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A Loano i funerali di Serafino Fameli,
vittima in Brasile di un incidente in moto

Sono previsti nei prossimi 3-4 giorni i funerali, a Loano, di Serafino Fameli, 54 anni,  morto in Brasile dove viveva in un incidente stradale e figlio di Antonio, già agente immobiliare. La vittima lascia la moglie brasiliana, il fratello Saverio, la sorella Rita, due nipoti ed una nipote. Il decesso la notte tra mercoledì e giovedì, dopo 4 giorni di agonia in rianimazione.

Serafino, contitolare di una società che gestiva un ristorante a Fortaleza, viaggiava solo in moto quando per cause imprecisate (forse un malore) è finito contro un palo ai bordi della strada. La notizia del dramma ha colpito una famiglia di origini calabresi, molto unita ed i tanti amici a Loano, Borghetto, in Riviera dove  l’uomo era cresciuto, inaugurando negli anni ’80 il primo video club del ponente ligure. Un pioniere.

Serafino Fameli in una foto pubblicata da Savona News

Serafino Fameli, persona buona, affabile, di cuore, generoso, intraprendente, lo descrivono parenti e conoscenti,  non aveva figli. Da dieci anni si era trasferito in Brasile, dopo un’esperienza alle Canarie dove aveva aperto un’agenzia immobiliare. ” L’isola mi sta stretta” soleva ripetere. Il suo voler fare, lo spirito libero, sempre alla ricerca di nuove esperienze commerciali, aveva infine  raggiunto il Sud America, avviando altre attività imprenditoriali come era emerso nell’ambito dell’inchiesta giudiziaria denominata ‘Carioca‘ (2012) che lo aveva visto coimputato col padre Antonio,  con conoscenti e faccendieri. Dopo alcuni mesi da ‘latitante’ si era consegnato alla polizia, era stato ripetutamente interrogato anche sui dissidi nell’ambito famigliare. In particolare aveva spiegato l’origine ed il motivo del contenuto di alcuni messaggi inviati e ricevuti dal padre. Oltre a movimenti di denaro ed investimenti. Terminata la detenzione, prima in carcere e poi domiciliare, era tornato in libertà, successivamente aveva raggiunto il Brasile, atteso dalla moglie.

Serafino Fameli subito dopo essersi consegnato alla polizia nel 2012

I famigliari hanno subito contattato l’autorità consolare per predisporre il trasferimento della salma in Italia. Il giornale Online Ivg.it ha dato notizia anche del rifiuto dell’autorità giudiziaria al papà Antonio Fameli che voleva raggiungere il figlio ed accompagnare il feretro in patria. Scrive, inoltre, che Serafino Fameli era ancora imputato nel ‘processo Carioca’ che si sta celebrando a Torino.  In Italia, confidano alcuni amici, Serafino non voleva più tornare, ma pur tra le vicissitudini umane, personali, famigliari e giudiziarie era rimasto una persona benvoluta da quanti l’hanno conosciuto e frequentato.

 

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