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Meglio un uovo oggi….21 dicembre la fine del mondo. Biglietti di sola andata per politici

Non lo esterniamo apertamente, ma nell’intimo siamo terrorizzati dalle mutazioni genetiche che ogni giorno di più si palesano. Convinto di essere un gallo… E il 21 dicembre la fine del mondo, biglietto di sola andata, omaggio per i nostri politici.
 MUTAZIONI
Convinto di essere un ‘gallo’ nel senso comune della virilità e in quanto uomo, mi sono sorpreso e angosciato quando una mattina, mio malgrado e inaspettato, mi sono ritrovato a fare un uovo. Per intenderci quello classico di gallina e poi di seguito uno al giorno senza interruzione, feste e domeniche comprese. Con ovvio grande dolore quasi fosse un parto.
Allarmato mi sono recato dal mio medico di famiglia, un luminare, docente all’Università del Pollaio. E anche politico a tempo perso tanto per raggranellare qualche spicciolo in più.
Dopo avermi attentamente visitato (esaminato: hai! hai! che dolore) mi  ha tranquillizzato, se così si può dire, spiegandomi che il caso non era eccezionale o meglio, non lo era più da tempo, da quando diversi uomini (pur di certo sesso maschile) si erano ritrovati nelle mie stesse condizioni. Un fatto spiegabile con un probabile domani tormentato, l’aumento dello stress riconducibile alla grave congiuntura in corso. L’avvelenamento dell’ambiente, al sopravvento e alla paura nei confronti del sesso femminile, alla perdita di umanità e rincorsa al materialismo fine a se stesso.
Pur consolandomi, l’amico medico, docente, politico, lui sì dalle ‘parcelle e dalle uova di oro’,  che il dolore era possibile attutirlo con un filo di vasellina e che in fondo ero stato fortunato, una frittatina al giorno era comunque assicurata, in barba a quei poveri esodati e pensionati morti di fame.
L’unico dubbio da decifrare ancora, rimaneva se per ogni uovo avrei dovuto autofatturami, nonché dichiarare nella denuncia dei redditi per non rischiare una multa, ma a questo penserà il mio commercialista e poi, e poi amici miei ‘meglio un uovo oggi che una gallina domani’ che mia moglie ha gradito molto e anche le sue amiche.
21 DICEMBRE 2012 LA FINE DEL MONDO
Manca pochissimo, biglietto di sola andata
(Per i nostri politici biglietto omaggio)
Ubriachiamoci con l’ultimo shopping, tra poco si scende dalla carrozza della vita terrestre, in fondo il prossimo venturo 21 dicembre 2012 altro non sarà che il solito ineluttabile incidente di percorso, prima o poi capita a tutti di avere una irreparabile avaria al motore, una banalità di ordinaria consuetudine.
La data è ormai scientificamente confermata, nessuna perplessità di calcoli errati, fidiamoci dei nostri bravi Mandrake-Maya: che poi, quel 21 dicembre, sarà anche un giorno particolare, potremo finalmente raccogliere a piene mani ciò che con tanta protervia abbiamo seminato e che ci spetta di… diritto.
“Già si sente il suono intenso di questa ouverture wagneriana, la terra sempre più di frequente urla il dolore delle sue ferite con sussulti improvvisi e violenti”.
Appunto l’ouverture, l’anteprima a scrufuliare i ciechi e i sordi, gli increduli e i distratti, gli struzzi e i fatalisti: con il veemente susseguirsi di terremoti, maremoti con onde anomale ed assassine, tenaglie di ghiaccio ad imprigionare navi come giocattoli, slavine e smottamenti improvvisi, migrazioni folli di cetacei con incomprensibili suicidi di massa. Senza tralasciare, per ipocrito perbenismo, la politica intesa come dittatura dei popoli, l’imbarbarimento delittuoso dell’uomo volto a giustificare nefandezze di ogni genere, impunito e con deliri di onnipotenza.
In fondo, a tutt’oggi, abbiamo goduto come pazzi di questo ben di Dio, con uno shopping forsennato, con l’uso debordante di illimitate carte di credito ben più comode di quelle di un tempo vincolate della coscienza: svuotati gli scaffali e riempiti i carrelli con alberi e fiori, laghi e fiumi, pianure e montagne, sole e mare, pesci e bisonti, uccelli e farfalle, tutta merce di poco conto e in saldo perenne, usa e getta senza alcuna remora a conservare: e che i nostri figli non “rompano”, e i nipoti ancor meno, implosa la terra ci saranno altri pianeti dove andare a trastullarsi e coprire di umana spazzatura.
“E’ mezzanotte in punto del 20 dicembre, si scende signori, la carrozza della vita terrestre ha terminato la sua corsa, abbandonate i bagagli e conservate solo il biglietto di percorso come ricordo di un altro tempo, di un altro mondo, purtroppo il ritorno non è previsto e comunque e in ogni caso non sono previsti rimborsi”.
ITALIA DEI VALORI
 in Liguria, la divisione dell’atomo 
Si rompono gli argini dell’Italia dei Valori, molti gli esondati in Liguria e anche a Savona
Più che opinioni diverse, tutto scaturisce dalle solite lotte interne, Caino e Abele appaiono al confronto dei bamboccioni .
I fuoriusciti si ritrovano, si contano, si incensano l’un l’altro e in men che non si dica danno vita  (il tempo di una crisalide?) a un nuovo gruppo politico ‘Diritti e Libertà’ con tanto di simbolo ad apparire come una torta di compleanno:  che di   moderno, appunto, sono le originalissime parole di riferimento  diritti e libertà, mai sentite prima, mai proposte, mai abusate, insomma, nel concreto, come e più della divisione dell’atomo
MELASSA 
Primarie PD e PdL 
‘Quattro parole quattro’ a ridosso delle Primarie PD prima che si aprano i serragli che poi, quando chiusi, fare la conta non ha significato tanto in Italia è solo ‘melassa’: tutti vincono, o meglio nessuno perde: Bersani, ovvio; Renzi che dopo aver rottamato Veltroni e Dalema spera di riuscire a farlo anche con Bersani; Vendola che ‘spera’ e basta, per il resto ‘sono solo canzonette’. 
Domenica 25 novembre, tutti in coda a fare voto di castità pardon di fede partitica, registrarsi, versare l’obolo richiesto e sopratutto essere convinti.
Nelle primarie prossime future del PdL (ogni giorno che passa sempre più ‘future’), potrà votare chiunque, con e senza ‘quid’, nulla da versare anzi pare che lo staf organizzativo, per assicurarsi  un’affluenza appena decente, per ogni poveraccio, esodato, disoccupato che si presenterà al voto, elargirà una tantum 30 euro: ‘provare per credere’.
Gianni Gigliotti
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