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Castello Borelli e il ‘piccolo borgo’. Fiore all’occhiello o l’inizio della fine?

Nella seduta della Giunta regionale del 27-04-12 si è trattato del seguente argomento: Conferenze di Servizi ex art 59 l.r. 36/97 e sm.ei. per approvazione Puo di iniziativa privata per riqualificazione complesso “Castello Borelli-Piccaro sul mare” in variante al PTCP, al PRG e al PUC in itinere.

Dice il Vice Presidente Marylin Fusco durante i lavori: diventa un piccolo borgo nel senso che abbiamo la ristrutturazione risanamento del castello in cui verranno, diciamo realizzate, una struttura alberghiera, rsa, piccolo borgo poi ci saranno anche delle residenze, ripristinato parco con specie di piante molto rare e quindi insomma viene restituita al Comune di Borghetto un’area che comunque stava andando veramente  al degrado totale … siamo molto contenti è stata lunga ma c’è l’abbiamo fatta verrà deliberato il 2 maggio

Questo intervento è durato poco più di 1 minuto e 39 secondi.

Tutti contenti dunque il Castello Borelli è salvo.

Eppure anche in questo caso, come già detto la scorsa settimana, a proposito del futuro dell’ex oleificio Roveraro, non credo che l’approccio al problema sia condivisibile.

Non voglio essere bastian contrario sempre e comunque, ma io credo che al privato, sia stato consentito di compiere una operazione di recupero del Castello in cambio però della possibilità di costruire.

Non discuto della legittimità dell’operazione, ma dal punto di vista strettamente politico non la condivido.

In Liguria non si è contenti se non si costruisce.

E’ un vizio che non riusciamo a debellare.

Dove si può si costruisce.

E’ vero il Castello doveva essere recuperato, ma perché al proprietario di un immobile, anche importante, come il Castello, il recupero deve essere consentito in aggiunta alla possibilità di costruire comunque edifici di civile abitazione in quel sito.

Ricordo il progetto dell’architetto spagnolo Carlos Ferrater, personalmente da me non condiviso (non nego però che esso fosse pregevole sia chiaro), perché aveva il peccato originale della eccessiva edificazione della zona, che, alla lunga, tenuto conto purtroppo dei precedenti storici di Borghetto Santo Spirito in materia di politica urbanistica, avrebbe significato l’inizio della cementificazione del Piccaro, specie in presenza di amministrazioni poco lungimiranti, e temo che l’edificazione di Villaggio Torino recentemente operata aveva come obiettivo “l’avvicinamento urbanistico” al Castello Borrelli.

Non ho mai pensato che la realizzazione di una strada che congiungesse il Castello al Villaggio Torino non fosse nelle corde delle precedenti amministrazioni.

Sul sito (www.designboom.com) è possibile vedere alcune immagini di quel progetto.

Non so se esso sarà quello che in effetti verrà realizzato ma, dalla relazione stringata del Vice Presidente Regionale che parla di “piccolo borgo”, non credo che siamo molto lontani.

Evidentemente devo ritenere che la proprietà del Castello abbia legato tutta l’operazione alla possibilità di costruire nella zona.

La realizzazione del Parco del Monte Piccaro e nell’ambito di essa il recupero del Castello potrebbero essere il fiore all’occhiello per Borghetto Santo Spirito dando anche nuovo slancio all’economia del paese e soprattutto al morente centro storico, che dovrebbe essere il punto di partenza del percorso verso il Castello.

La realizzazione di uno charme e relax, tenuto conto della splendida posizione del Castello, era un’idea da coltivare e credo che la proprietà e il Comune avrebbero potuto trovare altri accordi di reciproca soddisfazione.

La cubatura dell’ex edificio dei Frati, ben avrebbe potuto essere trasferita altrove, magari legandola ad un serio progetto di edilizia popolare e con il recupero del Castello e l’abbattimento della costruzione ex Frati , eventualmente sostituita da modeste pertinenze alberghiere, si sarebbe decisamente valorizzato il sito sotto l’aspetto ambientale e naturalistico.

Insomma io credo che su quel promontorio l’unica costruzione possibile avrebbe dovuto essere sostanzialmente quella del Castello recuperato in tutto il suo splendore in una posizione pressochè unica.

Il Senatore Borelli, deceduto a Borghetto Santo Spirito (c’è chi afferma a Ceriale), il 19 luglio 2005, era ingegnere e fu Direttore dei lavori del traforo del Fréjus, modificò l’originaria costruzione abbellendo la zona circostante sotto il profilo naturalistico con piante di varia natura.

Con proprio denaro sovvenzionò la costituzione di pensioni in favore dei poveri di Pieve di Teco.

Fu anche consigliere comunale a Borghetto S. Spirito.

Chissà che cosa ne penserebbe il senatore Bartolomeo Borelli del “piccolo borgo”.

Capo Santo Spirito, oggi, è ancora uno degli scorci incontaminati della provincia.

Dunque tutti contenti, ma temo che per il Piccaro sia in realtà l’inizio della fine.

Giovanni Sanna


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