Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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THE FLOPPING WHITE NIGHT

Loano by night- notte bianca flop del 22 agosto malgrado terrificanti minacce sparate ad alzo zero: “Questa notte non si dorme, a buon intenditor poche parole” – Zucchero filato: nein ! il nulla che avanza sotto l’egida dell’arcaico ceppo fracassofilo: roba vecchia e spazzatura (tanta).

   

    All’una corso Roma è vuoto. La palazzata del centro storico respira: sussurro del mare, poche voci e luna piena. Resistono a fare il solito violento casino le mescite a ridosso del bastione di levante, più volte denunciate per la violenza fracassofila dei loro titolari, in ispregio ai diritti fondamentali degli abitanti la cui esasperazione è al colmo.

Nella zona centrale, chi non deve alzarsi al mattino presto per lavorare non ha problemi. Gli anziani già dormono poco e poi, essendo in pensione, si possono rifare alla grande, raccolta rifiuti permettendo (perché, poveracci, i raccoglitori fanno con i loro mezzi una notevole rumorata tra le cinque e le sei). Spazzatura ristoranti e bar ne producono tanta: gli affaticati addetti scaricano i sacchi nelle “isole ecologiche”, genialmente ricavate nel cuore della passeggiata a mare (il gioiello turistico della città…dicono), ivi ammonticchiando – a contenitori pieni, ma anche, qualche volta, a contenitori vuoti- i neri sacchi di plastica, spesso aperti, alla vista e all’olfatto edificati dei nostri gentili ospiti che, in quanto turisti, hanno diritto di constatare quel che si fa per loro. Tanta attività , come si deduce dai residuati: full-rubbish opulence evidence.

Allorquando sopraggiunge la pattuglia della P.M. che, indifferente alla trasformazione della famosa passeggiata in pista ciclabile per via dell’ordine ricevuto dall’assessore di tolleranza, si accanisce nei confronti dell’ambulante di zucchero filato e palloncini, i venditori abusivi dell’African Indian Corps si eclissano, restando nei pressi, con le povere merci celate nelle aiuole delle “isole ecologiche”.

    Intanto, alla maniera dell’Ispettore Clouzot di Peter Sellers, la pattuglia procede contro lo zucchero filato e i palloncini: “Lei ha la lisensa per vendere questa nuit, qui, sucro filato gelatini e palloncini a scopo di profito comersial? Si no, caminèr, alé…”

    Sgominata così la terribile concorrenza, la P.M. si allontana, i gelatieri di corso Roma sono tranquillizzati e l’Africa Indian Corps distende tranquillamente la propria mercanzia sulla passeggiata.


    L’idea di far accorrere gente col chiasso è assai vecchia, tanto è vero che le località turistiche qualificate erano protette come zone del silenzio, proprio per la tutela del Turismo, termine del quale i nostri odierni fracassofili, d’antico e recente ceppo, non conoscono nemmeno il significato.

    All’epoca iniziale dell’arrembaggio al malcapitato gentile ospite si usava frastornarlo addirittura con la Radio, donde la famosa canzone “Abbassa la tua radio per favor”. Adesso, con lo sviluppo della diffusione elettronica e le apparecchiature foniche di illimitata potenza, il nulla mentale del frastuono diffuso è corroborato dallo stordimento provocato dalle percussioni a volumi altissimi, lesivi degli umani organi ricettivi: una forma di alienazione drogata dove ogni sensibilità è completamente sconvolta dall’analfabetismo musicale imperante nelle sue espressioni più brutali.

    Che la diffusione sonora, programmata a volumi inquinanti in contrasto con ogni e qualsiasi razionale parametro fonico e medico, sia l’effetto di arretratezza culturale e turistica, è del tutto comprovato.

    Non si può accettare, però, che le Autorità amministrative tollerino e consentano questo assalto alla vivibilità del centro storico e crediamo che se ne siano già rese conto azionando alcuni primi timidi interventi.

    Sono state proposte e si proporranno ancora le necessarie modifiche ai regolamenti locali perché siano adeguati alle leggi, al buon senso e alla protezione dell’habitat nonché dei diritti fondamentali della persona.

    Questo non significa che, con i dovuti criteri di tutela dell’ordine pubblico, non si possa organizzare una cosiddetta “notte bianca” nell’ambito della quale, però, le iniziative devono essere ben diverse, ad esempio, da quella fallita del 22 agosto.

    Non è sollevando il polverone sponsorizzato dai fracassofili di vecchio ceppo che si otterranno risultati validi, ma sarà opportuno incentivare, invece, le iniziative di carattere artistico e storico, quelle culinarie privilegiando i piatti tipici della cucina ligure, l’apertura notturna di esercizi commerciali ravvivati dalla produzione caratteristica delle nostre campagne e del nostro artigianato, l’intrattenimento di musicisti che, magari, sappiano qualcosa della canzone genovese, la presentazione della nostra letteratura locale.

    A fronte di queste possibilità lasciate cadere, si è dato spazio a quanto è più lontano da noi: lo stordimento da alterazione sonora.

    Il cumulo della spazzatura nei siti della passeggiata a mare, come biglietto d’ingresso al gioiello della nostra contrada, ne è stato conclamato simbolo e logo.

    Facciamo uno sforzo tutti insieme per tentare di uscire da questo tunnel, senza dover sempre fare richiami alle Autorità: una presa di coscienza, un po’ di cultura e una ripulita collettiva, via!

BELLAMIGO


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Bellamigo

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