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La Liguria che non esiste più…che bello vivere in Riviera

I “turisti” se ne vanno (qualcuno dice finalmente) e le case della nostra riviera si spopolano: con l’inizio dell’anno scolastico assistiamo all’abituale spettacolo di decine di caseggiati magicamente vuoti, come se fossero reperti archeologici di sempre minor valore, perché ogni anno ne spuntano sempre di nuovi e oramai non fanno più notizia.

Una miriade di seconde case fonte di inesauribile ed irrefrenabile tristezza in chi ricorda una Liguria che non esiste più. Non sentiamo alcun bisogno di preservare il patrimonio storico dei nostri paesi ( drammatico il caso di Noli raccontato nell’ultimo numero di Trucioli.it del 23 agosto), i caruggi sono il lontano ricordo dei luoghi, ove i vecchi del posto rappresentavano una memoria storica.

Le spiagge sono sempre più inaccessibili, però costruiamo porticcioli per pochi intimi (splendido quello di Borghetto Santo Spirito) e ci allontaniamo sempre di più dal mare, da quel mare che un tempo era solcato da centinaia di pescatori dei quali non vi é oramai alcuna traccia: le loro imbarcazioni non sono più ammirate in bella mostra sulle nostre spiagge.

Le immagini dei libri di geografia non rappresentano più la realtà delle cose.

Descrivono un territorio che oggi non esiste.

Che bello vivere in Riviera!!

Già un tempo, forse, era bello.

Venivano i Turisti (i Scignori) e non i “turisti” di oggi.

I comportamenti erano civili (…almeno più di quelli odierni…), l’attività alberghiera diffusa e redditizia, c’erano ristoranti e locali di grido e non mancavano neppure i bagnanti famosi.

Non si parlava di chiudere Tribunali o Preture, a nessuno veniva in mente di sopprimere Ospedali e bene o male, un tempo, i prezzi degli immobili erano umani… In Liguria si coltivava persino e pure si pescava… Già beati voi che avete il Mare… dicono i “turisti”.

Beati noi?

Abbiamo l’Autostrada più cara d’Italia (sempre agevolmente percorribile e senza mai code), una moderna linea ferroviaria, che da un momento all’altro sarà senz’altro trasferita a monte.

Chiudono sempre più attività commerciali, gli imprenditori edili, che vorrebbero riempire di seconde case di gran classe quel poco
che resta estraneo all’urbanizzazione (la chiamano così), piangono miseria (ecco il mugugno ligure è rimasto); di alberghi se ne vedono sempre di meno, i prezzi dei generi alimentari sono più elevati di quelli praticati in Piemonte e Lombardia (qui siamo in vacanza tutto l’anno mica si scherza), a Loano il numero di agenzie immobiliari è probabilmente superiore al numero di panifici che si possono contare fra Andora e Spotorno. 

Siamo fortunati a vivere in Riviera specie adesso che si può parcheggiare di nuovo la “voiture”… I politici locali, che si fanno soffiare sedi di Tribunali e Ospedali, hanno però grandi progetti per noi cittadini.

Persino gli uccelli vanno a emigrare da qualche altra parte ed è comprensibile, se non altro perché la flora comincia a scarseggiare ed il patrimonio boschivo, oggetto di grande attenzione da parte di tutti (ambientalisti compresi, soprattutto loro), è costantemente divorato dalle fiamme di incendi, dei quali quasi mai (il quasi è solo per quel briciolo di speranza che ancora anela
nei nostri cuori) vengono assicurati alla Giustizia.

Per non parlare degli extracomunitari: anche in Riviera troverete qualcuno che dirà la frase magica “già di lavoro non c’è per noi
ma cosa vengono a fare qui?”.
Ma come, non lo sanno? Qui c’è il Mare!!

Già gli extracomunitari non aiutano e non li vogliamo, ma, (se possiamo), li sfruttiamo: anche loro sono “turisti” in questa Liguria, spesso costretti a lavorare in nero, come in tutto il Paese.

La colpa è sempre degli stranieri e mai la nostra.

Ma no, suvvia, non lamentiamoci, anche noi a nostro modo siamo “turisti”.

Che bello vivere in Riviera.

Giovanni Sanna


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