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Graziano l’oste di Montegrosso con 7 posti e 2 tavoli: in casa sua cucina cibi sani e buoni

Pranzo eccellente e un’esperienza unica, da raccontare agli amici. Già, meglio che la voce non si diffonda troppo. Non per non far torto alla concorrenza, ma perchè si corre il rischio di dover prenotare da un anno all’altro, come accade in un ristorante della Spagna. Qui siamo a Montegrosso Pian Latte. Lo chef autodidatta e senza essere stellato è difficilissimo che deluda, anche i palati più esigenti. Graziano sempre in attesa dell’agognata laurea, con papà impaziente e un chiodo fisso: prima la laurea in ingegneria poi….

Eppure Graziano Viazzo, leva dei trentenni, appartiene alla categoria dei figli unici giudiziosi ed ostinati. La sua prima ostinazione è realizzare una ‘catena di lavoro‘ made Montegrosso che possa dare un avvenire ai giovani del suo paese adottivo. Il suo primo obiettivo fare in modo che il povero entroterra della Valle Arroscia, della Val Tanaro, ricco di bellezze, d’aria salubre, sorgenti, fauna e flora imperiese possa presto realizzare un itinerario gastronomico di ‘home restaurant’ cosi accade con successo in Val Maira (Cn), oppure in Francia, Austria.

“Sarebbe di indubbia attrazione se nelle nostre vallate e sui nostri monti si riuscisse a rendere operative – propone Viazzo che è anche infaticabile presidente pro tempore della Pro Loco – di zone di sosta  con vere eccellenze gastronomiche (non quelle che si propone alla massa delle sagre ndr) all’insegna della semplicità, della tradizione, delle specialità preparate al momento, dove è possibile davanti al cliente. Se è difficile reggere i costi di un ristorante, seppure di lunga  ed affermata tradizione come trucioli ha scritto a proposito della chiusura di Lorenzina a Nava, credo sia più facile affrontare l’esperienza del ristorante in casa. La mia esperienza, iniziata a giugno dello scorso anno,  è positiva, coinvolgente, incoraggiante. Il rapporto diretto e famigliare con il cliente che di fatto si trasforma presto in amicizia a tavola, è una formidabile palestra di scuola di vita e di oste per caso, per passione, per amore della propria terra. Un messaggio rivolto soprattutto ai giovani e alle loro famiglie. Certo, indispensabili tanti sacrifici e tanta serietà”.

Arrivare alle 12,30 in punto, dopo aver percorso uno dei carruggi antichi del borgo, e sedersi allo stesso tavolo con altri due ospiti, mai incontrati prima e magari stranieri, a loro volta, alla prima conoscenza di una saletta da pranzo insolita, senza pretesa, ordinata e pulita, con i profumi gradevoli della cucina casalinga. Locale estroverso, anche nel nome: “a Ca di Tacui” come avevamo già spiegato in un servizio di trucioli.it lo scorso anno (vedi….) letto da 1411 persone. L’antipasto è sulla falsariga della tradizione e un pizzico di innovazione. Non può mancare il pan fritto,senza essere inzuppato d’olio che magari rinviene dopo ore. Leggerissimo dunque nello stomaco. C’è il salame nostrano, gustoso, di Simona Pastorelli, titolare dell’agriturismo di Mendatica e del caseificio famigliare annesso con mucche, capre, pecore, maiali.  Poi è la volta di  un delicato e delizioso formaggio caprino, non troppo stagionato, che non pizzica, addolcito dal miele del paese. I peperoni gialli con un’amabile salsina. I primi sono i tradizionali: immancabili le raviore, non stracariche di gusti, streppa e caccia là. Tutto impiattato e niente mega porzioni da gozzovigliarsi. Il coniglio in umido innaffiato di vino rosso e gusti della nonna. Per finire un paio di dolci semplici.  Il profano difficile che lo sappia, la cucina di Graziano, chef per caso, è priva di polverine di insaporitori, il pane casalingo senza miglioratori di sorta. Il Dolcetto è straordinariamente gradevole, a bassa acidità, nonostante sia compreso nel prezzo super onesto. Vale la pena scriverlo, 18 €, con ricevuta fiscale che non è tra le migliori abitudini di tanti esercizi famigliari, dal mare alla montagna.

Montegrosso due
L’antica casa di Montegrosso che ospita al piano terra l’Home restaurant di 7 posti

E per i clienti meritevoli, giudiziosi,  Graziano riserva un finale col digestivo di erbe e un paio di suonate con la sua inseparabile fisarmonica e caschetto bianco. Non può intrattenersi di più perchè fa parte del complesso musicali I Monelli. Sono 13, giovani e meno giovani, di entrambi i sessi, suonano per hobby e rimediare almeno le spese di viaggio. Corrono da un angolo all’altro dell’imperiese, del cuneese, qualche puntata nel savonese. Non vanno oltre perchè tutti hanno famiglia e un lavoro. Quando può c’è don Enrico alla chitarra e voce, il parroco che sta rilanciando la passione e la gioia di vivere in montagna dove non basta animarla in occasione della sagra, della festa, del Santa Patrono. Bisogna saperla vivere e soprattutto convivere pur tra difficoltà e disagi. Dove per molti mesi all’anno il foresto è quasi un’eccezione, dove il silenzio e la pace non devono essere imposte da ordinanze. Ma perlomeno c’è il senso della comunità e non accade come in città che spesso non si conosce il vicino della porta a fianco. O la solitudine la fa da padrona.

Semmai, come accade a Montegrosso, c’è da chiedersi cosa abbiano fatto di male per non meritare, nel terzo secolo dopo Cristo, una strada comunale e provinciale degna di una civiltà moderna, da paese civilizzato. Una di quelle strade, senza andare lontano, di cui beneficiano i montanari  che vivono in malghe isolate dell’Alto Adige. La strada che porta a Montegrosso è visibilmente accidentata, asfalto malconcio,  cunette cercasi, tra curve insidiose e improvvise strettoie.

Non parliamo dei pullman turistici o meno, già la provinciale per Mendatica è off limits per la presenza di un paio di strettoie e curve che resistono dai tempi della prima guerra mondiale. Montegrosso si è sempre distinta nella provincia più bianca azzurra d’Italia insieme alla Sicilia, per essere un ‘comune rosso’, sinistra moderata, contrariamente a Mendatica roccaforte prima della Dc degli onorevoli Amadeo, Manfredi, Adolfo, poi leghista (il concittadino Mariano Porro è stato sindaco, vice presidente della Provincia, esponente di spicco del potere come i fratelli De Michelis). Paesi diventati moderatamente berlusconiani anche negli anni del Bunga Bunga, quindi lievemente piediessini, centro sinistra si direbbe, con avanzata del Movimento di Grillo. Voto di protesta e di profondo malessere.

C’è una considerazione finale che merita un cenno. Montegrosso è caratterizzato da una forte vocazione della ristorazione (l’osteria del Rododentro si è affermata da tempo, l’agriturismo Cioi Longhi è un’altra significativa realtà), cercando di attrarre ospiti valorizzando il borgo storico ed alcune peculiarità ambientali. Eppure al visitatore occasionale capita di trovarsi di fronte, già alle porte del paese, ad un biglietto da visita dove non è difficile imbattersi in baracche trasandate, ferri vecchi di varia natura abbandonati, vicoli e carruggi deturpati da erbacce e cattivo stato della pavimentazione. Qui non c’entra il lusso o il nasino all’insù, centra quello che viene comunemente definito cultura del decoro urbano, la bella cartolina da esibire, mostrare con orgoglio agli amici. La promozione del passa parola di un paese ordinato così come è facilissimo trovare nell’entroterra della Costa Azzurra, sui Pirenei, sulle Alpi della provincia di Bolzano, sulle Alpi Svizzere o Austriache, nei paesini della Baviera, lungo la Mosella. E’ da quelle zone, visitatissime, che provengono tanti turisti. Quale impressione diamo dei nostri borghi se li lasciamo alla mercé del pressappochismo e dell’incuria ? E’ troppo chiedere più diligenza, più buon gusto, più impegno ? Non basta andare alla tv locale e ‘parlare bene’. Il turismo più che con le parole si promuove con il passaparola, con il buon esempio, il diffuso decoro. (L.Cor.)

COME GIUDICANO GLI OSPITI IL PRANZO O LA CENA ‘A CA’ DI TACUI’ ?

ECCO QUALCHE GIUDIZIO PRESO DA TRIPADVISOR 

1) Mi sono recato il questo locale per una cena tra amici, ottima accoglienza, Graziano il titolare molto disponibile e competente ci mette subito a nostro agio, conversando e facendoci conoscere la storia del locale. Il cibo tutto buono, genuino, a km zero per la maggior parte delle portate. l’atmosfera familiare, si parlava e si ci capiva , cosa alquanto rara per la maggior parte dei locali.

2) Ho apprezzato il pan fritto servito con dell’ottimo salume, dei buoni tomini erborinati, le raviore, prodotto De.co da provare sicuramente, i dolci e il vino buono.

La mascotte di Montegrosso Pian Latte: vera o finta ?

3) Consigliamo a tutti di fare questa esperienza culinaria nuova. Abbiamo mangiato a casa di Graziano i piatti della cucina bianca cucinati benissimo. Ambiente gradevole, pulito e curato. Buono il vino (un dolcetto di Dogliani senza etichetta) ma si può bere anche il famoso ormeasco di Pornassio. Pranzo abbondante dagli antipasti all’ammazzacaffé, serviti bene e intervallati da piacevoli racconti di tradizioni locali. Ottimo il prezzo. Ci ritorneremo con gli amici.

4) Abbiamo scoperto la novità di Montegrosso Pian Latte l’home restaurant di Graziano, questa attività si svolge in casa. È un locale molto accogliente, con arredamento fantastico, la roba servita era squisita ed abbondante. Esperienza da vivere a una cifra bassa. Speriamo che riesca a realizzare i suoi sogni perché ne ha le capacità e le possibilità.

5) Cibo locale molto curato, a tavola con persone conosciute al momento, si una grande esperienza e un Ospite, Graziano, di grande accoglienza e cultura del cibo.

 

Un carruggio del caratteristico centro storico, il selciato ha qualche problema di estetica e manutenzione

Montegrosso tra le case in pietra e l’erbaccia che cresce indisturbata resistente a quanto pare persino ai diserbanti del Comune

Sulla strada principale che porta a Montegrosso, a pochi passi dall’ingresso del paese, fa bella mostra anche un baraccone con rifiuti speciali, spettacolo assai diffuso che poco si addice alla vocazione turistica e dell’accoglienza

Per il quieto vivere non si pratica tolleranza zero in difesa del decoro e del biglietto da visita che si offre ai visitatori e ai turisti

 

Nella boscaglia vicino al paese si può abbandonare impuniti anche un vecchio motorino esente dalle spese della discarica comunale

Graziano si fa in quattro per accontentare gli ospiti nel suo home restuarant. Ma sarebbe un peccato se ambiente e decoro urbano  di Montegrosso fossero soltanto un optional da esibire sulle cartoline e a Imperia Tv

 

 

 

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