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Monesi rinasce con la ‘cura piano casa Scajola’ ? ‘ Da bambino andavo in vacanza e mio nonno era guardiaboschi’. Ma i gufi…

‘Grazie al Piano casa Monesi rinascerà. E’ un entroterra meraviglioso che conosco bene. Con la famiglia trascorrevo le vacanze estive e c’è un legame profondo, mio nonno era guardia boschi”. Marco Scajola, assessore regionale all’urbanistica parla in tv. E’ ottimista sul futuro di Monesi’ (di Triora) che aveva festeggiato i 60 anni all’insegna dell’entusiasmo. Nei primi mesi del 2015 doveva arrivare il contributo di 2 milioni di € per il potenziamento del ‘comprensorio sciistico di Monesi’ (seggiovia 2° tratto). La Regione Liguria ha preso atto che mancavano “i requisiti minimi richiesti’. Ora, dopo la riconferma della gestione impianti a Noir (di Marino Arimondi), l’annuncio di skipass scontati per i ragazzi sotto i 14 anni residenti, nei 10 comuni dell’Alta Valle. Monesi in paziente attesa – da 30 anni – del rilancio, di investimenti pubblici e privati, posti di lavoro. L’omaggio è ciò che passa il ‘ convento’. Intanto la provincia di Cuneo ha chiuso la provinciale Upega -Salse e sarà riaperta solo nella primavera 2016.

Ferragosto 2015, come si presentava il piazzale davanti alle rovine dell’ex albergo Redentore, già meta di politici illustri e benemeriti: dalla famiglia di Paolo Emilio Taviani a quella degli Scajola prima e seconda generazione

Gli auspici del nipote di Claudio Scajola, figlio dell’ex parlamentare Dc – ex vice presidente Carige, Alessandro, che per anni era proprietario di un alloggio (e villeggiante) nelle nuove costruzioni  sul versante del Tanarello – rischiano però di non essere prese sul serio. Chi ha origini in queste vallate o vive  in Alta Val Tanaro e Alta Valle Arroscia, i proprietari di seconde case, ha memoria storica a sufficienza per ricordare. Alle prese con scetticismo, rabbia, rassegnazione, in attesa della buona novella.

Sono stati proprio i politici  imperiesi (al potere o nella cabina di regia) ad aver propinato, per qualche lustro, promesse da marinaio. Gli ultimi interventi pubblici più consistenti e concreti, per la valorizzazione sciistica di Monesi – Triora, risalgono alla giunta di Claudio Burlando. Non risolutivi, con alcuni lacci assurdi, come la limitazione della funzionalità della nuova seggiovia al periodo invernale allo scopo di salvaguardare, tra i  vari vincoli, il gallo forcello, la nidificazione, i rododendri. Di questi paradossi trucioli.it ha scritto ripetutamente. Bisogna poi ringraziare un paio di alti funzionari della Regione che, beati loro, non hanno problemi di sopravvivenza e di priorità. Ma la giunta ed il consiglio regionale, le stesse comunità locali, perchè non hanno reagito con  determinazione ? forse convinti che le cose sarebbero cambiate. Campa cavallo !

A Monesi si doveva completare l’impianto di risalita. Il primo ostacolo era sorto perché venne meno il co- finanziamento di Fondazione Carige per via  di colposi ritardi anche della Provincia, del terremoto giudiziario che ha scosso la banca dopo la scoperta di centinaia di milioni di ‘crediti e fidi facili ‘, il crollo delle azioni, il risanamento forzato, i bilanci in rosso, fino all’ingresso di un finanziatore privato. Da ultimo la Regione doveva attuare le procedure del Par Fas (risorse 2007- 2013).  Alla provincia di Imperia la giunta regionale, il 5 ottobre 2012 delibera 1174, aveva assegnato un contributo di 2 milioni di euro ed erogato un anticipo del 10 % (310 mila €). La provincia ” non ha potuto produrre atti formali di impegno al cofinanziamento “, essendo venuti meno i soldi Fondazione Carige.  ”La Regione – riporta una lettera del 16 marzo 2015, a firma dell’architto Giovani Battista Poggi, direttore generale del Dipartimento Programmi regionali –  con delibera di giunta n. 1541, del 12 dicembre 2014, ha dovuto inserire – a seguito di delibera del Cipe del 30 giugno 2014 – nel piano finanziario i progetti che avevano i requisiti minimi  richiesti dal Cipe, escludendo implicitamente gli altri, tra cui quello che si sarebbe dovuto attuare in Monesi, a cura della Provincia di Imperia….”.  Scusate il burocratese.

Il mondo politico, chi ha governato la ‘Monesi story‘, non pare abbia dato prova di serietà e coerenza, al di là degli immancabili spot contingentati dalle elezioni. Sono i fatti, la realtà a testimoniarlo. Ci sarà pure chi si è impegnato senza finzioni, secondi fini e si è dovuto arrendere ? Non molto tempo fa sul pianeta internet, a proposito di Monesi, si leggeva un ‘malizioso’(?) commento di questo tenore: “….Ho letto con un sorriso il regalo della Noir Srl ai giovani sciatori che risiedono in alta Valle. Marino Arimondi, già consigliere comunale Pdl, persona ed imprenditore squisito, da sempre in buona rapporti con la famiglia Scajola, si era dimesso dal gruppo consigliare del Pdl berlusconiano per contrasti sulla proroga della concessione alla Porto di Imperia Spa ed al nuovo regolamento sui dehor; era rimasto in consiglio nel gruppo indipendente. Bisognerebbe chiedergli se anche lui è tra i convinti che Monesi sia oggetto, da lungo tempo,  di ‘marchette’ elettorali a tutti i livelli. Ciò che poteva rappresentare un significativo rilancio è stato accantonato per accontentare le ambizioni di qualcuno ? Non  resta che sperare nell’operato della giunta del presidente Giovanni Toti, con tre pesi massimi  quali Marco Scajola, Giovanni Berrino, Sonia Viale, vice presidente, imperiesi Doc,  tutti ansiosi del futuro di Monesi. Speriamo che al più presto smentiscano i gufi del malaugurio e delle insinuazioni”.

Lo stesso assessore Berrino, alla Tv imperiese, aveva abbozzato alcune tesi e convincimenti: “Bisogna coinvolgere nel progetto di rilancio di Monesi la Regione Piemonte e la Provincia di Cuneo; senza sinergia e collaborazione si fa un buco nell’acqua, ci sono aree private interessate e su questa strada bisogna superare gli ostacoli…”. Il riferimento, a quanto pare, è agli impainti e alle proprietà dei fratelli Toscano di Briga Alta.  Un tema non nuovo, resta da capire quali siano le strategie concrete che la Regione Liguria, i  suoi tre assessori di punta sapranno mettere in campo nella convinzione che non è in gioco solo Monesi, bensì il futuro di una valle. Il più ottimista appare il ‘popolo di Arimondi’. L’imprenditore, quasi un missionario in quel di Monesi, ha dichiarato a Ino Gazo del Secolo XIX: “La riduzione del biglietto giornaliero a 8 € anzichè 16, per i giovani sotto i 14 anni residenti a Mendatica, Triora, Briga Alta, Ormea, Pornassio, Pieve di Teco, Borghetto d’Arroscia, Armo, Cosio d’Arroscia, Montegrosso  Pian Latte,  non è soltanto un incentivo per scendere alle pendici del redentore ma è  anche e soprattutto l’occasione per rilanciare Monesi. Per cinque anni i comuni interessati  versano un contributo complessivo di 7 .700 euro e avranno lo sconto per i loro abitanti più giovani”.  I benefattori disinteressati sono utili e spesso rappresentano una risorsa. Difficile immaginare che un ‘omaggio’ possa sostituire l’aspirazione a vedere Monesi  volano dell’alta valle come era stato. Bisogna rassegnarsi ? Ha scritto di recente un testimone eccellente della Valle Arroscia, il dr. Nino La Manna, segretario comunale in pensione: ” ….solo contrastando il lento, continuo declino dei paesi, è possibile sviluppare le condizioni necessarie per la sopravvivenza….”.

Uno dei cartelli vendesi appeso ad una parte di uno dei complessi residenziali di Monesi

Il Comune di Mendatica, nei giorni scorsi, in previsione della stagione sciistica, ha organizzato un gruppo di volontari, capeggiati dal sindaco Piero Pelassa.  Muniti di ramazze, rastrelli, decespugliatori, sacchetti per l’immondizia,  ha pulito i bordi e le cunette della strada che da Mendatica conduce a San Bernardo e a Monesi.  Sotto silenzio, senza gli echi della cronaca imperiese e cuneese, invece, l’ordinanza della Provincia di Cuneo. Ha stabilito la chiusura al transito della provinciale nel tratto da Upega (Briga Alta) alla  frazione Salse di Mendatica, con decorrenza dal 25 novembre e riapertura dopo la stagione invernale “non appena si saranno ripristinate le condizioni di sicurezza e di percorribilità”. La decisione è del dirigente settore viabilità  Alba- Mondovì.  In considerazione, viene rimarcato, dell’elevata quota del tratto stradale, della convenzione tra le province di Cuneo e Imperia del 25 novembre 1986, sulla gestione del tronco Upega – Salse. ”Si fa presente l’impossibilità a causa delle numerose valanghe che invadono il sedime stradale, di garantire il pubblico transito dei veicoli in sicurezza e la stessa incolumità dei mezzi operatori.”

Gli ‘amici di Carnino’ sono gli unici ad aver dato notizia del provvedimento sul loro sito. Nel recente passato hanno fatto osservare i disagi che devono sopportare ad Upega dove da un paio d’anni c’è un fervore di iniziative sul fronte dell’ospitlità, del turismo verde e dell’impegno di alcune giovani leve che hanno preso la residenza. Chiudere la provinciale significa imporre un percorso alternativo di una settantina di chilometri, non tra i più agevoli. Non hanno voce per farsi sentire, non resta che brontolare. Fare gli anestetizzati.

Se a Mendatica devono tirarsi su le maniche per per la pulizia ed il decoro delle strade, a Monesi di Triora fanno ‘bella mostra’ alcuni gli scorci indecorosi non certo da cartolina, da biglietto da visita, soprattutto per una stazione turistica o perlomeno per la nomea  che dovrebbe tutelare. Per chi si fa in quattro, tutto l’anno, organizzando un calendario estivo di sport, cucina, natura, persino rassegna aquilonistica e sci a Ferragosto nella ‘regina’ (?) delle Alpi Marittime. Sono gli amici dell’Associazione Monesi Borgo Antico. Con i soci onorari Maurilio Giordano, Jari Alessio, Roberto Pecchinino.

Questa estate, proprio alla vigilia di Ferragoso, abbiamo fatto un viaggio, piccolo reportage fotografico, alla riscoperta di Monesi di Triora. Nei giorni in cui la Riviera era superaffollata in ogni angolo, assediata dai bagnanti, intasata. Come si presentava la ‘mitica’ Monesi ? Ogni commento al monumento al degrado, all’incuria, allo stato di abbandono, tollerato dal Comune e da quanti altri hanno competenza, pare superfluo. Non si può obbligare a ricostruire le ‘macerie’, la legge comunale consente però che non si tolleri l’indecenza, oltre ogni ragionevole causa di forza maggiore. Il Comune ha gli strumenti e non si getti alle ortiche il buon senso, la pulizia, l’immagine di chi non è abituato a convivere con abbandono, incuria, trascuratezza, indifferenza. Sarà pur vero che la comunità di Triora già nel 1975 aveva inserito nel piano regolatore la possibilità  di realizzare una galleria per collegarsi direttamente a Monesi e, titolavano i giorni dell’epoca, “rilanciare lo scii in Liguria’.  Il progetto, redatto dall’ing. Silvio Gismondi di Sanremo, era stato approvato dalla Regione. Un’opera il cui costo, 40 anni fa, si aggirava sui 4 miliardi di lire. “La galleria  - spiegava il sindaco allora in carica, Luigi Lantrua è importante per la ristrutturazione del nostro territorio. Da Triora con un percorso di 8 chilometri lungo la strada comunale della Guardia, a quota 1500, si raggiunge Rocca Barbone.  Qui ci sarà l’inizio della galleria, lunga 3 chilometri e mezzo, e alla sua uscita la stazione turistica”.  La distanza tra Monesi e Sanremo, di 84 chilometri, si sarebbe quasi dimezzata a 47 chilometri.

Per mesi si sono susseguiti articoli, dichiarazioni di esponenti della vita pubblica imperiese. Un autorevole giornalista de La Stampa scriveva ( utile rileggere): ” Monesi, con la sua potenzialità ricettiva, i campi da scii, la neve farinosa che dura fino alla tarda primavera, è un vero pozzo di soldi.  Attualmente i turisti domenicali  variano tra i 2- 3 mila. Con collegamenti migliori, nuovi alberghi, il numero degli ospiti si gonfierebbe almeno del doppio”. E il sindaco, crediamo in buona fede, spalleggiato da qualche mestierante dei partiti, incalzava: ” Tecnicamente tutto è a posto, si potrebbe iniziare i lavori già domani se non ci fosse il nodo del finanziamento.  Il Comune da solo non ce la farebbe mai. Ma abbiamo parlamentari, assessori, esponenti di spicco nel mondo finanziario, sono imperiesi e non ci lasceranno soli. Sono i primi a sapere che Monesi rappresenta un’occasione turistica eccezionale per tutti, sarebbe un sacrilegio bruciarla come è successo 11 anni fa. Altrimenti il futuro di questi paesi è la desertificazione delle giovani generazioni”.  Speriamo che Scajola junior, spalleggiato dai validi colleghi, possa dimostrare che non è più tempo per tarallucci e vino con i biglietti omaggio.

Luciano Corrado 

 

Vigilia di Ferragosto 2015, un gruppo di amici pranza sul terrazzino di casa di fronte al prato centrale di Monesi

Vigilia di Ferragosto 2015, per fortuna che a Monesi resistono due attività: il bar Vittoria della famiglia (la figlia Annalisa) dell’ex sindaco Lanteri e il ristorante – albergo La Vecchia Partenza che ospita anche un negozio di alimentari

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