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La centrale di Vado Ligure serve al savonese?

All’Italia, alla Liguria, al savonese serve una centrale come quella di Vado Ligure? Serve una centrale a carbone? Sul carbone sono stati scritti veramente fiumi di inchiostro, sia sul carbone che sui suoi malefici effetti sulla popolazione. Vorrei solo dare un piccolo contributo di conoscenza sui costi della produzione di energia, dati “pubblici” facili da ricercare e da verificare.Ho trovato dati molto interessanti sui costi di produzione della energia elettrica con diverse tecnologie, che è bene conoscere, per sfatare il mito che la produzione da carbone è la più economica. La tecnologia avanza, ma non a favore del carbone!
L’energia prodotta col vento è la più economica, lo dice uno studio di Green Budget Germany, una associazione no-profit. I ricercatori hanno esaminato il costo della varie fonti di energia includendo anche i costi delle ricadute ambientali, sulla salute e sull’ecosistema. Costi questi che non paga il produttore, ma “qualcun altro”, ovvero la società. Ed allora, parole della ricerca, l’energia più economica è quella prodotta dal vento, con un costo di 0.07 €/kwh, seguita a ruota dall’energia prodotta nel sud Europa dalle centrali solari “solar parks” con 0,10 €/kwh, seguita ancora con 0,18 €/kwh costo dell’energia prodotta dai pannelli solari sui tetti delle case (in Germania).
Il costo dell’energia prodotta dalle centrali a carbone più moderne si attesta su cifre doppie rispetto a quelle del vento, circa quanto il costo dell’energia prodotta dal solare. Lo studio mette in evidenza anche i costi dei danni alla salute dei cittadini, 0,09 €/kwh, costi sostenuti per le cure sia dalla sanità pubblica, sia dalle famiglie, senza però “monetizzare” il danno creato dalla malattia alla qualità della vita.
Il nucleare, per una nuova centrale, si pone ad un livello di costo superiore (0,20 €/kwh fonte California Energy Commission), cui bisognerebbe aggiungere i costi altissimi in caso di incidente. I costi di Cernobyl e di Fukushima sono stati pagati quasi esclusivamente dalla società.
I costi per la società sono stati valutati tra i 0,11 e 0,34 €/kwh da aggiungersi ai costi di produzione energia, che quindi raggiunge valori reali di 0,31 e 0,54 €/kwh. Per vecchie centrali nucleari il costo di produzione può scendere a 0,02-0,03 pertanto aggiungendo il costo dei rischi si raggiunge un totale di 0,13-0,36 €/kwh. Secondo il DOE (2011) il costo dell’energia prodotto con cicli combinati bruciando gas naturale si attesta su 0,066 €/kwh, circa uguale a quello prodotta dal vento, ma con ancora ricadute sulla salute in quanto produce inevitabilmente NOx.
Per Barbara Breitschopf del Fraunhofer Institute gli impianti a carbone sono i più distruttivi per l’ambiente, i produttori pagano solo una minima parte dei costi sociali sotto forma di certificati CO2, contro costi di 0,09 €/kwh per la salute dei cittadini! In breve, i costi dell’energia prodotta sono di: vento 0,07, centrale solare 0,10, pannelli solari in Germania 0,18, nuovi impianti carbone da 0,11 a 0,14 cui vanno aggiunti i costi sociali 0,09 e quindi si raggiungono 0,25, nucleare 0,31-0,54.
Diamo un’occhiata anche al risparmio ottenibile dal miglioramento delle case esistenti.
Quante case italiane in classe energetica G? La metà? Se così fosse sarebbero almeno 15 milioni di case, che se fossero adeguate con le opportune opere potrebbero passare dalla classe G alla classe A, con un miglioramento della prestazione termica di almeno 150 kwh/m2 anno, per una zona climatica intermedia. Facendo un conto quindi su case di 100 mq, risulta 15.000.000 x 150 x 100 = 225.000.000.000 kwh/anno =  225.000 Mwh ovvero la produzione di due centrali elettriche da 1000 Mwh per i sei mesi invernali. Questo solo per le abitazioni private: sono poi ancora da tener in conto tutte le scuole, tutti gli edifici pubblici e le aziende: forse ancora un’altra centrale in meno!
Una domanda: ma che energia vogliamo? Pulita? ed anche economica? I numeri parlano chiaro!
Paolo Forzano
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