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Borghetto/ Ugo Magnetto giocatore sordomuto campione di vita. I figli dimenticati della civiltà contadina

In occasione del Consiglio Comunale del 27 gennaio 2010 mi lasciai andare ad espressioni giudicate poco lusinghiere nei confronti di Borghetto Santo Spirito (si veda il verbale inerente il PUC).

Riporto uno stralcio di quell’intervento concitato: “Qui non c’è una popolazione effettivamente residente, non c’è una popolazione che ha una vita sociale di qualità elevata, abbiamo parlato di tante cose oggi, io non ho sentito parlare di strutture sportive, di scuole nuove, dei giovani di Borghetto!”

Chi gridò allo scandalo non capì o non volle comprendere la portata di quelle affermazioni.

Parto un po’ da lontano.

Nei primi del 900′ nasce a Borghetto Ugo Magnetto.

Questo nome, probabilmente, ai più giovani non dice nulla.

Ugo Magnetto era sordomuto.

Giocò nella serie A con la maglia dell’Ambrosiana Inter negli anni 30′.

Fu un esempio raro, per non dire unico, di giocatore con grave difetto fisico (era sordomuto per l’appunto).

Nonostante questo riuscì ammirabilmente ad affermarsi come sportivo fino al massimo campionato di calcio.

Oggi i miti dello sport sono altri, ma Ugo Magnetto (foto a ds) fu, prima di tutto, un Campione della Vita.

Era Borghettino dalla nascita.

Era figlio di una civiltà prettamente contadina.

Borghetto era davvero un borghetto, altro che seconde case !!

Eppure in quei primi anni del Novecento, accanto a Magnetto, Borghetto ebbe l’onore di accogliere fra i suoi grandi anche Alfredo Viglieri (nella foto), che fu borghettino d’adozione.

Il punto è proprio questo.

I grandi borghettini, in linea di massima, li troviamo all’inizio del secolo scorso (l’affermazione senz’altro non sarà condivisa) e sono figli di una civiltà della quale oggi non vi è alcuna traccia.

Figli dimenticati.

In occasione del citato Consiglio Comunale cercai- inutilmente – di esprimere questo concetto di fondo: il disordine urbanistico crea disordine sociale e non consente di far emergere il meglio dell’Uomo.

Se una comunità vive in modo armonioso con l’ambiente che la circonda è possibile che possa dare il meglio di se stessa: Borghetto ha dato il meglio di sè quando rimase un borghetto senza snaturarsi ma mantenendosi in una condizione di equilibrio con il suo territorio.

A Borghetto Santo Spirito il disordine urbanistico, la crescita tanto straordinaria quanto incontrollata l’ha snaturata: essa si è trasformata da borghetto a cittadina dormitorio.

Non ha consentito tutto ciò la formazione di una vera e propria comunità isolando le persone prive dunque di alcun punto di riferimento e alla fine, purtroppo, anche di quel necessario spirito critico, che è controllo fondamentale nei confronti di chi detiene il Potere.

Non c’è socialità e, a livello sportivo, l’assenza di strutture costituisce una colpevole mancanza facendo venire meno quella necessaria aggregazione giovanile di cui ogni borghetto ha bisogno.

Dove sono oggi i campetti di calcio dove un Magnetto può nascere ?

Campetti liberamente accessibili ? Che fine hanno fatto i campi adiacenti agli oratori ?

E’ innegabile. Chi può mi smentisca ma con i fatti.

E’ nato un numero straordinario di seconde case e chi era contadino ha cessato di esserlo.

Ma alla crescita abitativa non ha corrisposto un equilibrato sviluppo nè in termini di servizi pubblici (impianti sportivi ad esempio) nè in termini sociali.

Ecco perchè da quella civiltà post contadina si fa fatica a ritrovare personaggi come Ugo Magnetto

Già Magnetto …

Oggi sarebbe impensabile un giocatore sordomuto in serie A: chissà quale pandemonio ne verrebbe fuori.

Impallidisco al solo pensiero: se guardo alle polemiche sollevate dal signor Paolo Villaggio con le sue affermazioni sulle paraolimpiadi.

Ad ogni buon conto ciò che volevo affermare è questo: se una società, come quella borghettina, si snatura e trasforma il proprio territorio in un mostro di cemento vi sono maggiori probabilità che non sappia esprimersi adeguatamente.

Le persone nascono e si sviluppano in maniera armonica sia socialmente che culturalmente se crescono in un ambiente a misura d’uomo, dove la collettività fa del bene comune un punto fondamentale.

Magnetto come Viglieri è figlio non della società delle seconde case ma della sana società contadina.

Accusato di avere dileggiato Borghetto inneggio invece, attraverso il ricordo di Ugo Magnetto, ad uno dei migliori dei suoi figli.

Nacque a Borghetto Santo Spirito il 26 novembre 1902 e vi morì nel 1984 (si veda la STAMPA del 6-09-84).

Esordi in serie A il 14 giugno del 1931 in Ambrosiana Inter-Lazio 3-2 (il stringato resoconto di quella partita in LA STAMPA 15-06-31 vedi).

Fu la sua unica partita in massima serie, ma è come se ne avesse giocato mille.

Figlio d’arte, fu anche valente nuotatore e si distinse pure nell’atletica leggera.

In un paese come Borghetto dove le strutture sportive sono in condizioni catastrofiche e dove la fantasia è mortificata da un agghiacciante panorama urbanistico, il ricordo di Ugo Magnetto è una speranza di rinascita e di riscoperta di antichi valori.

Il Consiglio Comunale del 13-03-09 approvò una mozione per l’intitolazione a Magnetto del Palazzetto dello Sport (Leggi…).

Quelle dichiarazioni non furono comprese.

Onore a Ugo Magnetto .

Giovanni Sanna

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