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Primo Maggio da giornalista pensionato
Il risveglio identikit di Stefano Pezzini

Il 22 maggio, festa di Santa Rita da Cascia, la santa avvocata dei casi impossibili, Stefano Pezzini, giornalista, neo pensionato, compie 61 anni.  Sarà festa grande ? E’ nato a San Marino, ma la sua terra è albenganese: tra Albenga, Peagna, Arnasco. Dal 10 giugno 2014, quando era ancora redattore a La Stampa, è stato eletto nel piccolo Comune di Onzo consigliere comunale (di opposizione). La sfida della sua lista vedeva candidato sindaco il coetaneo Giuliano Arnaldi, personaggio eccentrico assai conosciuto soprattutto a Savona, e che ha dovuto soccombere al vincitore Alessandro Bottello, laureato, forte dell’esperienza di ex consigliere ed ex assessore. Trucioli.it, blog di volontari, allergico ai contributi ‘spontanei’ siano essi privati o pubblici, la settimana scorsa ha raccontato il Primo Maggio di Guglielmo (Willy) Olivero, giornalista pubblicista, con la sorte di ‘dimissionato’ e disoccupato dopo 24 anni di lavoro a La Stampa; lui di primavere ne ha già contate 56. 

Guglielmo Olivero, laureato in Giurisprudenza, giornalista disoccupato

Guglielmo Olivero che avrebbe voluto continuare a lavorare e scrivere sulle pagine del quotidiano torinese, già degli Agnelli – Fiat, oggi entrato a far parte della grande e potente galassia dell’imperio editoriale della famiglia De Benedetti (l’Espresso, la Repubblica).

La vigilia del Primo Maggio, festa dei lavoratori, il pensionato Pezzini ha spadroneggiato nell’edizione di Savona de La Stampa. Ha firmato due pagine e un quarto. Per l’inchiesta della domenica  il titolo “Il risveglio del turismo, secondo l’Unione Albergatori sarà un estate molto positiva, con clientela italiana, ma emerge l’interesse dell’Est Europeo”. Altro titolo ” Una nuova ricetta, entroterra e costa insieme sul mercato “. E ancora “Rinascono  le cantine della Riviera e gli chef rilanciano i prodotti tipici”; “Le alture finalesi un microcosmo per chi ama le bike”. Insomma ce n’è per tutti, da stare finalmente allegri per il ‘vecchio cronista’, come si autodefinisce Pezzini nel suo seguitissimo blog “Liguria e dintorni”, dall’inaugurazione,   il 2 maggio 2016, può esibire 345.286 visitatori. Un blog in chiave turistica, storica, culturale, enogastronomica.

Tanto per non apparire troppo ossequioso, Pezzini ha ricordato tutti e se avesse avesse avuto spazio che manca sempre, avrebbe pure citato il ‘risveglio dei lavoratori alberghieri’. Messo assieme qualche dato statistico, qualche dichiarazione di chi è addentro nel settore. Il numero degli occupati a tempo indeterminato e quelli a tempo determinato. Le qualifiche più premiate con un posto di lavoro. Avrebbe insomma creato un po’ di serenità tra gli alunni delle scuole alberghiere che negli anni si sono ridotte a Finale Ligure e Alassio, dove ci sono insegnanti preparati e che si fanno in quattro per promuovere ed incoraggiare. Tutt’altro discorso se si guarda alla sorte delle centinaia di allievi che escono dall’alberghiero. Quelle famiglie e quei giovani che spesso sacrificandosi, fanno affidamento al ‘risveglio del turismo‘, ai ‘padroni del vapore’ che lungo la storia turistica sono stati ora osannati, ora indicati a ‘capitani’ della ristorazione, dell’ospitalità, quasi sempre gli stessi a leggere le cronache locali de La Stampa. Manco a ricordarlo resta la rassegna stampa a ricordarci le grandi interviste che negli anni hanno accompagnato la disfatta dei lavoratori del turismo. Neppure più le suore  che gestiscono attività ricettive, tengono dipendenti, preferiscono affidarsi alle cooperative.

Stefano Pezzi dal blog Liguria e dintorni

Stefano Pezzini giornalista di grido e di successo, Gugliemo Olivero costretto al ‘silenzio stampa’ quasi a sua insaputa. Non scrive, ma non può neppure narrare e raccontare la storia del giornalista  ‘precario a vita’, sottopagato per l’impegno e le ore profuse (senza feste, ferie, riposi settimanali). O mangi la minestra o salti dalla finestra. Pezzini che trova in quattro e quattr’otto uno sponsor per il suo brillante blog. Gli invidiosi scommettono su una trentina di migliaia di euro dell’entourage del direttore di un’associazione di categoria che non li ha messi di tasca sua, mancherebbe altro, ma avrebbe utilizzato fondi comuni. Pezzini telefona, indignato, “il solito scorretto, non ho preso un centesimo, soldi miei”. Approfondiremo con l’informatore che non è  nostro amico. Un ballista ?

Un editoriale recente apparso su Il Sole 24 Ore, Alberto Orioli, scrive: “...Anche il progetto europeo di Garanzia giovani in Italia finisce per  camuffare semplici stage (nel 68% dei casi), è segno di un errore strategico.  Sarebbe meglio che la garanzia giovani si traducesse in sempre maggiori casi di contratti di apprendistato, ma questa fattispecie di ingresso al mercato del lavoro è da sempre indebolita dalle scarse risorse e dalla incapacità delle Regioni di renderlo strumento appetibile per l’impresa. Un bel tema da Primo Maggio, ma non ne parla nessuno”. Quanti sono i temi che affliggono il mondo del lavoro alberghiero di cui neppure in provincia di Savona o di Imperia, di Cuneo, c’è qualcuno che si faccia portavoce.

Elisa e Stefano Pezzini dal giornale online Ivg.

C’è chi è già molto impegnato, come Pezzini, che deve pure occuparsi di una prestigiosa rubrica sul giornale online più seguito e accreditato della provincia, Ivg.it, dell’editore pietrese Matteo Rainisio. Era il 27 gennaio quando veniva annunciato che “La squadra del Vostro Giornale cresce ancora: Elisa e Stefano racconteranno gusti, sapori, ricette e protagonisti della storia enogastronomica ligure. Da lunedì prenderà vita una nuova rubrica, questa volta dedicata alla cucina: si chiamerà “Liguria del Gusto (e quant’altro)”, e sarà curata da Elisa e Stefano Pezzini. In questo caso gli appuntamenti a settimana saranno addirittura due: ogni lunedì e venerdì Elisa (alla scrittura) e Stefano (alle ricerche) racconteranno i gusti, i sapori, le ricette e i protagonisti della storia enogastronomica della Liguria”. E c’è invece chi deve accontentarsi di scrivere sulla sua pagina del Facebook per raccontare magari la sua giornata col gattino che gli ha consigliato la psicologa quale antidoto, senza farmaci, dalla depressione, dal rischio esaurimento.

Se in provincia di Savona ciò che succede nel mondo del giornalismo è tabù, rinchiuso nel cassetto,  il panorama in altre province non è più gioioso o glorioso.  L’Osservatorio del giornalismo scrive di una crescente precarizzazione, di gender gap e barriere all’ingresso per le nuove generazioni. Uno stato di salute del settore con la febbre alta. Un farmaco a prima vista c’è. Facciamo lavorare i giornalisti pensionati, ma non solo un articolo ogni tanto. Almeno un paio di pagine sul modello Stefano Pezzini. E per ridare una carica di eterna gioventù pur da vecchio cronista chi ha ‘cuore’ contribuisca pure con i blog, giornali on line.

Ad Imperia si racconta – non citiamo il nome in assenza di prove documentali – di una giornalista ‘precaria’, moglie di un giornalista, che in un anno ha scritto più pezzi lei che il collega professionista più presente nelle cronache di quella provincia.  Accade questo nel giornalismo con la museruola quando si tratta di non raccontare fatti propri ancorché di una redazione, di un giornale pure autorevole.

Accade di ricevere comunicati stampa (Gruppo Cronisti Liguri e Associazione Ligure Giornalisti, il sindacato di categoria) di questa taglia. Eccolo:  “Ci sono giornalisti “degni” e che quindi possono porre domande agli intervistati e altri, invece, che sono ritenuti “non degni” e non possono. Ieri sera durante una trasmissione su Primocanale Alice Salvatore, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, ha definito Ferruccio Sansa, cronista del Fatto Quotidiano “non degno” e dunque non meritevole di poter parlare con il candidato a sindaco di Genova del Movimento Luca Pirondini. Neppure 48 ore prima, è bene ricordarlo, il leader Giuseppe Grillo aveva risposto ad un cronista che gli poneva una domanda chiedendogli il numero di telefono della madre.

L’Associazione Ligure Giornalisti e il Gruppo Cronisti Liguri stigmatizzano il comportamento di chi si rifiuta di rispondere alle domande dei cronisti impedendo il diritto di cronaca. “Non esistono giornalisti compiacenti oppure scomodi, giornalisti da cui piace essere intervistati e altri no – viene ricordato – ed esprime solidarietà al collega definito dalla stessa consigliere Salvatore nel corso della stessa intervista un sedicente cronista”.

Al tempo stesso ALG e GCL ricordano come lo strumento della minaccia di querela nei confronti di giornalisti sia diventato ormai una vera e propria forma di ricatto per evitare domande a cui, probabilmente, non si vuole rispondere.

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