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L’allarme del picchio rosso detto lo spione

Anche le pecore in piccoli greggi, le capre ad una ad una, le mucche per lo più attaccate al carro, così i buoi e i cavalli, tutti i quattro zampe assogettati al contadino o al carrettiere percorrevano quelle strade di campagna nella cartina geografica della Liguria, talvolta seguivano il percorso che si perdeva nei boschi silenziosi annunciati dall’allarme di una gazza o di un picchio rosso. La Liguria, la regione più boscosa d’Italia.

L’allarme dello “spiunz” avvisava gli abitanti del bosco di stare attenti perché si avvicinava l’uomo con gli animali: l’avviso era per gli scoiattoli leggeri sui rametti dei pini, e i tassi che pigramente salivano i sentieri nel fogliame, i merli e le ghiandaie in cerca di vermetti, i caprioli e la volpe sempre in movimento, i cinghiali e la lepre, la beccaccia lungo i ruscelli nascosti e l’upupa che faceva gli inchini ai grilli… Il picchio rosso trapana i tronchi secchi e scova larve e formiche per i suoi spuntini…

Dal paese, i cani con il loro padrone, saltando e annusando dappertutto, salivano lungo i sentieri di collina a cercare tartufi o lepri, i guardiani alati del bosco lanciavano il loro allarme perché anche i cani sono un pericolo per gli abitanti del bosco… I cani a spasso con le donne annusavano dappertutto ma le padrone avevano indossato i pantaloni lunghi e i punti odorosi erano al sicuro dal naso indiscreto del cane… Il picchio volava più lontano a far la guardia ad un’altra zona del bosco e la gazza si spostava sui cespugli più fitti, attenta agli intrusi…

I boschi sono la terra dei geometri, delle guardie forestali e dei cercatori di funghi: solamente loro ne conoscono la dimensione e i sentieri appena tracciati, i confini e i le varie proprietà riportate sui mappali del catasto… Le conoscono meglio dei loro proprietari perché i boschi hanno bisogno di poche visite e gli alberi si tagliano a ogni morte di papa… crescono lenti e si autogovernano, spartiscono la loro tranquillità con i selvatici e le intemperie.

Anche il sole non vi penetra che in rari spazi e solamente la pioggia li accarezza a fondo, lava i tronchi, pulisce le foglie, inzuppa il sottobosco mentre la neve silenziosa si infila tra i rami spogli degli alberi scheletrici e li abbraccia possessiva per tutto l’inverno. I boschi della Liguria sono il rifugio di pochi volatili, molti cinghiali e caprioli, forse qualche lupo… esseri che non consultano le mappe e la bussola. Basta il sole e il vento per portarli sulla loro giusta direzione e poi la gazza assordante li mette in guardia.

Bruno Chiarlone

 

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