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Loano, il cuore d’oro di Nico. L’imprenditore fondò il ‘Mosaico’ e fu consigliere comunale

In chiesa erano presenti quanti l’hanno conosciuto ed apprezzato. Domenico (Nico) Dutto non era un cittadino qualunque per il suo impegno sociale. 19 anni fa era stato l’anima che aveva dato vita al Gruppo Mosaico: “idee e persone per una nuova Loano”. Il 27 aprile 1997 fu eletto consigliere comunale nella ‘Lista civica per Loano’, candidato sindaco (non eletto) il socialista Piero Pesce. Nico aveva coniato il suo slogan: ‘Per una Loano bella, pulita, ordinata, sicura e vivibile’. Lui figlio del compianto imprenditore edile Giuseppe, presidente della banda musicale cittadina. In vita il fratello geometra Bruno. Non c’è più Mario, commerciante, aveva perso un figlio soffocato dalla pizza mentre era a cena in una pizzeria di Borghetto S. Spirito.    

Lasciamo la parola al breve ricordo che ha letto la figlia Daniela (anche a nome della mamma e della sorella Serena) durante la Santa Messa nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista: “Volevo solo dirvi che in questi giorni siamo state un po’ in disparte perché, credetemi, non è affatto semplice vivere in un piccolo paese come il nostro, a volte, è complicato; quando invece di essere così esposti e vulnerabili vorresti farti piccolo e sparire. Voglio approfittarne per dirvi grazie, perché sentiamo tutto il vostro sostegno e il vostro amore che ci dà la forza di sopportare questo dolore incontenibile. Papà parlava con tutti e voleva bene ad ognuno ed è per questo che è sicuramente contento che siate qui con noi. Ha fatto tanto rumore in vita, ma se n’è andato silenziosamente e serenamente, era una presenza importante e per questo lascerà un vuoto incolmabile dentro di noi e anche un grande esempio. Era un testone, ma aveva un cuore d’oro e un animo puro, capace solo di vedere il bene nelle cose e nelle persone, mi ha insegnato e trasmesso tutto ciò che di più bello mi appartiene. Oggi, carò papà, sono felice ed orgogliosa di essere tua figlia, di aver avuto te come padre e come ti ho detto fino all’ultimo istante : TI AMO E TI AMERÒ PER SEMPRE!….GRAZIE”.

Quando si piange un parente, una persona cara, non è difficile finire nella rettorica, nell’enfasi. Ancora più facile se accade ciò che troppi dimenticano: dimenticarsi in fretta di chi se n’è andato per sempre. Eppure ricordare tante figure meritevoli e benemerite sarebbe quantomeno di buon esempio, di stimolo alle generazioni, al rispetto dei vivi e dei meritevoli. Si è ricordato che Nico Dutto – la leva del 1947 l’ha onorato con un manifesto funebre assieme all’Associazione albergatori, alle storiche Cappe Turchine – apparteneva  all’imprenditoria turistica loanese, ma il suo impegno nell’economia e nel sociale era andato oltre. Negli anni ’90 fu tra i soci fondatori di Rescasa, Federazione Ligure dei Residence e successivamente tra gli attori del Consorzio Rescasa Professional (ora Residence di Liguria), ricoprendo ruoli in sede regionale e nazionale.

Nico Dutto fu soprattutto tra i precursori della coesione per una nuova politica di amministrazione civica. Certo, non era stato l’unico cittadino di Loano a rendersi conto, con lungimiranza, che la vecchia politica, il paludato sistema, stavano franando. Nico era tra gli assertori del rinnovamento e dell’alternanza, cosa che accade nelle più avanzate democrazie Europee e negli Stati Uniti per eccellenza dove si alternato repubblicani e democratici.  Loano, nel suo piccolo, si suol dire, poteva fare la sua parte. E’ stato possibile ?  Pur senza la bandiera del settarismo, del massimalismo, dell’estremismo, Domenico Dutto non faceva mistero della delusione e dell’impegno. Senza protagonismi aveva cercato, con diligenza e sensibilità, di impegnarsi dai banchi dell’opposizione consiliare. Cosa chiedeva e qui entriamo  nella spirale del dimenticatoio. Il tema, sempre attuale, della società ‘senza memoria’, di cosa significhi. Il testo della lettera ricordava che tre degli iscritti al ‘Mosaico’ ( Nico Dutto, Ezio Franzini e Stefano Ferrari)  si presentavano alle amministrative, appoggiando la candidatura a sindaco di Pier Luigi Pesce, un giovane e veterano socialista, già vice sindaco, poi assessore in provincia, oggi nella giunta comunale di Boissano.

C’era un passaggio significativo nella presentazione ufficiale: “…Poter accogliere il meglio senza dover subire condizionamenti legati ad un’appartenenza politica; il Gruppo Mosaico è per statuto autonomo e svincolato dagli attuali partiti e schieramenti politici…adoperandosi  per superare  quelle ingiustizie e quelle disparità di trattamento che la giunta Uniti per Loano (elezioni 6 giugno 1993, lista tra Dc, Pri e Pli, sindaco Francesco Cenere, tra i candidati di spicco  Alfredo Azzarello, Gianluigi Bocchio, Umberta Bolognesi, Pietro Oliva, Angelo Vaccarezza ndr) non solo non ha combattuto, ma ha ratificato ed anche aggravato. … Il Gruppo Mosaico non disponde di ricette miracolose, convinto che si possa amministrare  la città molto meglio di quanto non ha fatto l’ultima  giunta…. Siano sostanzialmente necessarie tre cose: buon senso, per superare sterili contrasti di partiti e procedere a concreti rimedi…buona volonta… buona fede….senza favoritismi e preferenze….perseguire il bene di tutti”. E non quello particolare, di lobby, della catena di clientele o dei voltagabbana, aggiungiamo.

L’eredità umana e morale, l’impegno civile di Nico Dutto, rappresentano un limpido testamento di vita. Chi più ha, più occupa potere e posizioni, non dovrebbe distinguersi per i favori che riesce a distribuire.  L’imprenditore avrà pure bisogno, nella cronica malattia del Bel Paese, del sostegno di chi è al potere di turno, ma è un guaio quando i suoi interessi finiscono per danneggiare lo sviluppo armonico, soprattutto proiettato nel futuro.  Nico Dutto ha dato una lezione di stile e di concretezza.  Con quali risultati ? Il caso vuole che tra pochi mesi Loano sarà chiamata alle urne, dovrà scegliere tra il rinnovamento, l’alternanza, volti nuovi e capaci, meritocratici per il loro curriculum, o mantenere il rodato sistema.  Nico è stato salutato da centinaia di concittadini che hanno voluto testimoniare affetto e solidarietà.  Lui non aveva mai dimenticato il messaggio di onestà, correttezza, competenza.  ”Non fiori ma opere di bene”.  (L.C.) 

Il depliant del 1997 con lo slogan ‘Se non vuoi semplicemente tirare avanti’

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