Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Borghetto S. Spirito: i 18 mestieri dell’edicolante

Da 20 anni edicolante a Borghetto S. Spirito. Per Massimo Alessi è il diciottesimo e (forse) ultimo mestiere. Aveva iniziato dodicenne.  Una vita trascorsa sulla Riviera ponentina, tra Finale e Alassio. Penultima attività: tassista davanti all’ospedale  S. Corona. Nel passato esperienze di gelataio, pasticcere, barbiere, meccanico, rappresentante di commercio. Un uomo d’altri tempi, si direbbe. Invece.  Si parla e si straparla di lavoro, ma in questo caso abbiamo di fronte un ‘mastino’: 14-16 ore dietro il banco in stagione estiva, 12 ore la media abituale.

Massimo Alessi ( a sn), da 20 anni edicolante e Enzo Lammardo dal 1965 contitolare del ristorante-pizzeria K 609

Massimo Alessi, 50 anni, giornalaio di Borghetto, sulla via Aurelia di levante ai confini con Loano, non sarà l’unico a macinare il detto “fa più ore dell’orologio”. Merita però raccontare e riflettere. Cittadino esemplare e come tanti altri senza l’onore del personaggio. Non ci tiene e non spasima per mettersi in mostra. Semmai pratica, senza suonare le trombe, l’olio di gomito.  Schivo e silenzioso. Alzarsi all’alba o col buio per aprire l’edicola alle 7 in punto, dopo aver sciolto i pacchi e messo negli scaffali, sui banchi, quotidiani e riviste. Non si può perdere tempo. Orario continuato fino alle 20 e oltre (estate),  c’è da preparare le rese, l’invenduto. Si aggiunga  l’incombenza della contabilità, dei rapporti giornalieri con i ‘distributori di giornali’ (due quelli di zona). C’è   in vendita tutta l’altra merce, decine di articoli. Il giornalaio, solitamente,  incassa gli spiccioli. I margini di guadagno risicati. Bisogna poter e saper fare numeri, con pazienza, sorriso e bon ton.

Alessi, edicolante che conosce come le sue tasche il ponente savonese. Come è nata la scelta di comprare un’edicola a Borghetto, prima capitale storica della cementificazione ligure, preceduta solo dalla rapalizzazione (Rapallo) ? Porta fortuna? Non si direbbe, per chi l’ha vissuta da testimone di strada dell’ultimo mezzo secolo. Più benessere, è vero, con forti disuguglianze sociali. Pochi fortunati benestanti, con accumulo di ricchezze  e una maggioranza  che fatica. Il dramma dei posti di lavoro per le giovani generazioni. Laureati e diplomati inclusi. Lo sviluppo disarmonico e miope ha, inoltre, generato attività manuali che pochi vogliono esercitare, da qui l’irruzione della immigrazione dal terzo mondo. Il tessuto turistico, col passare degli anni, è persino retrocesso nel cuore storico e commerciale della cittadina. Negozi sfitti, corsa ai cambi di gestione.

Si sono raccolti i frutti, i risultati di una pianificazione territoriale mediocre. Lo specchio dell’incapacità progettuale, di scelte coraggiose da proiettare nel futuro e non nel piccolo cabotaggio del tornaconto elettorale o del gruppo di potere con interessi localistici.

Magari pochi ci hanno fatto caso, c’è un particolare curioso. Si moltiplicano, di pari passo con la globalizzazione, le presenze di commercianti, esercenti, artigiani multietnici. Asiatici in particolare. Eppure fa eccezione il settore ‘edicole’ rimasto ‘appannaggio’ dei nostri connazionali, nonostante il turn over cessioni o vendite , chiusure e trasferimenti di locali. Spesso causa costo degli affitti. In attesa di una liberalizzazione che difficilmente riuscirà a sostituire il ‘mitico’ edicolante di strada.

Altra domanda al limite del banale. Perché un tassista pietrese ha scelto l’edicola di Borghetto? ” Era facile notare la zona di passaggio, la posizione strategica tra le due località e la potenzialità che avrebbe dovuto derivare dal previsto nuovo porticciolo turistico.   Invece è stato una sorte di boomerang. Prima della parziale costruzione, bloccata da diversi anni,  c’era almeno la spiaggia e i bagnanti. Li abbiamo persi e il porto è rimasto uno scheletro. Da non invidiare. Ora si legge che è la volta buona. Un paio di anni  per il fine lavori?”.

L’unica categoria, gli edicolanti, a ‘saltare’ il riposo settimanale, con molte eccezioni comunque. Alessi: “Al riposo settimanale ho rinunciato e niente ferie. Una scelta, non un lusso. Non per accumulare fortune, ma pagare il mutuo casa senza patemi d’animo. Ho venduto la licenza di tassista per amore della famiglia. Mia moglie non aveva un lavoro, mio figlio per tre anni lo vedevo in un baleno, ero sempre in giro, lontano da casa”.

In vent’anni persino nelle edicole è cambiata la clientela, le abitudine, l’onda lunga della crisi economica. E a Borghetto, regno delle seconde case….?

Massimo Alessi: ” Potrà sembrare una stranezza, personalmente debbo dire che non c’è stato ricambio di clientela, se non in misura minimale. Ho la stessa gente di 20 anni fa. I bambini che venivano in ferie con nonni e genitori, oggi sono uomini, donne; hanno a loro volta famiglia.  Li ho visti crescere e li chiamo per nome. E non parlo dei residenti che sarebbe cosa normale.  A cambiare  semmai è  la capacità di spesa, se prima compravano per 5, ora siamo a 3. Insomma, meno soldi”.

Vendere giornali da mattino a sera, c’è tempo per annoiarsi? Risposta: ” L’edicola è diventata  punto di riferimento. Anziani, in particolare. Persone sole. Vengono a cambiare banconote perché hanno paura a farlo in altri ambienti. La principale preoccupazione è la sicurezza e la salute. La solitudine spinge a cercare un volto amico, scambiare due parole, sfogarsi. Oppure chiedono consigli, informazioni se hanno qualche esigenza: un idraulico, un elettricista, le chiavi di casa perse o dimenticate, far funzionare il cellulare”.

Borghetto Santo Spirito, zona a mare, vista dalle suggestive alture del Castello Borelli

Borghetto per chi può testimoniare la sua storia recente ricorda l’enfasi  sui benefici che avrebbero arrecato migliaia di nuovi alloggi tra i pensionati torinesi e milanesi. Stagioni invernali ed autunnali per gli anziani, con la stagione balneare i giovani. C’è stato qualche anno di ‘vacche grasse’. Negli anni ’60 con la liquidazione della fabbrica si poteva comprare un alloggio. L’avvento della crisi spinge a scegliere dove si spende meno. Ma anche a Borghetto il ‘troppo stroppia’. Restano migliaia di alloggi sfitti, chiusi, in vendita.  Fanno brutta mostra i palazzoni gruviera, da quelli in Riva al mare, eretti sulla sabbia, ad oltre l’Aurelia, ‘rubando’ spazi a fertilissimi terreni agricoli. Così  veniva ancora descritta Borghetto dalle enciclopedie o guide turistiche nei primi anni sessanta: ” Frequentata località balneare con vasto arenile e buona attrezzatura ricettiva. Clima salubre e un’abbondante vegetazione, con una pianura ricca di ortaggi e frutta”.

La testimonianza di Alessi descrive  anche che le vendite in edicola sono caratterizzate dal cambio di stagione, dunque di clienti. Sono diminuite le copie di quotidiani vendute. Al primo posto restano  La Stampa, Il Corriere della Sera, La Gazzetta dello Sport. Tra i settimanali prevalgono Sette, Gente,  Donna Moderna, Quattroruote. Resiste il boom delle pubblicazione pornografiche? Parola di edicolante: “Diciamo che si lavoricchia bene, meno tabù di un tempo quando compravano di ‘nascosto’. Più acquisti da parte di donne rispetto ai maschi”.

Quanto volte  capita di ricordare: se nascessi un’altra volta….Massimo Alessi che farebbe? Lui non ha dubbi: “Ricomprerei un taxi, ti senti più libero, tutti i giorni sono diversi, le avventure dietro l’angolo. Non si ha tempo di annoiarsi. In edicola ci sono giorni  che la monotonia ti assale.”

Grazie per questa testimonianza destinata al mondo degli internauti. Tra qualche secolo, senza recarsi in  biblioteca, qualcuno potrà leggere e raccontare: c’era una volta un edicolante che faceva più ore dell’orologio. Ora per Alessi la prima aspirazione è “il conto alla rovescia e godere la pensione. Dopo 40 anni, fare passeggiate con la moglie e magari il ruolo di nonni”.

Basta vivere con l’assillo di alzare e chiudere le serrande. Liberi di andare a spasso al termine di un’esistenza di lavoro e sacrifici, anima e corpo. Il sogno più accarezzato e meritato da tanti cittadini con le credenziali dell’edicolante borghettino.

Luciano Corrado 

 

 

 

 

L.Corrado

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