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A Noli il sindaco tradito da un video hard
Interpellanza tra privacy, dignità, gogna

Una vicenda senza precedenti, non solo nella storia cittadina. Un sindaco chiamato a rispondere ad un’interpellanza choc: scabrosa e inopportuna? O doverosa? Ci si affida a ‘vox populi’ per  far sapere che il primo cittadino di Noli ha postato su Facebook e rimosso un video dal contenuto ‘decisamente particolare’. In altre parole protagonista di un breve filmato a sfondo pruriginoso che avrebbe dovuto restare privato e invece qualcuno l’ha ‘scoperto’ prima che fosse rimosso. 

Nei giorni scorsi i notiziari web di cronaca locale hanno dato voce ad una sibillina presa di posizione della minoranza consiliare.  Semplicemente Noli ha pubblicato sul suo sito e reso noto di aver presentato 3 interpellanze, “due di queste sono state protocollate in data 30 Settembre; il 30 Ottobre prossimo scadranno i termini, stabiliti in 30 giorni come da regolamento, entro i quali le interpellanze devono essere inserite all’odg del consiglio comunale, quindi trattate e discusse”.  Termini non rispettati, siamo al 3 novembre. E proprio oggi, giovedì, l’albo pretorio del Comune riporta la convocazione del consiglio comunale per giovedì 10 novembre (vedi…). All’ordine del giorno anche due delle tre interpellanze dell’opposizione. Manca la terza, quella più scabrosa. Due riflessioni. La convocazione è firmata dal vice sindaco Alessandro Fiorito. Pare plausibile ipotizzare che lo stesso sindaco tratterà l’argomento che lo riguarda a porte chiuse. Lo prevede del resto l’articolo 22  (adunanze segrete vedi…) dello Statuto comunale.

Veniamo al ‘pasticcio sindaco’che ha fatto addirittura balenare l’ipotesi di dimissioni, elezioni anticipate. Ha suscitato inevitabile curiosità il contenuto dell’interpellanza, protocollata il 30 settembre, con ‘richiesta di chiarimenti‘ e postata integralmente sul web di Semplicemente Noli. Già la prima riga invita a leggere e curiosare: “Non nascondiamo un certo imbarazzo…..”. Quando c’è de mezzo il sentore di sesso: difficile non andare oltre tra realtà e fantasia.

Il merito della questione, con una premessa. Non è un mistero quanto sia agevole, per chiunque, pubblicare on – line materiale di ogni contenuto. Venirne magari in possesso solo casualmente. Essere trascinati nella piazza elettronica e ritrovarsi esposti al pubblico ludibrio. E’ il ‘caso Noli’? Non è proprio così, l’attore, ovvero il sindaco, si sarebbe lasciato sopraffare, coinvolgere, tradire da immagini e audio. Gli interpellanti sostengono che “… anche nelle zone limitrofe, si è diffusa  una strana ed insistente ‘vox populi’ relativa ad un video….”. 

L’ex sindaco Ambrogio Repetto, con Lucio Fossati candidato sindaco, Debora Manzino usano il condizionale per raccontare pubblicamente, nella loro veste di amministratori comunali, che il sindaco Giuseppe (Pino) Niccoli pare sia  stato co-protagonista di alcuni episodi accaduti nelle vie del paese “non consoni alla carica prestata”. Forse sarebbe utile chiarire subito, senza ombra di dubbio, che  tra ‘video hard‘ ed ‘episodi accaduti‘ non esiste alcuna correlazione. Due vicende distinte.

L’opposizione vuole mettere in difficoltà un sindaco  - peraltro eletto dai cittadini per la terza volta, pur con 7 voti di scarto – per una debolezza umana che riguarda la sua sfera personale? Con un risvolto, a sua volta, assolutamente privato?  Non sarebbe stato più logico, partendo da questi presupposti e interrogativi, chiedere un incontro al sindaco stesso per avere spiegazioni? Magari senza clamori e strascichi mediatici avrebbe ammesso  di essere stato colto da una debolezza, in un  momento difficile, anche per una persona che ha esercitato per decenni la professione di medico di famiglia, senza ombre. Non siamo di fronte a reati e men che meno ad un malfattore, ad un caso di malversazione. Suvvia!

La vita di ognuno di noi è spesso costellata di errori, cadute di stile, superficialità, presunzioni. Porre al centro la questione del ‘video hard’ rischia di trasformarsi in maldestro obiettivo. Opera di delatori? di sepolcri imbiancati?

Il sindaco Niccoli avrà i suoi meriti e demeriti. Merita di essere ridicolizzato con malcelata ipocrisia per una questione che nulla a che fare con la gestione del Comune? Non è neppure in gioco la trasparenza. Per il sindaco sarà pur sempre una scomoda verità dover ammettere di essere stato travolto da un impulso irrefrenabile. Ma sarebbe forse più ingiusto, deleterio, mandare a casa una giunta, un’amministrazione, provocare l’arrivo di un commissario, causa video sex. (l.c.)

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