Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Loano e le dune di sabbia

Il mare d’inverno. si sa, ha un suo fascino. L’infrangersi delle onde contro gli scogli, il vento che soffiando increspa ancor più le acque incupite dal freddo e quel sole che, pur fuori stagione, accarezza pallido lo sguardo proiettato verso un orizzonte lontano.

Il romantico incanto della marina a Loano città da vivere 365 giorni l’anno affascina turisti italiani e stranieri, ma anche residenti e semplici passanti. Un rapimento magnetico dei pensieri riflessi in quell’azzurro sale e un desiderio irrefrenabile per i più piccoli di correre e scavare la sabbia portata dal vento, ma soprattutto dagli scavatori, a formare piccole e grandi dune, proprio a margine del litorale.

Archiviata, infatti, la stagione balneare, mentre l’autunno colora e rimuove il fogliame dagli alberi, sul litorale compare puntuale un cordolo di montagnole di sabbia che con i loro volumi transennano non solo l’accesso alla battigia, ma ne offuscano anche il belvedere creato dalla lunga passeggiata rialzata, da cui si affacciano le alte palme, lustro e orgoglio della riviera.

Neppure la pioggia riesce a diminuire l’imponenza artificiale delle dune loanesi, anzi le mareggiate, che spesso seguono i temporali non fanno che accalcare rami e terriccio strappati dai fiumi e riportati in secca, anche la dove, d’estate, ampi e comodi lettini con tanto di lussuoso “baldacchino” fanno di quella parte di arenile, la spiaggia sofisticata e chic più cara. Ovviamente i detriti portati dal mare non sanno di usurpare un lido, o meglio parte di esso, di tanto pregio, e restano incuranti di tutto e di tutti, adagiati lì, il più a lungo possibile, in attesa che le opere di bonifica e ripascimento riportino al giusto uniforme livello la sabbia rendendola nuovamente fruibile per tutti.

Nel frattempo, per chi proprio non riesce a trovare un varco di accesso al mare fra le dune, non resta che la scalata o l’attesa, d’altronde la sabbia così accumulata fronteggia le impetuosità del mare che potrebbe danneggiare le strutture, cabine, servizi e ristoranti, realizzati con notevole impegno anche economico proprio sotto la passeggiata appositamente rialzata, qualche anno fa, e ricollegata alla spiaggia, per garantire l’accessibilità a tutti, da rampe, scale, discese e talvolta ascensori, protetti, per così dire, da cancellare rigorosamente chiuse prima del calar del sole…

Grazia Noseda

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