazioni preziose nella sanità pubblica e privata, nelle banche e Fondazioni, nei Comuni, in Provincia, in delicati settori periferici dello Stato e tra alcune professioni più presenti nella società. Il codice della ‘riservatezza’ resta una garanzia e fonte di potere invisibile. Nel bene e nel male. Il resto è noto: essere massoni non è reato e non mancano le ‘anime candide’.

Abbiamo letto, presidente Cerva, l’interessante presentazione sul sito dell’attivissima Libreria Ubick di Stefano Milano, il documento che precede l’appuntamento-incontro del 22 ottobre, sul tema ‘No appartamenti al Crescent 2.

Io no, purtroppo. Non sono mai stato appassionato di internet e non posseggo il computer. Può leggermelo?

Le risulta che il maggiore ‘imputato’, il big Aldo Dellepiane, non sia preoccupato più di tanto? Pare abbia scelto di non dare peso all’iniziativa. Deciso ad andare avanti per la sua strada, con le proprie forze, convinto di avere buone ragioni della sua parte. Fiducioso nel buon senso della maggioranza che sostiene il sindaco Berruti.

Non ho rapporti con l’ex presidente degli industriali e consigliere di Banca Carisa Spa. Parlo a titolo personale e non da presidente de A Campanassa. Noto con stupore che viene esclusa la Consulta Culturale Savonese composta dall’Associazione Campanassa di cui mi onoro della presidenza, dalla Società Savonese di Storia Patria, presieduta da Francesco Varaldo, dall’Istituto Internazionale di Studi Liguri, sezione Sabazia, con Carlo Varaldo docente universitario. Ha aderito il quarto componente, Italia Nostra, presidente Roberto Cuneo che nel giugno 2012 – avevo letto sui giornali-  si era candidato alla Presidenza dell’Autorità Portuale di Savona con una lettera al presidente della Provincia, Vaccarezza, al sindaco Berruti e al presidente  della Camera di Commercio e Carisa, Pasquale. Era stato anche candidato a primo cittadino di Savona. Ai tempi in cui resse le sorti dell’Usl ebbe l’idea, se non sbaglio, di risparmiare togliendo l’acqua minerale ai pazienti dell’ospedale San Paolo.

Forse ai cittadini interessa di più conoscere se lei è d’accordo e sostiene la mobilitazione anti Crescent 2.

Proprio a me questa domanda? Io ne faccio altre due. Dove stavano questi signori quanto è nato e si è concluso l’iter progettuale della riqualificazione della Darsena? Comprende gli insediamenti Orsero, il Crescent 1 e 2, più  due cubi, uno cancellato. Dove stavano quando il cittadino Carlo Cerva proponeva pubblicamente e per iscritto (non ero il solo) di dare vita all’antico Borgo del Molo.  Con caratteristiche autentiche dei borghi mediterranei.  Riportando la città al mare e viceversa.  Invece è stata realizzata un’orrenda colata di cemento. Hanno ‘abbaiato’, mi si perdoni il termine, in ritardo. Ho proposto e lottato già quando ero consigliere comunale fino al 2006 e quale componente della benemerita A Campanassa e della Consulta Culturale. I cosiddetti ‘culturali di Savona‘ li considero alla stregua del ‘falso autentico‘ che hanno agevolato di fatto lo scandaloso ‘moderno‘ fin qui realizzato.

C’è qualcosa di personale, faccia nomi e cognomi direbbe un collega savonese tuttologo.

Spero non sia lo stesso che ha frequentato come me, dalle elementari, il mondo dei Gesuiti di Savona. Cresciuto con noi dell’Azione Cattolica e assurto all’estrema sinistra, forse oggi tra chi sbandiera lo ‘sciopero al non voto’. Storielle a parte, nessun personalismo, ma un ragionamento credo logico e solare. Io che mi sono battuto, pur con tutti i limiti umani, contro le scempiaggini imperanti,  questi si proclamano paladini….E’ una sceneggiata deprimente. Cosa c’è davvero sotto? Ci avviciniamo alle elezioni comunali? E soprattutto, non mi spiego perché tacciono, almeno non suonino le trombe, su altre iniziative stravanganti di cui è vittima la città, i tanti cittadini incolpevoli.  Sbaglio o non hanno mai approfondito, preso posizione, non si sono mobilitati per lo scempio  delle Officine, ex Meltalmetron ? Per gli insediamenti al Santuario.  Come mai tutta questa gente in modo sorprendente e singolare non contatta neppure, a quanto mi risulta,  le associazioni culturali storiche della città. Siamo stati esclusi? Ce lo spieghino.  Io ho una spiegazione. Un vecchio ritornello di Savona sostiene la tesi che se sei l’unica controparte hai un maggiore potere contrattuale. Non in termini ideali, ma materiali.  La Consulta invece  si pone in termini ideali. Per ultimo mi piacerebbe rendessero pubblici le consulenze e gli incarichi professionali pagati a esponenti del ‘popolo della cultura’.

Ci vuole sottrarre la nomea di giornalisti- pubblici ministeri? C’è dell’altro nelle ‘carte’ d’accusa?

Premesso che non ho simpatie berlusconiane e rispetto il lavoro dei giornalisti coscienziosi. A proposito posso rivelarle una chicca credo inedita. Nell’ufficio del direttore di un importante quotidiano ligure, ai tempi di Taviani ministro, pare fossero attive delle cimici. Chissà se quel direttore di sinistra che ogni tanto firmava con pseudonimo femminile l’aveva saputo? Tornando a  temi più attuali, proseguo l’interrogatorio. Dove erano quando è stato distrutto l’arsenale Sforzesco, i resti della cattedrale di San Giorgio e il complesso del Priamar. Visto che è diventato dibattito-scontro del giorno, aggiungiamoci l’infame progetto dell’Aurelia bis, varato da un ex ministro Pdl e sostenuto da due esponenti del defunto Pci, sempre sulla breccia e ottimi manovratori dietro le quinte come ho letto.

Possono appropriarsi del brevetto culturale di Savona, diventare i padroni della cultura, chi può si faccia un esame di coscienza a proposito della ‘brillante operazione di sinistra e socialista’ portata a termine con la fulminea e preannunciata demolizione della stazione Letimbro. Sapranno che al Politecnico di Milano si misero le mani nei cappelli  di fronte al progetto-scempio intorno al Priamar. Vogliamo aggiungere lo scempio, ignorato, di Legino? Dietro la chiesa, a monte, vennero trovati i resti antichi  di un insediamento romano. Cosa facevano quando noi della Consulta difendevamo in solitudine l’antichissimo complesso  di San Giacomo, unico esempio in Liguria. In Santa Croce sono state distrutte tutte le tombe comprese quelle di illustri savonesi, cito Gabriello Chiabrera. Cos’era e cos’è oggi quell’area? Qualcuno ha almeno usato il ‘potere’ della televisione e dei giornali?’ Ha scritto libri? Firmato appelli?

Una scommessa? Se vuole visibilità segua l’esempio-tenacia di Zanardi. O si iscriva a qualche ‘circolo’ che ha robusti sostenitori. Oppure si unisca a opinionisti che si arrogano memoria storica, conoscenza delle trame savonesi, vantano parenti in scacchieri importanti della ‘Savona che conta’. Lei conosce la delegittimazione, la terra bruciata? Lasci perdere, faccia semmai delle proposte, oltre alle critiche seppure legittime e speriamo coerenti.

Dietro il Crescent ci sono strutture portuali,  capannoni. In precedenza e prima dell’avvento della zona industriale, si poteva accedere direttamente al mare. Mi domando se nell’intera operazione sia stato coinvolta l’Autorità Portuale e come. Io propongo di urbanizzare tutta l’area, con giardini, passeggiata e spiaggia. Vogliamo che Savona riconquisti il suo accesso al mare. Proprio gli abitanti del Crescent hanno di fronte la ‘cartolina’  fatiscente dei capannoni e delle strutture portuali. Ho sempre proposto che il futuro urbanistico dovesse riportare la città al mare, non a caso il Priamar era tutto circondato dal mare.  Abbiamo tante cartine topografiche a documentare come sono state ricostruite intere città in Francia, Spagna, Germania. A Savona no. Ci sono dei geni!

Forse, nel terzo secolo, anche a Savona approda la ‘rivoluzione’. Nel mondo della cultura e dell’associazionismo savonese non c’è bisogno di pagelle, non mancano persone coerenti, capaci. Ognuno ha la sua storia. E’ opportuno non seppellire la ‘memoria’. Altrimenti un giorno scriveranno che Teardo era un ‘salvatore’   e chi ha contribuito a far emergere la ‘corruzione ambientale’ era un visionario, un nemico della società, dello sviluppo, del benessere. Alla morte di un storico vice presidente della Provincia, arrestato, condannato per il ciclone tangenti (anni ’80) l’informazione locale, all’unisono, non ha neppure scritto una breve. Ha una spiegazione? 

Chiedetelo ai teardiani (pentiti?) che oggi, leggo, si propongono di ‘tutelare nel modo opportuno gli interessi della collettività’. Grazie se mi darete conto di come andrà a finire la ‘mobilitazione anti Crescent 2’. Non ho molti dubbi in proposito. Ho la memoria buona, pur con inevitabili defaillances.

Luciano Corrado

LEGGI IL COMUNICATO INTEGRALE

Martedì 22 Ottobre  ore 18:

No ad appartamenti al Crescent 2

La giunta non resti indifferente al mondo della cultura e dell’associazionismo savonese.

Incontro con ROBERTO CUNEO  (Italia Nostra), GIANCARLO ONNIS (Legambiente) e MARCO PIOMBO (WWF) promotori della lettera per chiedere al sindaco di NON apportare alcuna variante di destinazione d’uso al Crescent 2, tutelando quindi nel modo opportuno gli interessi della collettività.

 Una adesione così a un documento a Savona non si era quasi mai vista: decine e decine di associazioni, comitati e partiti, personalità del mondo della cultura (Nanni Russo, foto a sn, Carlo Freccero, Adriano Sansa, Tatti Sanguineti, Pietro Galeotti, Zibba, Giorgio Scaramuzzino, Enrique Balbontin, Carlo Aonzo, Daniele Raco e tanti altri), tutti a dire all’amministrazione savonese di non permettere di far costruire appartamenti nell’edificio Crescent 2 che si vuole costruire nel Porto di Savona.

Eppure il Sindaco non si è degnato nemmeno di dare una risposta a una richiesta così importante proveniente dalla società civile. Evidentemente per l’amministrazione non è cosa poi così importante rispondere ai cittadini.

La zona in questione è il Porto di Savona, dove già si era costruito l’orrendo edificio del Crescent, approvato con l’impegno di tutta una serie di aspetti positivi per la città (aspetto finale bello e ricco di trasparenze con alberi immensi; ricchi oneri di urbanizzazione; un edificio destinato a sede dell’Azienda Provinciale del turismo; uno spazio artigianale e una residenza turistico alberghiera per favorire posti di lavoro) che con il tempo, fetta dopo fetta, sono spariti.

Oggi il percorso verrebbe completato con l’ultima variante, relativa alla cancellazione della residenza alberghiera per costruire appartamenti di lusso. E’ evidente che ciò che ci viene presentato come un’opportuna variante non è che un ulteriore arricchimento per gli imprenditori, l’ennesimo anello di una catena che si è sviluppata con precisione e continuità, fino a cancellare tutti gli elementi che all’inizio costituivano il vantaggio per la comunità.

Se la Residenza Turistico Alberghiera non potesse più essere realizzata per motivi di mercato, non resta che rinunciare alla costruzione e l’imprenditore dovrà indennizzare la collettività per i mancati posti di lavoro promessi.

Riteniamo che vi debba essere una diversa visione di sviluppo della città, più sostenibile e compatibile con la tutela del patrimonio storico e ambientale e le esigenze produttive e abitative della cittadinanza.

 Associazioni proponenti il documento: Italia Nostra, Legambiente, WWF

Associazioni, Comitati e Partiti aderenti: API Alleanza per l’Italia, Associazione Consumatori Utenti, Associazione Agalma, Associazione Papà separati, Blog “Perché la sinistra”, Briciole di solidarietà, Cantina teatrale dei Cattivi maestri, Circolo Giustizia e Libertà C.Astengo, Circolo Pirandello, Comitato Albamare, Comitato OSTinati, Comitato savonese per l’Acqua bene, comune, Comitato Spotorno Noli, CUB Comitato Unitario di base, Democrazia Atea, Donne in Nero, Duevventi, Federazione dei Verdi, GASSA gruppi di acquisto solidale, Legambiente Liguria, Libreria Ubik, Medicina democratica, Movimento 5 Stelle, Noi per Savona, NuovoFilmstudio, Partito Comunista dei Lavoratori, Rete l’Abuso, Rifondazione Comunista, Teatro Erbamatta, Timoteoteatro, Trucioli savonesi, UDI  Unione Donne in Italia, Uomini Liberi, USEI Unione Ecuadoriani in Italia, Veganierranti, Vento largo

Cittadini firmatari del mondo della cultura, dell’associazionismo e della politica: Roberto Cuneo (Presidente Italia Nostra Savona), Giancarlo Onnis (Referente Legambiente Savona), Marco Piombo (Presidente WWF Savona), Nanni Russo (Avvocato, ex Senatore), Carlo Freccero (autore televisivo), Tatti Sanguineti (critico televisivo), Pietro Galeotti (autore televisivo), Enrique Balbontin (comico), Zibba (musicista), Giorgio Scaramuzzino (attore e scrittore), Carlo Aonzo (mandolinista), Daniele Raco (comico), Ada Berta (volontaria SMS Cantagalletto), Andrea Delfino (Consigliere comunale Movimento 5 Stelle), Angelica Lubrano (attivista), Anna Maria Bianchi (attivista Veganierranti), Antonio Garcia (portavoce USEI), Antonio Signorile (giornalista Uomini Liberi), Augusta Molinari (docente universitaria), Carla Cattaneo (Briciole di solidarietà), Carlo Savasta (attivista), Claudio Porchia (scrittore, editore e giornalista), Daniela Pongiglione  (Consigliera comunale Noi per Savona), Daniele Debernardi (attore), Elio Berti (attore), Emanuele Dabbono (musicista), Enzo Motta (Presidente Circolo Pirandello), Eraldo Mattarocci (Associazione Consumatori Utenti), Eric Festa (portavoce Movimento 5 Stelle), Fabrizio Poggi (Comitato Bombe Savona), Fausto Benvenuto (consigliere comunale PDL), Francesco Zanardi, foto a sn (attivista), Gabriello Castellazzi (Presidente Provinciale dei Verdi), Giorgio Amico (scrittore), Giovanni Sanguineti (consulente ecoagroforestale), Giuseppe Antonio Ozenda (ingegnere progettista), Ileana Romagnoli (consigliere comunale PDL), Irene Schiavetta (musicista e scrittrice), Jacopo Marchisio (attore), Livio Bracco (consigliere comunale PDL), Lorenzo Frixione (cooperatore), Luciano Locci (attivista), Luigi Bussalai (consigliere comunale PDL), Luigi Giorgio (Referente GASSA gruppi di acquisto solidale), Luisa Mezzano (membro FAI Fondo ambiente italiano), Marcello Zinola (giornalista), Marco Caviglione (medico), Marco Ravera (Segretario Provinciale Rifondazione Comunista), Margherita Pira (attivista), Matteo Mantero (Parlamentare Movimento 5 Stelle), Maurizio Loschi (responsabile Medicina Democratica), Mauro Lami (Presidente Ass.Papà separati), Milena Debenedetti (Consigliera comunale Movimento 5 Stelle), Milly Magliano (volontaria Emergency), Mimmo Lombezzi (giornalista Mediaset), Nat Russo (editore), Nazzareno Siccardi (portavoce Partito Comunista dei Lavoratori), Nicola Stella (giornalista), Paolo Forzano (Presidente Comitato Casello Albamare), Patrizia Cambi (attivista), Renato Allegra (Nuovofilmstudio), Rita Fontanella (portavoce Donne in Nero), Roberto Centazzo (scrittore), Roberto Melone  (referente provinciale Comitato Acqua pubblica), Salvatore Salvai (API Savona), Sergio Battelli (Parlamentare Movimento 5 Stelle), Silvano Posillipo (psicoanalista), Simone Valente (Parlamentare Movimento 5 Stelle), Stefano Milano (titolare Libreria Ubik), Ugo Tombesi (attivista GL Giustizia e Libertà), Vilma Filisetti (sindacalista), Viviana Panunzio (volontaria Emergency)

 

 

L.Corrado

L.Corrado

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