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Rigoletto e il ‘popolo di Noli’. Riflettete!

Scorrendo i titoli del settimanale on line “Trucioli – Blog della Liguria e Basso Piemonte” ci si accorge che gli argomenti che destano maggiore interesse sono quelli che si riferiscono alle sole zone urbane, [capoluogo], di un determinato territorio. Questi argomenti, letti dalla maggioranza della popolazione, ed anche da qualche turista, ovvero proprietari di seconde case, hanno come riferimento la vita politica, anzi, meglio, partitica, praticata dall’amministrazione pro tempore in carica.

Tutti gli altri argomenti riguardanti il territorio, esterno al concentrico urbano, o vengono trascurati o non presi in considerazione; compresi anche quelli inerenti a regioni o frazioni urbane che dir si voglia.

Pur nel rispetto della vigente normativa, sia essa statale, regionale e comunale, gli argomenti riguardanti il territorio, nella fattispecie parchi, foreste, terreni agricoli, torrenti e mare, non sono oggetto di attenzione da parte della popolazione che “abusivamente” li occupa, ne tanto meno da parte degli amministratori locali, eppure sono fonte di sostentamento per gli abitanti, infatti senza di loro non ci sarebbe la possibilità di vivere una vita normale.

 Non di solo pane vive l’uomo” ma le popolazioni locali, siano esse di “costa” o “d’interno” si sentono completamente realizzate solamente se si cibano di “gossip” più o meno partitici.

Certo, sapere che prossimamente il Signor Sindaco lo fa Caio o Sempronio è un argomento di grande attualità, ma verrebbe bene chiedersi se al medesimo si è di aiuto sia in +/- ; ciò arricchirebbe la persona e la “vita” di ognuno trascorrerebbe in armonia.

Perché dico partitica e non politica? Perché la politica è l’arte di governare all’interno, nel nostro caso di un territorio comunale, di comune accordo con tutti i cittadini; secondo un’antica definizione scolastica è l’arte di governare le società.

La prima definizione di “politica” (dal greco πολιτικος, politikós) risale ad Aristotele ed è legata al termine “polis”, che in greco significa città, la comunità dei cittadini; secondo il filosofo, “politica” significava l’amministrazione della “polis” per il bene di tutti, la determinazione di uno spazio pubblico al quale tutti i cittadini partecipano.

Al di là delle definizioni, la politica in senso generale, riguardante “tutti” i soggetti facenti parte di una società, e non esclusivamente chi fa politica attiva, ovvero opera nelle strutture deputate a determinarla, la politica è l’occuparsi in qualche modo di come viene gestito lo stato o sue substrutture territoriali.

In tal senso “fa politica” anche chi, subendone effetti negativi ad opera di coloro che ne sono istituzionalmente investiti, scende in piazza per protestare. Secondo altri pareri invece, la politica in senso generale è l’occuparsi del bene pubblico e dello Stato nel senso più ampio, come ad esempio prendere una carta da terra e metterla nel cestino.

Nel XX Secolo, l’arte della politica è diventata anche laboratorio pratico delle teorie politiche [partitica]. Si sono sviluppati, infatti, una moltitudine di sistemi diversi di gestire la cosa pubblica. Accanto alle monarchie di inizio secolo si svilupparono le prime democrazie borghesi, e contemporaneamente i primi esperimenti di applicazione pratica del socialismo, la maggior parte dei quali sfociati in sistemi oppressivi.

Nella prima metà del secolo a queste forme si affiancarono i totalitarismi ed autoritarismi sia di destra che di sinistra, derivanti dalla crisi delle fragili democrazie.

 Prendendo spunto da “Rigoletto” – G. Verdi - Atto II – Primo quadro, e modificando la strofa: “Ma mia figlia è impagabil tesor“; possiamo recitare:

 Cortigiani, ………………………,

Per qual prezzo vendeste il mio bene?
A voi nulla per l’oro sconviene,
Ma la dignità del popolo è impagabil tesor.

Ci riferiamo alla “querelle“, che, per ultimo, è scaturita con il “il nuovo piano delle esternalità entrato in vigore, in maniera definitiva dopo il consiglio comunale del 04/03/2016, e che dovrebbe essere orientato verso un effettivo miglioramento del decoro urbano”

Vorremmo ricordare, all’Amministrazione pro tempore in carica, che il Popolo è sovrano e come tale sarebbe stato opportuno, prima, di dare corso al piano, di interpellarlo, non informando qualche amico o chiedendogli “an passan” il suo modesto parere; il modo ed il come a discrezione della medesima Amministrazione.

Piero della Francesca nella sua opera “La Flagellazione“ destinata a commemorare la tragica morte di Oddantonio da Montefeltro, che si vede raffigurato fra i due ministri, i cui cattivi consigli provocarono il malcontento del popolo che sboccò nella fatale congiura.

 

A parte una delle ultime interpretazioni di quest’opera proviene dalla bizantinista Silvia Ronchey che ha esposto la sua tesi secondo la quale “a tavola simboleggia la caduta di Bisanzio del 1453 in mano ai turchi; Ponzio Pilato, seduto sul trono, rappresenterebbe l’imperatore bizantino Giovanni Paleologo che assiste inerme alla flagellazione di Cristo-Bisanzio da parte del sultano turco (di spalle) mentre, per quanto riguarda i personaggi in primo piano, primo a sinistra il cardinal Bessarione accompagna al Concilio del 1438 l’erede al trono di Bisanzio, Tommaso Paleologo (biondo in tunica rossa) per chiedere aiuto ai principi latini d’Europa, rappresentati da Niccolò d’Este, l’ultimo a destra”; potrebbe esserci da paventare se al posto di Oddantonio da Montefeltro ci fosse la “figura” che rappresenta il “popolo di Noli”.

Allora si tornerebbe in epoca cinquecentesca il cui termine politica viene rivisto anche da Macchiavelli che con il suo trattato “Il principe”, la analizza e ne identifica una nuova formulazione, distinguendo da un’etica civile un’etica statuale, in quanto tale più alta e differente, un’etica del governo di un’entità territoriale e di una comunità umana, quale superiore attore distinto dalle esigenze di ogni singolo uomo o gruppo di uomini della comunità stessa. Egli inventa così il termine “Ragion di stato”, che però manterrà sempre ben separato dal termine politica, la cui accezione per Machiavelli rimarrà in totale positiva, (la frase “il fine giustifica i mezzi” è stata attribuita falsamente al Machiavelli). Machiavelli intendeva dare alla politica un’autonomia che il Clero dell’epoca non era disposto a concedere.

Stesso discorso dicasi verso altri momenti di “vita cittadinaglobali ed uguali su tutto il territorio comunale, quali ad esempio: –  Villa Rosa “deposito dei vecchietti”. La precedente amministrazione aveva trovato una soluzione più consona all’inserimento sul territorio, ma attualmente, tale soluzione, è stata accantonata. La frase più ricorrente che si sente dire è che “dove li volevano mettere mancava il sole“; ma a Villa ROSA anche se fuori splende il SOLE, c’è sempre L’OMBRA.

 “……scusi, alla fine un ospizio è sempre un ospizio” risponde un addetto al Pio Albergo Trivulzio ad un giornalista del Corriere della Sera durante una intervista, “…..vede, ecco un cortiletto: uno di quelli dove gli anziani dovrebbero appunto socializzare e recuperare la loro autonomia……”

Autonomia da che? Sono tutti anziani, portatori di varie patologie, i più in carrozzina, non tutti deambulanti, alcuni inebetiti, seduti attorno a tanti tavoli, in una grande sala [camerone] che serve loro da soggiorno, sala da colazione, pranzo e cena.

Se non c’è qualche parente che si fa carico di portare il vecchietto/a in città od al mare, rimangono chiusi in se stessi ad aspettare che il tempo scorra; ed il tempo scorre lentamente ed inesorabile.  Il cortiletto c’è ma non serve a nulla se non ce li porti e poi con tutte quelle auto più che un cortiletto e diventato un parcheggio. Si ci sono gli alberi, ma quelli servono da specchio per le allodole.

Anche l’accesso a tale struttura è “una poesia“: ci vorrebbe lo schiocco delle dita di San Pietro che toglie le pareti alla casetta dove si sorbisce il caffè “Lavazza” per rendere più agevole la strada di accesso.

 Alesben B.


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