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Liguria e Basso Piemonte

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Capire il grillismo alla vigilia del trionfo. Domande cruciali. Il partito. Il ‘caso Rai’

Mentre il Movimento a 5 stelle si accinge al trionfo elettorale, può essere utile leggere l’ultimo libro (Il partito di Grillo), a cura di Piergiorgio Corbetta ed Elisabetta Gualmini, edito da Il Mulino, 242 pagine, 16 euro.  Stefano Folli su Il Sole 24 Ore di domenica ha scritto una interessante recensione.Esordisce Folli: “Sappiamo o crediamo di sapere tutto su Beppe Grillo come personaggio del momento e re dei populisti che si avvia a essere  uno dei trionfatori (forse l’unico) di una campagna elettorale nel complesso pessima.  Ma in realtà sappiamo poco o nulla di come è nato il Movimento Cinque Stelle: l’origine di simpatizzanti e militanti, se abbia una natura di ‘destra’ o di ‘sinistra’. Soprattutto conosciamo ancora troppo poco riguardo alla prospettiva futura. La domanda cruciale è:  come evolverà il movimento,  che uso farà il capo dei voti  trovati nelle urne la sera del 25 febbraio?

LEGGI:

 

RAI: IL CDR DENUNCIA AGGRESSIONE di GRILLO A UN OPERATORE. GIOVEDI’ IN VAL SUSA INTOLLERANZA. GIORNALISTI PREOCCUPATI.

Torino, 16 febbraio 2013. Il Cdr della redazione Rai di Torino denuncia un’aggressione subita da un suo operatore da parte di Beppe Grillo durante il comizio di giovedì scorso in val Susa. Il sindacato dei giornalisti Rai ”dopo avere assistito all’aggressione canzonatoria di Beppe Grillo a un operatore Rai, e all’illegittima scelta da parte dello stesso Grillo di allontanare dal palco di Susa un operatore Rai e altri fotografi e colleghi ‘colpevoli’ di riprendere una pubblica iniziativa di campagna elettorale, condanna il comportamento del Leader del Movimento 5 Stelle”.

”Per il servizio pubblico  – sottolinea il Cdr – documentare le iniziative elettorali oltre a essere un diritto di informazione è anche un dovere. Infierire, da una posizione di forza, su un lavoratore impegnato nella propria mansione è un atteggiamento che si commenta da solo. Farlo in Val Susa, dove piu’ volte e’ stata espressa intolleranza, con metodi a volte violenti, contro chi cerca di riportare, per diritto e dovere di cronaca, gli avvenimenti relativi al movimento No Tav può essere elettoralmente conveniente ma certo non e’ un buon servizio alla democrazia e al confronto civile”. Il Cdr conclude esprimendo ”solidarietà al collega e preoccupazione per metodi e atteggiamenti che pretendono di essere nuovi , di cancellare il vecchio, ma che troppo ricordano pagine tristi della nostra storia recente. La Rai, per come la intendiamo noi, e’ di tutti: e’ un testimone, non un attore”.(ANSA).


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