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Intervistiamo i giornalisti…di tre categorie

Con un’informazione libera l’Italia cambierebbe in 24 ore. I giornalisti italiani si suddividono in tre categorie: gli indipendenti (pochi, eroici e spesso emarginati), gli schiavi (tantissimi, sfruttati e pagati 5/10/20 euro a pezzo) e i Grandi Trombettieri del Sistema, nominati in posizioni di comando dai partiti e dalle lobby (direttori di testata, caporedattori, grandi firme, intellettuali per meriti sul campo). Sabato scorso a Parma tecnici e esperti hanno discusso per ore di inceneritori, dei danni alla salute, della loro assoluta inutilità, di rifiuti zero, dei tre miliardi di debiti di Iren, società quotata in Borsa e posseduta in maggioranza dai Comuni targati pdmenoelle. Nulla di tutto questo è stato riportato.

La piazza vuota, semi vuota, quasi piena è stato l’unico argomento di interesse (in piazza della Pace erano presenti 3.000 persone e decine di migliaia erano collegate in streaming). Parlare d’altro per non parlar di niente.
Il conflitto di interessi tra informazione e potere economico e politico è diventato insopportabile. La maggior parte degli italiani è informata da sette televisioni e tre giornali. Rai1, Rai 2 e Rai 3 sono occupate dai partiti, Canale 5, Italia 1 e Retequattro sono di proprietà di Berlusconi, a capo di un partito, la7 appartiene a Telecom Italia.

La Repubblica è di De Benedetti, tessera numero uno del Pdmenoelle, La Stampa è della famiglia Agnelli, gli azionisti di riferimento del Corriere della Sera sono le banche e Confindustria.

Siamo manipolati dai partiti, dalle banche e dalle industrie che, attraverso i media, stravolgono la realtà. L’Italia è un’Isola dei Famosi, un reality show di sessanta milioni di persone che ascoltano favole, racconti fantastici in dosi così massicce e da così lungo tempo da aver trasformato il Paese in un gigantesco Truman Show in cui la verità è menzogna e la menzogna è verità. Più il Sistema si decompone, più i media ne diventano l’ultimo feroce baluardo (dopo infatti non c’è più alcuna difesa) perdendo ogni ritegno e vergogna.

Gli attacchi al MoVimento 5 Stelle sono diventati parossistici, quotidiani, bipartisan, falsi, con notizie inventate di sana pianta, diffamatori verso chi non ha mai governato, rubato, che non candida condannati, non vuole poltrone o rimborsi elettorali. Il gioco al massacro è così chiaro, evidente da essere diventato imbarazzante, paradossale, quasi comico per chi lo pratica.
Vorremmo però sapere qualche cosa di più su chi ci informa. Una questione di reciprocità. Il perché talvolta non riportano i fatti, se sono costretti o se è una loro attitudine. Vorremmo sapere quali direttive ricevono da parte dei loro giornali o telegiornali.

Perché fanno le domande che fanno (talvolta tendenziose per dimostrare una tesi a priori). Vorremmo conoscerli più da vicino: i loro nomi, il loro curriculum, i loro pensieri. Vorremmo sapere qual è il loro stipendio, se sono trattati da schiavi nonostante le testate per cui lavorano prendono rimborsi pubblici.

Intervistiamo i giornalisti che si presentano agli incontri pubblici e alle manifestazioni e pubblichiamo i video su Youtube. Lo faranno volentieri per salvaguardare il diritto all’informazione. Ci vediamo in Parlamento, sarà un piacere.

(dal Blog di Beppe Grillo)

 

Politici affittano
giornalisti ad ore. 
Che si fa? 
Ci si tura il naso

di Mino Fuccillo
www.blitzquotidiano.it 24/9/2012

Son cose antipatiche, è comprensibile che si tenda a ritrarsene. Insomma, mandano un cattivo odore ed uno, anzi tanti, tirano indietro il naso. E, insieme con il naso, anche occhi, orecchie e labbra. Così non si sente la puzza e si evita anche di vedere, ascoltare, parlare. Un sacco di “piccioni” con una sola “fava”. Insomma, perché star lì ad annusare, guardare, ascoltare e non sia mai parlare troppo dei giornalisti ad ore, quelli che si affittano come le stanze di albergo, appunto quelle degli alberghi ad ore? E infatti i giornali e le televisioni, con le dovute eccezioni, lo fanno il meno possibile e con l’aria che si ha quando bisogna sbrigare una pratica sgradevole.

Si è saputo dell’Emilia, si è saputo del Lazio. Funziona così: le emittenti locali, soprattutto tv e radio, affittano i lori studi, il loro palinsesto e i loro “intervistatori” ai partiti politici che vogliono darsi visibilità e farsi propaganda. I politici pagano ovviamente con soldi pubblici. Il contribuente si trova così a pagare il finanziamento ai partiti e poi anche le emittenti che gli spacciano come interviste o addirittura inchieste quelli che sono spot in appositi spazi pubblicitari. Spazi pubblicitari e spot travestiti da informazione locale.

I giornalisti ad ore sembrano spesso essere in buona fede e questo accresce anziché diminuire lo sgomento. Esibiscono regolari contratti, con tanto di Iva pagata: 500 oppure mille euro alla mezz’ora, oppure pacchetto da sei “presenze” a duemila euro. Spesso esibiscono anche la pressante richiesta dell’editore. Sgomenta non esibiscano almeno il “che si deve fare per campare…”. Almeno si mostrerebbero coscienti e consapevoli di quel che fanno, di quale sia la natura vera della loro prestazione ad ore.

I politici che affittano mostrano, se costretti, fatture e ricevute di quanto speso in “immagine” e “promozione”. E qui la dizione non è bugiarda, loro pensano, sono sicuri che una buona immagine venga dai minuti passati davanti a un microfono gentile e che i cittadini “promuovono” chi affitta più lotti.

Non trattano al buio e nascosti nell’ombra, in clandestinità. Politici che affittano e giornalisti ad ore trattano alla luce del sole perché pensano sia legale e normale. Legale potrà anche essere. E che con i soldi delle tasse si paghino le pubblicità mascherate mandate in onda da giornalisti affittati dai politici di tutti partiti possa apparire normale è una tra le mille prove che la società detta civile è ampiamente soppiantata dalla società sicuramente incivile. I giornalisti ad ore non meritano sanzioni professionali che non arriveranno, meriterebbero di non aver più mercato, audience, seggiola. Farlo davvero? In fondo sono anche loro figli di mamma…meglio allontanarsi, turarsi il naso e parlarne il meno possibile. (in http://www.blitzquotidiano.it/opinioni/mino-fuccillo-opinioni/giornalisti-tura-naso-affittano-politici-ore-1350280/)

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