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Savona nelle urne. Buongiorno tristezza!
E Ninin ‘spara’ al guru M5S Eric Festa.
Udc di Pizzorno: 15 candidati su 30 zero voti

Elezioni di Savona, buongiorno tristezza.Lo scrive Gianni Gigliotti, scrittore, socialista della prima ora, memoria storica. Invece il blog NiNiN, tra i più seguiti nella città della Torretta, diretto dal giornalista Mario Molinari, spara a zero per il mancato ballottaggio, sferzando Eric Festa portavoce del Movimento di Grillo. Poi c’è una classifica curiosa. Il primato dei candidati zero voti. Il premio di ‘consolazione’ tocca alla lista Udc con 15 zero aspiranti a Palazzo Sisto. Al secondo posto Barisone sindaco (Pcl), quota zero per 8 candidati. E un solo zero per Savona Arancione di Sergio Lugaro. Infine per chi ha tifato il presidente di A Campanassa (un migliaio di soci), Carlo Cerva, vice segretario Dc ligure negli anni d’oro di Taviani e Russo ?

L’umorismo elettorale di Mimmo Lombezzi

Grazie a Dio anche questa tornata elettorale è passata, il circo smonta le tende, i pagliacci si struccano e rivelano i loro veri volti, gli acrobati del salto della quaglia sono scazzati per i pochi spettatori ad applaudirli, molti fischi e pernacchie all’imbonitore presentatore, finalmente un po’ di calma ritorna nel nostro quotidiano. Un darsi da fare inconcludente, senza intelligenza, con una cultura imbarazzante, estranei alla realtà delle cose, candidati più nevrotici che ideologici, qualcuno in lista anche a ‘sua insaputa’ per la necessità di riempire vuoti a perdere.

Valuteremo e rifletteremo con calma i risultati, esaltazioni e tonfi, eventuali matrimoni prossimi e funerali già avvenuti alla chetichella. (Giovanni Gigliotti).

 

 

E NiNiN DEL GIORNALISTA MARIO MOLINARI SPARA A ZERO CONTRO ERIC FESTA M5S

Eric Festa portavoce del Movimento 5 Stelle

Da Ninin  leggi  MS5…...” Cerchiamo di usare la Tenerezza. I cinquestelle potevano rappresentare, piaccia o meno, la svolta. Ma Eric Festa ha centrato il suo recondito obiettivo: non entrare in ballottaggio. C’è da interrogarsi su che cosa porti una formazione politica a guida monocratica ad essere il primo partito nella città di Savona restando fuori dai giochi. Ma il local guru de noantri ha saputo fare “il miracolo” coltivato con certosina pervicacia che quasi ci andrebbe un encomio; non fosse per la pesantissima responsabilità (personale) di aver consegnato la città e quindi noi tutti, di quanto rappresenta il vecchio, il cemento e l’intrallazzo….”

E DIRE CHE IL VOLENTEROSO ROBERTO PIZZORNO IL GIORNO DELLE ELEZIONI HA FIRMATO UN PEZZO SPORTIVO SU LA STAMPA SAVONA

Un’immagine d’archivio del volantino elettorale di Roberto Pizzorno alle comunali del 2011

Un servizio su Ilaria Poggio bronzo ai campionati italiani. Leggi anche una bella intervista (di Pizzorno) a Uomini Liberi alle precedenti comunali 2011….

Le ‘briciole’ all’Udc del giornalista pubblicista Roberto Pizzorno, originario di Cengio, 56 anni, con una vitalità da giovincello, merita qualche riflessione. Nonostante tutto, viene voglio di dire, l’elettorato è anche capace di non essere riconoscente. O perlomeno bisogna distinguere come nel caso di un altro big delle pubbliche relazioni (non di incarichi) Piero Santi, 52 anni, dipendente Telecom, 779 preferenze contro le 75 di Pizzorno. Il primo dalla Dc passato ai berlusconiani integralisti ora agli ordini, a Savona, del ‘generale’ Angelo(ne) Vaccarezza. Il secondo rimasto di fede e proselitismo alla democristiana, vocazione centro sinistra, ma senza un ‘padrino’ forte in loco.

Il ‘caso Pizzorno‘ sarebbe irriverente non trattarlo con un ritratto come merita. Intanto se c’è un politico, seppure non di primo piano, che ha sempre cercato di curare immagine e dinamismo, la palma gli spetta di diritto. E poi come ignorare che se c’è un ‘volontario’ che da sempre segue gli sport minori, è proprio lui. Certo, nell’era Berruti, palazzo a Sisto IV, Pizzorno ha avuto la sua poltroncina. La vice presidenza dell’Ata Spa, con Sara Vaggi, 50 anni ( già presidente ‘manager’ (?) alla Cooperativa Faggio. Il terzo, nella triade dell’ATA, Marco Ravera, 39 anni, candidato sindaco di Rete a Sinistra- Savona che vorrei (1441 voti di lista).

Roberto Pizzorno nel suo ‘medagliere prestigioso’ poteva esibire la vice presidenza e direttore dell’Assonautica (a Savona non è cosetta da poco, c’è quasi la corsa alla ‘barca’ in porto), la presidenza provinciale della Federazione Italiana Palla a pugno che nel dopoguerra era lo sport preferito in molte cittadine e paesi, dalla Riviera all’entroterra. E che dire del ruolo  provinciale nel Coni Point Savona ?  Della presidenza dell’Unione Nazionale Veterani dello Sport (UNVS), sezione ‘Ronaldo Roggero’. Solo per indicare gli incarichi più significativi. Poi quelli prettamente politici: segretario provinciale  UDC,  dal marzo 2014 eletto nel consiglio nazione del partito di Lorenza Cesa.  Tutti ruoli, assieme ad altri, che ha coltivato con slancio e passione. Con un reddito non da nababbo, ma neppure tra quei personaggi pubblici e della politica locale che denunciano somme da poverelli e bisognosi di assistenza. L’ultima dichiarazione del 2014 di Pizzorno è di poco superiore ai 20 mila euro.  Sul fronte della promozione locale, pur senza spendere e spandere, il pubblicista Pizzorno alla vigilia elettorale ha fatto alcuni interventi apparsi su Savona News, RSVN, Telenord e nel recente passato IVG.it. Si aggiunga che forse è l’unico caso, almeno in Liguria, in cui un  candidato può fregiarsi di un articolo pubblicato, a sua firma, proprio nel giorno del voto. E’ accaduto su La Stampa -Savona che pare abbia ormai superato la concorrenza (ex) del ‘fratello’ Il Secolo XIX.  Vale la pena riproporre il servizio e il merito all’articolista che continua a seguire con diligenza ciò che altri trascurano, magari per mancanza di spazio. E da ultimo, una noticina curiosa sempre  da ‘casa Udc candidati’ e di cui trucioli.it aveva scritto: i 47 voti di preferenza raccolti dal dr. Mauro Acquarone, salito alla ribalta della cronaca quale marito separato e indagato della dr.ssa Luisa Bonello (presunto o mancato giallo) suicida il 19 settembre 2014.

 

E LA VISITA ISTITUZIONALE (SILENZIATA) DEL PRESIDENTE TOTI ALLA “A CAMPANASSA’ RICEVUTO DAL PRESIDENTE CARLO CERVA

Il presidente Toti in visita a Campanassa

Ha destato perplessità, ma anche consensi, la visita a sorpresa del presidente della Regione Liguria alla sede ufficiale di ‘A Campanassa’ storica associazione di Savona. A ricevere l’ospite, peraltro senza preparativi  perchè la ‘tappa’ era stata decisa all’ultimo momento, il presidente del sodalizio Carlo Cerva che nella vita ha ricoperto il ruolo di consigliere comunale, esponente di primo piano della Democrazia Cristiana ai tempi di Paolo Emilio Taviani e Carlo Russo, fino a raggiungere il gradino segretario regionale per tre anni e mezzo e due volte vice segretario. Cerva, moderato, ma senza eccesso di diplomazia e per qualcuno anche negato al servilismo.

Ovviamente non mancano i critici alla sua presidenza. Ha accompagnato il presidente Toti a visitare il complesso del Brandale che, tra l’altro, pare grazie alla giunta Berruti ha perso un sostanzioso contributo per lavori di risanamento (640 mila euro). Chi era presente racconta, contrariamente a quanto hanno scritto alcuni quotidiani on line (nessuna citazione dalla corazzata Stampa – Secolo XIX ), che la candidata Ilaria Caprioglio abbia accompagnato il presidente – sponsor fino all’ingresso dell’edificio che ospita A Campanassa e si sia allontanata per motivi di opportunità più che comprensibili. L’associazione, anche per statuto, è di fatto al di sopra delle parti, inteso in senso politico- partitico.  Bisogna però rimarcare che dopo un periodo di rodaggio e di attesa, è arrivato il momento della delusione e del quasi divorzio dalla giunta Berruti.

Il presidente Cerva non ha mai nascosto, anche via stampa, il suo disappunto e quello del consiglio del sodalizio per diverse scelte compiute dalla giunta Berruti sopratutto in materia edilizia – urbanistica e valorizzazione del patrimonio storico ed artistico della città. A testimoniare la franchezza di critiche e linguaggio, mai dietro le quinte, ma anche proposte concrete, i ripetuti e spesso graffianti, scomodi, articoli apparsi sul trimestrale A Campanassa diffuso in 2500 copie. Oltre al presidente, all’incontro era presente il consiglio di A Campanassa.

Tra i presenti c’è chi racconta che il presidente Toti sia rimasto colpito ed impressionato dall’imponenza e dai tesori del ‘Brandale‘ , abbia dimostrato preparazione nell’affrontare il tema della visita, molto garbo nel trattare gli argomenti legati alla vita dell’associazione, ai compiti, alle attese. “Con gli amici  dell’associazione A Campanassa - ha affermato Toti sul suo profilo Facebook –  ho ammirato un’altra realtà fatta di tradizione, storica ed eccellenza da valorizzare, insieme ad altre, per rilanciare la Liguria partendo dalle nostri radici”. A sua volta il presidente Cerva ha rimarcato: “ Toti è stato il primo presidente della Regione ad aver mai varcato il soglio del più antico monumento cittadino. L’attenzione, la concretezza e l’interesse del governatore Toti onorano l’Associazione. Toti ha ascoltato il discorso crudo e realistico  sulla nostra città”. Si aggiunga che Toti, giornalista professionista, ha alle spalle la direzione del TG4 di Mediaset (famiglia Berlusconi) e che proprio il presidente di FI l’abbia voluto candidato il Liguria, e prima ancora nel ruolo di suo portavoce.

Il Confuoco a Savona: il sindaco Berruti ed il presidente Cerva, stretta di mano per i fotografi, di fatto il divorzio’ si era già consumato’

A proposito del presidente Cerva c’è chi sostiene che abbia votato per la lista della Caprioglio, contrariamente al passato di ex democristiano russiano prima, tavianeo dopo, dunque più vicino alla sinistra del partito e allo schieramento che a Savona si è quasi sempre aggiudicato il governo della città. E ancora, c’è chi attribuisce a Cerva un giudizio positivo per la caratura dei candidati della lista civica Caprioglio sindaco. Che sia rimasto inoltre colpito da una circostanza ignorata, ovvero la scelta di voto pro Pd- Battaglia sindaco, di gran parte della comunità albanese. Infine, dalle stesse fonti vicine a Cerva, si sostiene che abbia manifestato giudizi negativi all’operato di Eric Festa, pilota cittadino del movimento di Grillo. Ad avviso di Cerva parrebbe che se al timone ci fosse stato Simone Valente, parlamentare, membro della VII commissione permanente (Cultura, scienza e istruzione) dal 7 maggio 2013, il candidato grillino di Savona sarebbe arrivato al ballottaggio, proprio perchè può vantare di essersi confermato, dopo le regionali, il primo partito della città. La famiglia Valente ? La mamma e papà: mezza Dc e parte Pci.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’assessore Rixi e le candidate sindaco di Savona sottoscrivono la lettera di Anva a tutela degli ambulanti liguri

L’assessore Rixi e Giulio Rossi presidente Anva Liguria

La Regione Liguria, rappresentata dall’assessore allo sviluppo economico Edoardo Rixi, e le candidate che il 19 giugno si sfideranno al ballottaggio per la poltrona di sindaco di Savona – Cristina Battaglia e Ilaria Caprioglio – hanno sottoscritto nella mattinata di ieri, mercoledì 8 giugno, la lettera di intenti con cui Anva Confesercenti chiede alle istituzioni di tutelare gli operatori dei mercati settimanali dall’ingresso sul territorio ligure di consorzi privati in arrivo da fuori regione.

«La crisi commerciale crea grosse difficoltà economiche alle nostre imprese, che attendono l’afflusso turistico estivo per far fronte ai pagamenti – si legge nella lettera firmata dal presidente di Anva Liguria, Giulio Rossi -. Inflazionare le manifestazioni commerciali su area pubblica crea quindi malcontento e mette in oggettive difficoltà le imprese liguri». Anva chiede quindi a Comuni e Regione «la promessa di aiutare le imprese locali disciplinando o non permettendo a questi consorzi privati di organizzare manifestazioni sul territorio ligure».

«Con l’adesione dell’assessore regionale e del prossimo sindaco di un comune importante come Savona, la nostra campagna di sensibilizzazione inizia a dare i suoi frutti – commenta un soddisfatto Giulio Rossi -. Confidiamo ora che, sulla scia di Rixi e delle candidate savonesi, altri amministratori locali sottoscrivano la lettera d’impegno, a difesa delle migliaia di operatori su area pubblica della Liguria».

 

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