Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Borghetto S. Spirito/ Se anche il parroco non mantiene le promesse…

Alla fine della scorsa estate, il parroco di San Matteo, don Antoine Dadour, espresse la volontà di affiggere sulla facciata della canonica un mosaico, dono di un anonimo parrocchiano, raffigurante la Madonna del Divino Amore, molto venerata nei pressi di Roma, luogo dal quale il parroco proviene.

La comunità borghettina si oppose in modo deciso alla collocazione della sacra effige per varie ragioni, sia di Fede che Storiche.

Infatti da sempre, a Borghetto Santo Spirito, è venerata la Madonna della Guardia ed al suo divino intervento sono attribuiti gli scampati pericoli che nel corso dei secoli la nostra comunità ha rischiato di subire, quali l’invasione dei Turchi del 2 luglio 1636 o l’epidemia di colera di fine ‘800. Tanto che il 24 agosto 1930 Papa Pio XI, Motu Proprio, decretava:

” …dichiariamo e costituiamo la medesima Vergine Beatissima con l’appellativo conosciuto – Della Guardia – particolare Patrona di tutta la città e del territorio di Borghetto Santo Spirito nella diocesi di Albenga.”

“…Inoltre ordiniamo e stabiliamo queste disposizioni decretando che la presente lettera immutabile, valida ed efficace abbia effetto immediato e duraturo; ottenga e conservi risultati pieni ed integri e che coloro ai quali compete o potrà competere devono decidere e stabilire di sostenerla sempre, ora e in futuro e nel modo dovuto; e inoltre decretiamo cha da questo momento diventi senza valore e nulla se capiterà che, consapevolmente o per ignoranza si cerchi di alterare qualcosa di essa riguardo alle nostre disposizioni, da parte di chiunque con qualunque autorità.

NON OBSTANTIBUS CONTRARIIS QUIBUSCUMQUE”.

Quindi la Fede e la Storia furono alla base dell’opposizione che nacque verso la collocazione del mosaico. Furono raccolte anche molte firme da inviare alla Diocesi di Albenga, affinché interesse d’autorità.

Di fronte a queste proteste il parroco promise che avrebbe desistito da tale intento e gli animi si acquietarono; la raccolta di firme fu sospesa e i Borghettini se ne tornarono a casa tranquilli.

E’ con enorme stupore che alcuni giorni fa, i Borghettini che passavano di fronte alla canonica, si accorsero che l’effige della Madonna del Divino Amore era stata collocata sul muro, alla faccia delle promesse che il parroco aveva fatto.

Non vogliamo intavolare un discorso sul fatto che la Madre di Dio è una sola e che le varie sfumature che può subire la sua immagine diventano irrilevanti di fronde alla vera Fede. Non lo facciamo perché non ne siamo competenti e perché non è questo il problema.

Il problema è che il parroco di San Matteo ha mancato alla parola data, creando tensione ed antagonismo tra coloro di cui dovrebbe essere la “guida spirituale” e costringendo la gente a prendere posizione pro o contro tale gesto.

Il parroco, con questo gesto di sfida, ha dimostrato non solo di non conoscere la Storia del Paese che lo ha accolto, ma di non volerla neppure prendere in considerazione, nonostante le numerose sollecitazioni ricevute da persone molto più autorevoli di chi scrive. Speriamo solo che se ne renda conto.

A Borghetto S.Spirito non bastavano i politici che non mantengono le promesse, ci si mette anche il parroco. Siamo proprio fritti.

Silvestro Pampolini

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S.Pampolini

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