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Da Noli la favola della rana e dello scorpione

Le favole di Esopo, anneddoti, proverbi, “detti” locali ecc. ecc., collegati, riferiti a eventi di vita, mi hanno da sempre positivamente guidato nelle decisioni da prendere ogni qualvolta c’era da scegliere tra una strada da intraprendere rispetto ad altre. Certo, sia pure a settantanove anni appena suonati, questa è una mia personalissima conclusione, che non ho motivo di valutare miope perchè comprende naturalmente l’arricchimento di esperienze di vita vissuta nel conoscere l’umano e la natura.

La natura: come convivere con essa per saperla godere quale compagna di cammino terreno. Riconsegnarla alle generazioni future integra nella sua forma, produttiva nella sua essenza. Modificarla con criterio, non per mera speculazione, rendendo “l’innesto” fattibile e certo.

L’umano: è una riflessione di stamane 25 marzo, dopo aver ascoltato e valutato in questi ultimi giorni parole e scritti di commentatori e politici sulle scelte da fare per formare un governo che sia in grado di governare, quella che mi induce a ricordare e quindi scrivere della “rana e dello scorpione”.

Non ho difficoltà a dichiarare che nelle primarie del PD ho scelto Renzi ed al voto ho dato la mia fiducia a Tabacci (perché in coalizione). Ciò premesso, nel ricordare i comportamenti assunti e conosciuti di Berlusconi da quando è entrato in politica, tra tutti annovero il “voltafaccia” sulla bicamerale ed in ultimo lo “sganciamento” (da lui ritenuto ancora una volta egoisticamente opportuno) dalla coalizione con il governo Monti, non posso fare a meno di “dire la mia…”.

Tutti gli adulti ricorderanno ciò che “la rana” ha detto allo “scorpione” allorquando quest’ultimo le ha chiesto di poter salire sul suo dorso per raggiungere la sponda opposta:”…non ti voglio traghettare sull’altra sponda perché prevedo tu mi colpisca col tuo pungiglione velenoso…”.

In buona fede, cedendo alle promesse dello scorpione che assicurava che ciò non sarebbe successo, l’anfibio inizia il percorso di attraversamento fluviale con l’aracnide sul dorso. Ma, in prossimità della sponda opposta, lo scorpione intende giustificare il suo naturale istinto, l’atto che andrà a compiere e dice: “...scusami…ma è più forte di me, non posso resistere…devo pungerti…anche se mi rendo conto che come tu morirai io sarò destinato ad affogare.

Esattamente quello che si è avverato con la scelta a colpi di maggioranza di centro destra nel votare nel 2006 quella legge elettorale battezzata “porcellum” per impedire al futuro vincitore (Prodi) di poter governare, esattamente come oggi. Tipico omicidio/suicidio sulla pelle della comunità.

Con questo intendo, come dicevo, dire la mia alla coalizione del PD, suggerire di non cadere nella “tentazione” di cedere alle “proposte” allettanti di “responsabilità politica” di Berlusconi a nome e per conto solo suo, dettate non per traghettare l’Italia fuori dalle difficoltà ben note, ma per continuare ad assicurarsi protezione all’interno del potere politico. Cronica ripetizione di atti politici che dimostrano l’inattendibilità del personaggio e che personalmente valuto negativa anche sotto l’aspetto del gioco politico. In cosa deve consistere la fiducia che viene data se non nei comportamenti responsabili nell’interesse di tutta la comunità?

Se poi tradire con la “bicamerale” (con D’Alema), non permettere la fine del “traghettamento” concordato del governo Monti sono comunque fatti giustificati dalla totalità della coalizione del PDL, reputo sia doveroso ricordare l’unico “distinguo” (di cuì se n’è parlato assai poco) da parte dell’On. Pecorella. Il quale, da sempre avvocato di Berlusconi e suo Deputato al Parlamento, questa volta ha detto “NO” alla sua certa rielezione nel partito, motivata dal fatto che non vuole più dover obbedire e votare casi come quello che giustificava la vicenda Ruby. “Tutto ha un limite, oltre il quale…la dignità…” ha dichiarato l’Onorevole.

Conclusione: di certo 1 /3 meno 1 dei votanti non condividono quanto sopra affermato, ma i 2/3 più 1 (sempre riferito all’On. Pecorella), anche se con motivazioni diverse, confermano che almeno la dignità deve essere riconquistata. Non si tratta forse di maggioranza assoluta?

Carlo Gambetta

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