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Il Bingo Loano sbanca: menù completo a € 3 La sfida shock dell’estate al boom delle sagre

Signori residenti e cari turisti, eccovi la sfida shock dell’estate 2013. Le noiose litanie sull’esplosione delle sagre che danneggiano il mondo degli esercenti saranno state lette in tutte le salse. Puntuali le primedonne dei titoloni sulla cronaca provinciale o regionale. Maestri degli annunci e delle promesse alla politichese. Ai nastri di partenza i primi appuntamenti e ‘fior’ di manifesti a destra e a manca. C’è chi, nel solo ponente ligure, entroterra compreso, nel 2012 ne ha contate (di sagre popolari) oltre 2300. Ma questa volta fa irruzione una singolare e clamorosa sorpresa. Il Bingo di Loano fa bingo e propone un supersconto: a € 3 si mangia primo, secondo, bevande analcoliche e caffè. 

E’ vero siamo in una sala giochi, seppure con aria condizionata e zona non fumatori. Siamo tuttavia in centro città, a Loano, vicini alla spiaggia, in un’area dove volendo si può trovare un parcheggio, sempre più raro causa accentramento residenziale e pendolarismo da Boissano. Ma se è vero che le sagre hanno anche successo per i prezzi di concorrenza ai ristoranti (in effetti non è sempre così), immaginatevi come reagiranno i vacanzieri del risparmio, le famiglie che già affollano e sono a caccia di spiagge libere e bagni comunali a buon prezzo.

Forse non sarà proprio una Caporetto per le sagre, soprattutto paesane, tuttavia è una sfida alla stregua di un ring. Sarà un successo per il Bingo? Si tenga conto di un particolare curioso, se volete. Con la costante dequalificazione del turismo estivo soprattutto, nella stagione dei bagni in particolare, è di pari passo aumentato il numero dei locali che, all’esterno, con tanto di cartelli, reclamizzano la convenienza di un pranzo o cena all’insegna del risparmio. Per tutte le tasche. Qualche anno fa si era partiti con 12 euro, bevande escluse, poi bevande comprese. Quindi si è arrivati, come abbiamo già documentato fotograficamente in passato, a 6 euro.  E non accade negli angoli sperduti, esclusi dal ‘passaggio’. Succede sui lungomare, nei centri storici.

Negli anni si sono levate proteste e dissensi perché anche le sagre paesano hanno via via finito per trasformarsi (con rare eccezioni) in business culinario, con i menù più stravanganti e lontani anni luce dalla promozione dei prodotti tipici del territorio. Si è anche detto che le sagre sono un’attrattiva turistica e popolare, ma anche l’unico strumento per tenere in vita le ‘benemerite’ pro loco, le loro iniziative.

Ci sono sagre dove è difficile intravvedere, nei piatti offerti, la riscoperta delle prelibatezze del territorio, già rare peraltro in molti ristoranti e pizzerie.   Forse fa sorridere per non dire piangere, l’opera instancabile dei soliti e puntuali tromboni che primeggiano nel chiedere una regolamentazione, ora comunale, ora provinciale, ora regionale e persino nazionale della sagre. E invocano la tutela della concorrenza commerciale. Visto che molti strati sociali attraverso anni di dura crisi, chissà se anche quest’anno inizieremo presto a leggere ‘abbasso alle sagre’, ‘ evviva le sagre’.  Polenta estiva per tutti, coniglio per tutti, patatine fritte per tutti, salciccia, carne d’asino, spaghettate.

Almeno al Bingo di Loano non reclamizzano il contenuto dei piatti. Benvenute sagre, ringraziamenti a tutti i volontari, ma cerchiamo almeno di non seguire l’esempio del disastro dei nostri politici, cerchiamo di essere seri. Facciamo le sagre, ma non con le derrate alimentari (a prezzi da saldo) dei grossisti. Siamo coerenti e valorizziamo quel poco o tanto di cucina vera del territorio. Puntando sulla qualità anziché sui grandi numeri della quantità. La politica politicante ha già portato quasi in rovina, tra gli ultimi paesi al mondo, la Patria Italia. Se non si vuole rovinare anche il richiamo autentico della sagre serve subito un’autoregolamentazione, prima che sia troppo tardi.  E diciamo anche che le sagre sono diventate pure un’occasione per i mass media più diffusi in sede locale per introiti pubblicitari importanti. Paginate di pubblicità.  E chi avrà forza e coraggio per ricordare agli organizzatori che pagano di non lasciarsi travolgere dal consumismo senza regole (quella della qualità, genuità, valorizzazione delle coltivazioni agricole).

Non è la folla a segnare il successo ed il rilancio turistico, semmai il fattore ‘cliente soddisfatto’ che ritorna e fa concreta pubblicità al territorio delle sue vacanze. Buona estate e buone sagre !

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