Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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MAFIA E SOLDI AI PARTITI REGIONALI, GIUSTIZIA E CATTIVI PENSIERI

E’ fuori dubbio che le regioni connotate per la presenza mafiosa ovvero Sicilia-cosa nostra, Campania-camorra , Puglia-sacra corona unita e Calabria- ‘ndrangheta non hanno avuto dalla Procura della Repubblica e da quella della Corte dei Conti competenti accertamenti sulle “spese allegre” da parte dei consiglieri come avvenuto in Liguria, Piemonte, Lazio, Veneto, Val d’Aosta, Lombardia, Sardegna ed altre regioni.

Mi è stata segnalata questa singolare osservazione che, se non erro, corrisponde alla verità anche se nessuno degli opinionisti benpensanti della grande libera stampa ha avuto modo di fare.

Ho pensato alle seguenti ipotesi :

  1. Le Procure in quelle Regioni ad alta intensità mafiosa sono molto impegnate;
  2. In quelle Regioni il livello di efficienza amministrativa dell’Ente Regione è al di fuori di ogni possibile sospetto;
  3. In quelle Regioni si vuole, in un certo senso, dare tempo agli amministratori dei fondi assegnati ai partiti per meglio “predisporre” la documentazione delle spese prima di iniziare l’accertamento.

Vediamo di cercare di capire le possibili motivazioni.

Sulla capacità funzionale della Procura di Napoli ho già avuto modo di esprimere il mio parere. Non avendo il tempo di svolgere i tanti processi ai camorristi che – molto spesso- ne escono per disattenzioni della Magistratura inquirente o giudicante, vien da pensare che detta Procura non abbia il tempo di occuparsi dell’uso disinvolto del denaro pubblico da parte dei partiti. Non hanno portato avanti, a quanto è dato di sapere, le inchieste sull’inquinamento dovuto all’interramento dei rifiuti inquinanti che hanno invaso buona parte della Regione ( sino ad arrivare alle dichiarazione si disastro ambientale ) in questi ultimi dieci anni come non ho avuto notizia di inchieste portate a processo per gli abusi e sprechi per i fondi gestiti per la raccolta e smaltimento dei rifiuti ordinari che vedono la presenza di migliaia e migliaia di addetti comunali, provinciali e regionali, ma senza altro risultato che quello di portare all’estero od in altre discariche italiane i loro rifiuti ( ed a Vado Ligure gli abitanti ne sanno qualche cosa su questi rifiuti portati nella sua discarica).

Amministratori comunali, provinciali e regionali inquisiti ? Pare che Bassolino (ex sindaco di Napoli ed ex presidente della giunta regionale ) sia stato sotto processo ( e forse lo è ancora ) ma non c’è alcuna notizia sugli organi di stampa. Solo Radio Radicale ha denunciato che è stato negato ai suoi cronisti, da parte del Tribunale di Napoli, di entrare nella aule per registrare le udienze in cui si stava giudicando Bassolino. Poi più niente. Silenzio assoluto !

Per la Procura di Palermo le questioni più importanti pare che siano la trattativa Stato-mafia, i vari processi ai Carabinieri del ROS e quella di istruire altri processi per le stragi dei magistrati Falcone e Borsellino. A questo proposito è interessante, dopo la recente scomparsa della moglie di Borsellino, rileggere le sue dichiarazioni – già da tempo agli atti giudiziari – in cui la vedova riporta le ultime confidenze del marito : “alla Procura di Palermo mi odiano“. E si possono leggere anche i nomi del colleghi fatti dal magistrato assassinato che sono ancora oggi in attività a Palermo e non solo.

Ho già scritto che anche Falcone non era ben amato dai suoi colleghi palermitani tanto è vero che fu bocciata la sua candidatura ad Alto Commissario per la lotta antimafia e la sua candidatura al CSM e che un noto politico palermitano, ancora oggi in attività, aveva dichiarato pubblicamente che Falcone teneva le carte segrete sui mafiosi nel suo cassetto per poi sostenere, dopo le morti, il suo grande sostegno ai magistrati uccisi.

In Puglia hanno altro cui pensare. Nella Procura pugliese infatti c’è un clima di veleno scatenato dagli anni di inchieste trasversali su Tarantini, escort, Berlusconi e sanità locale, che è sfociato nelle denunce incrociate tra Laudati e l’ex pm barese Pino Scelsi, entrambi finiti indagati uno per abuso d’ufficio e l’altro per favoreggiamento.

C’è anche la storia del Governatore Vendola – indagato con l’ex direttore generale della Asl di Bari per avere fatto riaprire un concorso per primario i cui termini erano già scaduti per far entrare un medico suo amico – che è stato assolto da un magistrato che, poco prima del processo, era andato a cena al ristorante con l’on.le Vendola e per questo motivo l’assoluzione è stata contestata dalla Procura ed il processo dovrà essere rifatto ( chissà quando ! ).

Sulla sanità pugliese pende una “inchiesta infinita” della Procura con richieste di arresto ( non concesse dal Parlamento) per l’ex On.le Tedesco, allora braccio destro di Vendola, che attende speranzoso la prescrizione per i numerosi reati di cui è imputato.

Con questi “chiari di luna” è plausibile che la Procura barese si attardi a fare quello che hanno fatto quasi tutte le altre procure italiane !

Per la Calabria non ho elementi, ma non è difficile pensare che, mutatis mutandis, grosso modo siano gli stessi visti per la Puglia, la Campania e la Sicilia.

Rimango comunque fiducioso che in anche queste Regioni prima o poi sapremo come sono stati spesi i fondi pubblici assegnati ai consiglieri regionali poiché – in caso contrario – potrebbero attraversarmi cattivi pensieri !


                                Luciano Locci


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L. Locci

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