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Renzo Aiolfi l’innamorato di Savona,
dei suoi Figli illustri e dell’arte vera

Questo è un piccolo omaggio che la nostra Associazione, a Lui intitolata, vuole fargli nel nome della sua poliedrica vivacità culturale che ha caratterizzato, dalla seconda metà del ’900 la vita artistica di Savona. Dobbiamo alla capacità di  Renzo Aiolfi la forte rinascita, dopo la seconda guerra mondiale, del civico Teatro “Chiabrera”.Così come dal 1965 in poi ha riaperto al pubblico, dopo un nuovo riallestimento, la civica Pinacoteca e Museo, tre Istituzioni pubbliche di cui è stato un vivace, attento Direttore fino al 1985, data del suo collocamento in quiescenza. E’ stato uno storico interessato ad alcuni fatti peculiari legati alla nostra storia: dal ponderoso e unico nel suo genere libro dedicato al “Risorgimento” savonese, ai sempre richiesti testi sull’affondamento del “Transilvania”, alla storia del Teatro “Chiabrera“, al catalogo dedicato alla civica Pinacoteca, ad alcuni suoi testi critici rivolti ad alcuni artisti liguri, ricordiamo quello inerente a Carlo Leone Gallo, la sua frequentazione della Galleria Sant’Andrea di Luigi Pennone, la sua amicizia con gli attori italiani e i musicisti che hanno calcato il palcoscenico del Chiabrera, così come il suo amore per l’arte (pittura, ceramica, scultura) locale e non solo.

Quanto sopra è davvero un piccolo “cammeo” rispetto alla vigorosa vita di uomo di cultura  che Aiolfi ha vissuto, in prima persona, con tutto se stesso con la passione, l’esuberanza che lo hanno sempre contraddistinto. Si è interessato di ogni articolazione della cultura: dal balletto, al folklore, alla poesia (lui era anche un attore e un cantante lirico), alla musica classica, alle tradizioni, senza tralasciare il forte sentimento di rendere fruibili le nostre Istituzioni pubbliche a ciò preposte guardando ai giovani, ai loro gusti ed esigenze. Carattere forte, molte volte spigoloso, sempre generoso e innamorato di Savona, dei suoi Figli Illustri, dell’Arte con la A maiuscola.

A volte sarebbe opportuno immaginare Savona, dal 1950 in avanti, senza la voglia e la capacità di fare di Renzo Aiolfi? Cosa sarebbe stata la nostra Città senza la presenza costante di questo suo Figlio che, ad onor del vero si è occupato di essa dall’inizio del secondo periodo bellico mondiale, quindi quasi cinquant’anni continuativi di lavoro, di attenzione per arrivare, poi, al rilancio culturale della Città, gettando quelle basi fondamentali sulle quali chi è venuto dopo di lui ha continuato ad operare.

Aiolfi è stato, anche, artista, un creatore di ceramiche ricche di colore, di richiami a lemmi antichi e moderni (echi dal secondo futurismo), fino all’informale. Per ora pochissimi si sono dedicati criticamente a guardare meglio questa sua ennesima sfaccettatura, che non fa che arricchire la sua poliedrica personalità di uomo moderno.

La presentazione di alcune sue opere nelle due “Vetrine d’Artista” concesse dalla Cassa di Risparmio di Savona vuole essere, quindi, un modesto ma sentito omaggio alla sua fantasia e creatività. Un grazie lo rivolgiamo alla Signora Tina  Massarelli Aiolfi che da tredici anni ci segue con grande affetto e partecipazione, perché l’”Associazione Aiolfi vive nel nome di Renzo per lo spirito con il quale Aiolfi si è affacciato alla cultura con dedizione, umiltà, parlando a Tutti e dando spazio a ogni tipo di comunicazione visiva. Centinaia di fotografie conservate dalla Signora Aiolfi lo rappresentano nei camerini del “Chiabrera” assieme ai suoi amici attori e musicisti (da Renato Rascel a Sandra Mondani, da Renata Scotto a Gino Paoli, per citarne alcuni), sarebbe interessante farne una mostra: un documento “vivo” dell’Uomo Aiolfi, dell’organizzatore di eventi culturali (ricordiamo la grande mostra dedicata all’Unità di Italia). IL nostro desiderio è quello di provarci.

Silvia Bottaro



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