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Quanti privilegi per gli insegnanti di religione e quel taglio del Fondo Integrativo d’Istituto

Ci risiamo. Neppure il tempo di tirare un sospiro di sollievo per il ritiro dalla legge di stabilità  dell’aumento dell’orario degli insegnanti (cioè, della scomparsa definitiva di tutti i posti di lavoro dei precari) e puntualmente si ritorna a parlare del taglio, l’ennesimo, del Fondo Integrativo d’Istituto.


Per chi non lo sapesse il FIS (una parte del quale, peraltro, era già stato destinato dai precedenti governi a pagare gli insegnanti supplenti)  è il Fondo utilizzato per i progetti scolastici, le gite d’istruzione etc.  Quindi: fine pressoché definitiva di tutte quelle robe lì, cioè dell’autonomia culturale degli istituti. Intanto, gli scatti d’anzianità del personale della scuola per gli anni 2011 e 2012 non sono stati pagati e non sono alle viste. Il tutto per la santa religione del risparmio.

E va bene (?) Ma, se capovolgessimo il discorso e provassimo a sperimentare anche il risparmio della (santa) religione, potremmo porci qualche domanda:

1)  Perché l’insegnante di religione (IDR) delle medie viene pagato di più del collega di matematica o inglese (viene pagato, infatti, come l’insegnante di religione delle superiori)?

2)  Perché gli insegnanti di religione hanno rinnovi contrattuali biennali, mentre gli insegnanti di materia hanno contratti triennali?

3)  Perché gli aumenti stipendiali dei rinnovi contrattuali (biennali) degli insegnanti di religione vengono calcolati anche sull’Indennità Integrativa Speciale. oltreché sullo stipendio tabellare, mentre agli insegnanti di materia gli aumenti stipendiali dei rinnovi contrattuali (triennali) sono calcolati solo sullo stipendio tabellare?

4)  Perché nel 2009 agli insegnanti di religione è stato permesso il recupero di tali scatti aggiuntivi biennali del 2,5% per ogni biennio a partire dal 2003?

5)  Perché la ricostruzione di carriera degli insegnanti di religione ha un metodo di calcolo diverso da quella degli insegnanti di materia? Per gli insegnanti di religione tutti gli anni di precariato vengono calcolati al 100%, anziché al 66% per gli anni successivi al quarto, come avviene per gli insegnanti di materia (questo calcolo, per inciso, peserà molto di più col nuovo sistema pensionistico contributivo);

6)  Perché gli insegnanti di religione vengono “stabilizzati” anche da precari, in quanto la ricostruzione di carriera e la stabilizzazione dell’incarico avviene automaticamente dopo quattro anni di supplenza, anche se – ad esempio – il precario è o sarà soprannumerario (gli insegnanti di religione hanno quindi la ricostruzione di carriera anche da precari)?

7)  Perché è vietato accorpare le classi nelle ore di religione, anche se vi è un solo alunno che si avvale di tale insegnamento? Di fatto, l’insegnamento della religione cattolica è l’unica materia scolastica che ha l’organico di insegnanti sganciato dal numero di alunni. In questo modo, tra l’altro, le scuole risparmierebbero quel tanto che permetterebbe di scongiurare o, almeno, di limitare, il taglio dei Fondi di Istituto.

Insomma: capovolgendo il discorso si possono fare considerazioni un poco sorprendenti. Meglio, allora, seguire i consigli che ci davano a scuola: capovolgere i discorsi è sbagliato (e pericoloso…)

 Massimo Macciò

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