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Santiago Vacca dai conti offshore a Panama
a sindaco a sua insaputa di Borghetto

Non è mai condivisibile gioire sulle ‘disgrazie’ altrui. La vicenda ‘Panema Paper’ ha coinvolto un personaggio di primo piano del mondo politico, associativo, imprenditoriale del ponente savonese. Non è esagerato dire dell’intera provincia, tenendo conto della cariche ricoperte dal rag. Santiago Vacca anche a livello regionale, per conto della Regione Liguria. C’è un aspetto finora sfuggito. La notizia dei ‘conti all’estero’ dell’ex primo cittadino di Borghetto S. Spirito è stata ripresa da 365 siti internet: in Italia e nel mondo. Una formidabile promozione turistica oltre i confini ?

Vignetta d’archivio da Borghetto di Silvestro Pampolini

Breve anteprima. C’è un cittadino di Borghetto S. Spirito, già impegnato nella vita politico – amministrativa locale, eccentrico e formidabile autore di vignette satiriche, impegnato e deluso nell’affrontare i mali ed i rimedi per la città che gli ha dato i natali dove è cresciuto e figlio di un barbiere. Il rag. Silvestro Pampolini che quando scrive su trucioli.it di Borghetto S. Spirito ha un lusinghiero successo di lettori. Non altrettanto è accaduto quando si è  presentato alle elezioni come consigliere comunale e poi sui banchi dell’opposizione.

Tra gli articoli, vogliamo riproporre dal nostro archivio: Leggi Silvestro Pampolini….Eravamo nel gennaio del 2013. Il titolo: ‘Il rag. Santiago Vacca sindaco a sua insaputa’. Nel testo si faceva osservare che  il concittadino “è stato sindaco dal 2007 al 2012, non è mai riuscito ad instaurare con la cittadinanza  un rapporto costruttivo, teso com’era verso interessi forse troppo personali e lanciato in una convulsa carriera politica.  Il suo partito non lo ha ricandidato per il secondo mandato, consapevole della sua popolarità… Come coordinatore provinciale del Pdl ed assessore provinciale (Trasporti, Logistica e connessione con i relativi sistemi, Ambiente, Rifiuti e ciclo, Difesa del suolo e risorse idriche e relativo ciclo, Gestione e sviluppo delle politiche occupazionali nei settori oggetto di delega)“. Pampolini aggiungeva: “Diremmo che basta per uno che svolge anche l’attività professionale di commercialista. Pensiamo ne abbia risentito del modo in cui è ‘uscito’ dalla scena politica…”.

Andrea Melis consigliere regionale M5S

Ecco, su questo aspetto l’articolista Pampolini sbagliava. Sottovalutava tutta la potenza politica e finanziaria del borghettino. Il legame di ferro che lo lega da anni al big locale e provinciale rag. Angelo Vaccarezza. Neo consigliere regionale, ma non per questo neofita della politica come professione.

Sul ‘caso Vacca‘, c’è stata una presa di posizione pubblica del consigliere regionale M5S Andrea Melis che ha tuonato in merito al legame , diretto,  che lega Vacca allo stesso presidente Toti“. E dire che la giunta regionale ha come spalla la Lega Nord, il partito ‘fustigatore’ di Matteo Salvini. Non sapeva, la Lega, con il suo entourage savonese,  che il governatore ligure, primo ambasciatore e uomo di fiducia di Silvio Berlusconi, nell’ottobre 2015, pochi mesi dopo le vittoriose elezioni,  Vacca è stato scelto come controllore dei conti a capo del collegio sindacale di Liguria Digitale ?  E’ vero, non era ancora esploso lo scandalo mondiale dei conti in un ‘paradiso fiscale’.  Melis ha proseguito: “Restiamo basiti nel leggere il nome di Santiago Vacca in quella lista. Se è vero che ciò non dimostra nulla, di sicuro non ci pare un bel biglietto da visita per chi riveste incarichi politici e per giunta  quello di presidente del collegio dei sindaci di Liguria Digitale, l’azienda informatica della Regione Liguria, con un ruolo di controllo e trasparenza”.

Il battagliero Salvini ha sorvolato sul tema durante l’affollatissimo comizio per le comunali a Savona, a sostegno del centro destra e dei candidati della sua Lega. Anzi il tema l’ha ignorato. Probabile che nessuno dei dirigenti e pubblici amministratori liguri leghisti gli abbia sussurrato l’argomento. O forse l’ha convinto la tempestiva dichiarazione dello stesso Santiago Vacca. ‘Era un conto intestato a mia mamma di cui non conoscevo l’esistenza e dopo la sua morte ho immediatamente provveduto a regolarizzare la posizione ai fini fiscali. Io sono estraneo e posso dimostrarlo’. Non resta che attendere e prendere per ‘buona’ la tesi difensiva, il chiarimento, anche apparso dalle colonne de l’Espresso (220 mila copie).

E’ in corso un’inchiesta della Procura delle Repubblica che ha affidato alla Guardia di Finanza la verifica di eventuali reati legati alla natura e alla durata degli asseriti (ex) legami fiscali nei paradisi offshore, ha scritto il Secolo XIX- Savona.  Il giornale ha citato anche le Seychelles, paese che in provincia di Savona venne per la prima volta alla ribalta, a metà degli anni ’80, quando finì in carcere il petroliere – uomo d’affari di Finale Ligure, Federico Casanova, da anni emigrato in Brasile.  Le Fiamme gialle  ora devono verificare l’iter dell’eredità Roveraro – Vacca.

Piccola osservazione. In tempi non sospetti, trucioli aveva fatto un viaggio, senza scandalismi, nel pianeta delle società in cui figurava Santiago Vacca, tra i proprietari dell’oleificio Roveraro e costruttore anche nelle vicina Loano. Una dozzina di società. Quando è mancata la mamma – un  evento pur sempre doloroso per il figlio e la figlia, parenti e amici – la rassegna stampa locale riportava unanimi parole di ammirazione per la ‘donna d’affari’ che si era trasferita a Montecarlo. Certo, lei non aveva mai partecipato alla politica attiva, all’amministrazione  pubblica. Come dire non è giusto mettere in croce il figlio – personaggio pubblico – per una storia poco edificante e tutta da chiarire.

Forse era un po’ azzardato, pur di fronte alla  morte di una mamma, spargere incenso. La cautela non guastava alla luce di un obiettivo dato di fatto reso noto dal figlio. “Il conto all’estero….non era mio, ma di mamma”. Parola di un ex sindaco, ex consigliere provinciale, neo responsabile di FI in provincia di Savona, tra gli anziani del Lions Club Doria (Vedi articolo di Gilberto Costanza del 2009 con i nomi…tra essi alcuni pubblici amministratori, quali Marinella Fasano, agente immobiliare, assessore a Ceriale al secondo mandato e Giovanni Paolo Paganelli, eminenza grigia del gruppo Vaccarezza, direttore e già amministratore delegato della Servizi Ambientali Spa). In quest’ultimo scenario, dove non sono estranee un paio di logge, c’è un professionista che nell’ambito dell’inchiesta sulle villette di Verzi (Loano), con tre tronconi di indagini, è stato protagonista, oltre che imputato, di una curiosa perquisizione nell’abitazione e nello studio. Avvenne alla sette del mattino,  con un brusco risveglio, in pigiama, per la famiglia. C’era anche il problema di una cassaforte nello studio e la ‘pretesa’ che non poteva essere aperta in quanto conteneva documenti di natura esclusivamente professionale…. C’era disquisizione tra reati (delitti) e contravvenzioni (materia urbanistica). Gli agenti operanti alla fine hanno prelevato dalla cassaforte materiale allora definito interessante. Che fine ha fatto, inchieste penali incluse ? Manco a dirlo la ‘libera stampa‘ locale non ha mai fatto cenno. Gli inviati speciali arrivano solo per le ‘disgrazie’ e gli ‘scandali’ di due diocesi . Savona – Noli, Albenga- Imperia.

Per fortuna lo ‘scandalo’ robusto in quanto soldi in ballo, a Verzi e Loano, non era ‘Panama Paper’. Solo asseriti ‘paperoncini’ . Così nessuno scrive o parla più. Meglio così? Non bisogna essere invidiosi, non è una virtù.

 

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