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LO SPILLO / Loano felix, Pippo non lo sa? Guarda che belle foto!

Loano, rare ‘pecore nere’ escluse, popolo di brava gente. Loano virtuosa  come nei tempi antichi? E per trovare conferma e rilassarci si può leggere l’intero archivio, almeno degli ultimi 30 anni, della benemerita Gazzetta di Loano. Un’informazione indipendente dal potere di turno e avulsa alle polemiche?  Succede che qualche mosca bianca si lamenti, esprima dissenso. Può accadere che un lettore (senza firma) elenchi le magagne recenti della città più baciata da sviluppo e investimenti (parola di Sir A. Vaccarezza) utilizzando la rubrica lettere de Il Secolo XIX-Savona (vedi….). Poi c’è trucioli.it affetto da nanismo informativo e dal quale è ‘consigliato’ stare lontano.A noi piace questa solitudine. Giochiamo la solitaria partita dell’informazione  condividendola con un paio di loanesi. Non uno in più , per scambiarci qualche piccola notizia locale.

I CAMION NON RISPETTANO IL DIVIETO DI VIA BULASCE URBANIZZATA

Loano, via Bulasce, incrocio via Piste (svolta per nuovo cimitero), un grosso camion transita in divieto bloccando quasi subito la circolazione (ore 15)

Il camion da via Piste svolta a sinistra nonostante l’indicazione dell’obbligo di svoltare a destra. L’inosservanza si ripete quotidianamente creando disagi al traffico assai sostenuto di giorno

Il problemino non è nuovo. Da parecchi anni, da quando la zona artigianale, a monte dell’autostrada, è stata caratterizzata dagli insediamenti, compreso il complesso Conad. E senza la ‘bretella’ sempre promessa dai comandanti in capo del centro destra.

Così quasii ogni giorno arrivano lunghi cabinati- camion frigo, ma non solo.  Nei primi 900 metri, da Borgo Castello all’incrocio di via Piste (svolta per il nuovo camposanto) , possono ora transitare con difficoltà ed accorgimento due auto. Quando si incontra un camion medio (se grande occupa tutta la carreggiata nei due sensi di marcia) bisogna fare manovra, rischiose retromarcia e trovare un tratto più largo.

Accade però con frequenza – documenta una delle tante foto – che nonostante il cartello di divieto e direzione obbligatoria, la maggior parte dei camionisti ignori l’obbligo e percorra monte -mare. Se la strada è libera non succede nulla, se in senso inverso mare-monti arriva un’altro camion, apriti o cielo. Manovre di retromarcia, difficoltose tra l’altro, che durano dieci, venti minuti. Traffico bloccato. Gli abitanti-automobilisti sembrano ormai rassegnati, non protestano neppure a suon di clacson. C’è altro a cui pensare.

Pare inutile mettere in croce i vigili urbani. Seguiranno pure delle direttive. C’è un assessore competente in primis. Un altro vive in quel di Verzi.  Forse sarà più fortunato e non vedrà nulla.

IL VECCHIO PONTE FOTOGRAFATO DAI TURISTI E TRASCURATO DAL DECORO  

 

Un camion per l’edilizia percorre lo stretto ponticello sul Nimbalto senza alcuna limitazione

Un segnale stradale a decoro ed ornamento del vecchio ponte romanio a Borgo Castello, meta prediletta nel tour del città storica

 

E’ uno degli angoli-scorcio più antichi, caratteristici e suggestivi della città.  Una testimonianza che risiste nei secoli. Descritto e raccontato in centinaia di libri, opuscoli, depliant, in più lingue. Meta obbligata nel tour della gloriosa Loano antica e per questo bersagliato dalle macchine fotografiche. Dalla classica foto ricordo con posa. Ebbene trucioli.it, non da oggi, aveva documentato il costante declino, stato di abbandono, assenza del più elementare decoro che il ‘monumento’ merita. In barba ad ogni norma, anche di buon gusto e buon senso, si può ammirare di tutto: cartelli, tubi volanti, erbacce, rattoppi, roveti. Dove c’è l’asfalto, in pochi metri quadrati, dossi e buche sono la regola. Su uno dei due ponticelli è consentito il transito di camion, a volte stracarichi. In barba alla prevenzione di stabilità. Non solo, volgendo gli occhi al cielo, si possono ammirare un dedalo di fili volanti in tutte dimensioni e direzioni.  Proprio sopra un monumento storico, per legge nazionale, tutelato.

Il ponte storico sul Nimbalto a Borgo Castello, sette fili volanti fanno bella miostra. Sono stati tutti autorizzati e da chi. La Soprintendenza non ha nulla da obiettare?

 

Chi ha autorizzato? Chi ha l’obbligo-dovere giuridico, da codice penale, di far rispettare la legge e i diritti del cittadino qualunque?

E’ vero che occorre tolleranza, a tutto c’è un limite. Anche al rispetto  e all’educazione civica.  Quella che giornali e web locali descrivono sia insegnata agli alunni della scuole dai vigili urbani e da rappresentanti di Forze dell’Ordine.

E infine, non è stato forse scritto dall’autorevole La Stampa che Loano è “orgogliosa di essere la capitale politica della Liguria”, grazie ad alcuni esponenti di spicco che siedono in Provincia, in Regione?   Hanno tutti smarrito la bussola?

LAMPADINA DELL’ILLUMINAZIONE BRUCIATA DA GENNAIO  

Segnaliamo uno dei tanti casi che non hanno avuto l’onore della mini-cronaca locale. Un cittadino, diciamo dell’immediata periferia, segnala all’ufficio dei vigili urbani presentandosi di persona che nella sua via e davanti a 3-4 abitazioni, c’è buio in quanto è spento il punto luce pubblico. “Grazie per la collaborazione, segnaliamo subito all’ufficio tecnico competente….”. Prima segnalazione nel mese di gennaio.  A marzo il lampione resta spento. Altra ‘visita’ ai vigili. “Non sono ancora venuti? Purtroppo non è una cosa breve, ci vuole pazienza”.  Siamo a giugno ed il punto luce è ancora guasto. Non si è visto nessuno neanche per appurare se occorre solo sostituire la lampadina.  C’è chi assicura non sia un caso isolato, oltre la via Aurelia.  In compenso nell’area lo sviluppo edilizio  è generoso. Fior di oneri di urbanizzazione per ampliamenti di edifici e box. Fior di Imu per seconde case. Nel 2012 anche per la prima casa. Si paga fino all’ultimo centesimo per l’addizionale Irpef comunale. Pensionati e dipendenti esclusi, ci sono tantissimi fortunati. Commercianti, esercenti, liberi professionisti, artigiani, imprenditori sono alle prese (pare da anni) con la crisi e denunciano un reddito annuo da ‘poveretti’: tra i 12 mila e i 22 mila euro.  C’è chi perfino azzarda l’esenzione Ise per accedere ai servizi comunali (asilo, bus, campo solare, eccetera).  Sia chiaro, tutto il mondo (in Italia) è paese.

LE SOSTE VIETATE E PERICOLOSE: TOLLERANZA DISEDUCATIVA E VELOCITA’  

Non siamo in grado di dare statistiche. A monte dell’Aurelia, una delle aree più soggette a sanzione per sosta vietata ad un incrocio (vedi foto) si trova tra via Azzurri d’Italia (ha sede il popolare Bingo) e via Matteotti, di fronte al vecchio cimitero. Su questo fronte trucioli.it ha già posto il problema. Ovvero è facilissimo, con frequenza, soprattutto in certi periodi, vedere auto parcheggiate  sul lato mare dell’incrocio, in evidente infrazione (vedi).

A volte sul parabrezza anteriore spiccano le multe. Con certezza, è più facile farla franca.  Così si crea tra gli automobilisti il malvezzo . Lo documenta il fatto che quando i vigili adempiono a loro dovere la lagnanza più comune è : “Ma come! Ho visto tante auto senza multa, altri giorni, ed ora multate proprio me. Ho cercato parcheggio, invano”. In effetti non è proprio cosi. Sarà vero che Loano, sempre più ingolfato, nella zona centrale, dalla moltiplicazione degli insediamenti abitati, è povera di posti auto pubblici.

Non a caso, non è sfuggita al boom di box privati, da 70 mila euro in su.  E’ vero che in centro affluiscono anche dalla popolosa  Boissano e dalla frazione Verzi. E’ vero che bisogna fare dei caroselli tra Corso Europa, il lungomare, tutto con sosta a pagamento ( a parte la zona di ponente). Tuttavia non pare educativo, un deterrente utile, multare per sosta vietata a seconda dei giorni.

Altra chicca.  In Viale della Rimebranza (senso unico) ogni sera, ormai da anni, verso le 19, sfreccia da bolide rombante, un motociclista. Velocità folle, dicevamo, che prosegue oltre via Bulasce. Cittadini increduli e stupiti si domandano chi sia il prode artefice, impunito. Prima che sia troppo tardi si farà qualcosa? Ricordate l’incidente mortale nella zona del Bingo?  Non si è più letto nulla sull’esito degli accertamenti. C’era qualche mezzo in divieto che ha ostruito in qualche modo il transito dei motoveicolo in cui ha perso tragicamente la vita una giovane. Già tutto dimenticato. Beati voi!

Via Bulasce solitamente intasata per la presenza di camion, un vecchio progetto prevedeva l’allargamento poi definitivamente abbandonato. Intanto più traffico e nuovi insediamenti abitativi a monte

I vigili se transitano in una zona dove ci sono auto in divieto ( a meno di urgenze) non possono tirare dritti e far finta di niente, magari sotto gli occhi di cittadini testimoni.  Un’usanza che  non si riscontra nelle grandi città, Sud Italia escluso, mentre in Riviera Loano  è in buona compagnia.

Per il resto lasciamo la parola a quanto segnalato minuziosamente dal lettore del Secolo XIX che, caso vuole, ha chiesto per motivi di ‘opportunità’ di non apparire col proprio nome.

L’abbiamo scritto la settimana scorsa  nella rubrica lo spillo: a Loano è meglio farsi i fatti propri, a meno che non sei amico dell’assessore. Oggi il motto più diffuso è: “Ci pensa Ino….“. Grazie almeno a lui. Non si dimentichi, per equità, assicurano i bene informati di  Palazzo Doria, la disponibilità di “Ceppo” (chi sarà?)  che si fa in quattro per i concittadini. Generoso e benemerito.

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