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Liguria e Basso Piemonte

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Savona, il ritorno del cardinale africano. Tre giorni di incontri e vita in famiglie

Prima visita, a Savona, dopo la nomina a cardinale. C’era stato la prima volta da seminarista, ospite di don Mario Genta e pernottava nella foresteria del porto. Pranzo e cena, a turno, presso tre famiglie. Due di Savona. I coniugi Cerva, con il figlio Carlo e la figlia Gisella, viventi;  il compianto dr. Guido Trucco e la moglie. Una di Quiliano:  Norina Molinari e Carlo Grossi. Per tre giorni tornerà in visita privata, con la porpora cardinalizia, John Olorunfemi Onaiyekan, arcivescovo metropolita di Abuja (Nigeria). Lo attende un programma intenso, tra cui la somministrazione della Cresima nella parrocchia di Quiliano. E una tappa alla sede di A Campanassa.

L’eminenza (cardinale) ha mantenuto il ricordo ed il legame con Savona. Non si è mai interrotto quel rapporto di ricordi d’infanzia e del diaconato ricevuto dall’allora vescovo monsignor G.B. Parodi.  Era il 6 gennaio 1969. Pochi mesi dopo (vedi scheda a fondo pagina ) l’ordinazione sacerdotale e a 39 anni il più giovane vescovo del continente africano.  Dopo essere stato Rettore del Seminario, ma anche candidato al Premio Bobel. Elevato a cardinale nell’ultimo concistoro. Tra i fedelissimi di papa Francesco e del nuovo corso.

Un uomo, una personalità eccezionale viene descritto da chi lo conosce e l’ha frequentato. Dotato di grandissima umanità, devozione  ed elevato senso dell’umorismo.  Savona lo aveva accolto e ‘coccolato’ nel primo tratto di strada verso la vocazione sacerdotale. Era un seminarista che durante gli studi è stato ospite, a Roma, di Propaganda Fide.  Nella città della Torretta veniva in vacanza ed ospitato da don Giusto, il prete del porto scomparso qualche anno fa ed al quale è stata dedicata una scalinata, presente anche il vescovo Vittorio Lupi (vedi foto).

Il grande cuore della città verso quel ragazzo di colore fu espresso in particolare da tre famiglie dove, a turno, John Olorunfemi Onaiyekan si recava per i pasti. Ed è proprio in quelle stesse case che l’eminenza fa ritorno da venerdì 21 giugno a domenica 23.  Ritroverà ad accoglierlo con comprensibile emozione e fratellanza la vedova del dr. Guido Trucco che è stato esponente della sinistra democristiana, integerrimo e rigoroso come testimoniarono gli anni di vita pubblica. Prima vice sindaco (minacciato di morte durante la contrastata adozione del primo piano regolatore generale per bloccare la selvaggia aggressione di palazzoni) di Borghetto Santo Spirito, poi consigliere regionale, molto attivo nella vita dello scudo crociato di Savona e provincia.  La vedova 80 enne è molto schiva. Una nipote, Paola Trucco, architetto, ha preso i voti delle suore della Beata Rossello e svolge la sua opera al Santuario di Savona.

La ‘seconda famiglia’, sarà quella dei fratelli Gisella e Carlo Cerva (è stato vice segretario regionale Dc, uomo di fiducia di Taviani e consigliere comunale a Savona, oggi presidente de A Campanassa).  E’ con i Cerva che l’allora seminarista trascorreva pure giorni di vacanza estiva in montagna  in Val Grana, a Castelmagno e a Colle del  Mulo.

Infine a Quiliano da Norina Molinari (un cognome di prestigio nel gruppo del locale scudo crociato) e Carlo Grossi. E sarà a Quiliano  che il 22 giugno (sabato) nella parrocchia di San Lorenzo il cardinale sostituirà il vescovo Calcagno nella somministrazione della Santa Cresima ad un gruppo di ragazzi e ragazze. 

Il calendario della visita, alle ore 21 di venerdì 21 giugno, prevede un incontro di preghiera e Santa Messa al Santuario di Nostra Signora della Misericordia.  Il giorno dopo, sabato 22, alle ore 9 visita alla chiesa  di San Saturnino e Santa Messa. Anche a Roma il prelato nigeriano è titolare della chiesa di San Saturnino. 

Alle ore 10 di sabato il cardinale sarà accolto al Palazzo dell’Anziania nel Complesso del Brandale da parte della “A Campanassa”.  Alle 11,30 visita  alla Villetta ai Padri Cappuccini dove inconterà pure un anziano vescovo eritreo e 3 frati africani. Infine domenica 23 giugno, alle 10,30 celebrazione in cattedrale basilica.

L’ultima visita del cardinale John Olorunfemi Onaiyekan l’aveva fatta da arcivescovo, concelebrando una Santa Messa con l’allora vescovo, monsignor Domenico Calcagno, pure lui poi chiamato alla porpora cardinalizia.

 

 

 

 

 

Nasce il 29 gennaio 1944 a Kabba.

Il 3 agosto 1969 viene ordinato sacerdote.

Il 10 settembre 1982 viene nominato vescovo titolare di Tunusuda ed ausiliare di Ilorin. Riceve la consacrazione episcopale il 6 gennaio 1983 da papa Giovanni Paolo II.

Il 20 ottobre 1984 viene nominato vescovo di Ilorin.

Il 7 luglio 1990 viene nominato vescovo coadiutore di Abuja. Succede alla medesima sede il 28 settembre 1992.

Il 26 marzo 1994, a seguito dell’elevazione della diocesi di Abuja al rango di arcidiocesi metropolitana, diventa primo arcivescovo metropolita di Abuja.

Dal 2000 al 2006 è presidente della Conferenza episcopale nigeriana, mentre dal 2003 al 2009 guida la Conferenza episcopale della regione ovest dell’Africa anglofona.

Nel quinquennio 20032007 è presidente del Simposio delle conferenze episcopali di Africa e Madagascar.

Papa Benedetto XVI lo nomina cardinale presbitero di San Saturnino nel concistoro ordinario pubblico del 24 novembre 2012.

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