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Savona/ Proposte per lavoro, istruzione, turismo. Ma il Puc 2012 è la ‘cantina usata’


Al Sindaco Città di Savona, agli assessori e consiglieri del comune di Savona.
L’urbanistica è una disciplina complessa nata per organizzare l’impetuosa crescita urbana dovuta alla rivoluzione industriale. Nata perchè era morta! Sarebbe corretto dire forse rinata, ma non è così: l’uomo spesso reinventa l’acqua calda, anche male.
Infatti se pensiamo ai Romani usavano “l’urbanistica” molto efficacemente: lo schema urbanistico adottato dai Romani nella costruzione della città è caratterizzato dall’incontro ortogonale delle strade, cardi (da nord a sud) e decumani (da est ad ovest), che suddividono la città in isolati quadrangolari. Questa struttura, ricavata dal “templum” etrusco era utilizzata costantemente nella costruzione dei castra romani. Tutte le città romane seguivano questa struttura in tutto l’impero.
Da Torino al medio oriente. Il foro era il fulcro della città, e poi non mancavano il teatro, le terme, il circo. Ma pensiamo anche a New York: la struttura urbana di Manhattan, con le strade a scacchiera e addirittura numerate per semplicità, fu definita nel 1811 con Il Commissioners’ Plan, che provocò una prima forte espansione della città. Nel 1800 60.489 abitanti, nel 1850 515.547, nel 2012 1.600.000 circa abitanti: la struttura viaria della città è rimasta la stessa: efficace in ogni caso.
 Questa urbanistica ha senso: ha una struttura progettata per l’evoluzione, per la crescita, per le trasformazioni del territorio.
Urbanistica quindi rispettosa del bene comune, ma attenta alla evoluzione delle attività economiche e quindi del lavoro, urbanistica che gestisce gli interessi speculativi, moderando il conflitto tra rendita ed interesse pubblico nell’interesse delle comunità e degli individui. Ma, paradossalmente, anche degli stessi speculatori!
Vediamo ad esempio come nel PUC di Savona siano stati inseriti negli anni grandi speculazioni edilizie con volumi che oggi appaiono esagerati: tutti chiedono i maggiori volumi possibili. Volumi alla fine invendibili. Vedasi il grattacielo fronte Torretta: disabitato. Eccesso di speculazione? Il PUC Savonese, senza un’anima, è un’opera da notaio in cui si è accumulato di tutto, senza nessun criterio.
Vediamo il passato: il quartiere della Rusca, senza una viabilità adeguata, oppure Mongrifone dove ci sono stradine talmente strette che ci passa a malapena un’auto! Ma quanti altri esempi ci sono in Savona!
IL PUC 2012
L'”urbanistica” dov’era? Che senso ha che ogni costruttore costruisca sul suo pezzo di terra senza curarsi minimamente di tutto quello che ci sta intorno. Era così. Sembra non sia cambiato nulla. Questo PUC 2012 di Savona è una “cantina” usata come accumulo di pratiche e di richieste. E’ stato miracolosamente varato nel 2012, per dichiaralo subito abbondantemente obsoleto da chi lo ha approvato! Fantastico! Dopo una gestazione ultradecennale! Forse è cambiata l’alchimia del potere dei richiedenti? Non si vede invece un “piano”. Un piano che “indirizzi” su un futuro per la città di Savona, per renderla più attraente per il turismo, per il lavoro, per l’istruzione.
Quando sento affermazioni del tipo “urbanistica partecipata” sento forte puzza di populismo. La politica che non è in grado di dare un indirizzo all’urbanistica “gira” il problema al popolo dei quartieri: usa il mondo popolare come detentore di valori positivi, e lo sfrutta per fare approvare uno ad uno gli interventi edilizi sul territorio. Gravissimo! L’urbanistica è un’altra cosa!
 Abbiamo già visto questo territorio devastato da anni di interventi, tutti uno ad uno. 100 interventi singoli non faranno mai un piano coerente. Mentre un piano coerente può, e dovrebbe, mettere assieme tutti gli elementi per farne un insieme armonico e funzionale per la città ed il suo futuro.
COSTA CROCIERE
 La città di Savona da alcuni anni ha acquisito un forte flusso turistico legato a Costa Crociere. Un flusso mal “digerito” dalla città, o almeno da una parte di città. C’è chi fa buoni affari, ma c’è anche chi non gradisce. Ma l’amministrazione comunale è stata così accogliente? Ricordo una richiesta da parte di Costa Crociere di avere una spiaggia dedicata: non ne so più nulla, quindi forse è caduta nel vuoto. Eppure dalla spiaggetta dei pescatori delle Fornaci fino a Zinola ci sono ben 2.200 metri di spiagge, superiori ai 1.800 metri delle Albisole. Potrebbero essere utilizzate con maggior efficacia? Fare finalmente quella “storica passeggiata” che è in gestazione “concettuale” da decenni, liberare la parte retrostante da tutte quelle attività che nulla hanno a spartire con un utilizzo turistico dell’area. Parliamo  di un’area fronte mare superiore del 25% al fronte mare di Albisola! Dare concessioni “solo” finalizzate ad attività turistiche. Progettare tutta l’area nel suo complesso, e non “palazzo” per “palazzo” con “l’urbanistica partecipata”. Di fronte al Priamar ed ai giardini ci sono altri 200 metri di spiaggia che sarebbe addirittura raggiungibile a piedi dall’approdo Costa.
PASSEGGIATA
Passeggiata Zinola-Fornaci, prosecuzione sulla passeggiata Fornaci-Letimbro, e poi passeggiata del Prolungamento, magari un po’ più bella di quanto progettato per il suo rinnovo. In tutto sono circa 3500 metri “sul mare”! Passeggiata e biciclette! Manca la connessione (1000 metri) alla passeggiata di Vado (1000 metri): in totale 5.500 metri.
Ho visto le opere che saranno realizzate per i lavori di riqualificazione delle aree del Prolungamento: costo 3.375.000,00 EURO devo dire per una sostanziale opera di “belletto” con rapporti tra verde e asfalto poco modificati, vialetti sempre gli stessi. Siepi abbassate, per avere maggiore visibilità, ma anche minor protezione dal vento. Un’opera che mi sarei aspettato più coraggiosa, più innovativa. Sono molto deluso di questo progetto e della mancanza di un respiro più grande. Il recupero dell’area Priamar è stata anni fa una grande opera, ma non completata. Monca di quella azione di recupero e restauro dell’intero complesso, specie “di pulizia” attorno alla fortezza a ponente e verso mare. Ma soprattutto monca di “vita”.
Diamo un occhio a Carcassonne in Francia: all’azione di recupero “integrale” è seguita una ottima politica di valorizzazione e sfruttamento turistico commerciale del complesso. E’ diventata una grande attrattiva.

Il Priamar ( prima e dopo  vedi foto), una fortezza di assoluto interesse e valore dell’intera Liguria, avrebbe bisogno di un “colpo di reni”: molto è stato fatto, ma manca ancora “qualcosa”! Essere più attraente! La città di Savona dovrebbe “progettare”, “valorizzare” quanto di spendibile ha, proprio a partire da quel grandioso monumento che è il Priamar: una delle più imponenti opere militari del passato, col vantaggio di essere “in città” e quindi facilmente accessibile. Cella di Mazzini, praticamente invisibile, e non visitabile! I cunicoli e parti interne visitabili sono eccezionalmente per merito di associazioni di volontari! I giardini del Prolungamento così addossati e soffocanti per la parte ovest del Priamar dovrebbero essere rivisti in una ottica “monumentale” e ripuliti anche di quelle costruzioni quali l’asilo e la piscina che sono state addossate alle sue strutture. Il giardino rivisto in una nuova chiave di lettura. Ho fatto una piccola bozza per evidenziare quanto dico con una immagine.
Non una proposta con tutti i dettagli, ma un punto di partenza. E’ solo un sogno?
Ccordiali saluti
Paolo Forzano

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