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Pieve di Teco nasce un’associazione. Un genovese presidente, una ruota per simbolo

I primi timidi passi tra sussurri. La novità si ascolta nella trattoria casalinga. A Pieve di Teco si è costituita un’associazione, già il nome è foriero di storia antichissima. Teicos proviene dal greco ‘divino’. Si narra che nell’antichità, prima della nascita di Cristo, si venerava una divinità celtica sulla cima del monte Teco. Oggi un gruppo di volenterosi riparte dalla storia per una ‘missione sviluppo e coesione’. A primo presidente si fa il nome di Dario Rosta, 35 anni, origini  e gioventù a Genova (Marassi), contitolare di un negozio sotto i portici e rappresentante di commercio in Liguria.

I. theicos è il compendio di un lavorio che vede uniti cittadini pievesi di buona volontà, animati dall’interesse del ‘fare’ a piccoli passi, senza strafare. Convinti dell’utilità di dare vita alle risorse di storia, cultura, economia, commercio, valorizzazione. Con modestia, coerenza, impegno, ascoltando suggerimenti, proposte, mettendo in piedi progetti privi di voli pindarici. Si dirà, a parole tutti in plancia, poi il tempo lascia i ‘cadaveri’ lungo il percorso. Pensiamo, senza  andare lontano, alla sorte  della Pro Loco, si è dissipata da tre, quattro anni. Il sito internet è aggiornato al 2009 e sarebbe utile rimuoverlo, non giova più a nessuno. Anzi.

Se nelle opulente cittadine della riviera non hanno vita facile le associazioni di categoria un tempo ‘affollate ed attivissime’ (Confcommercio, Confesercenti….), a Pieve non hanno voce. Resta attiva Leccadefà (dal dialetto voglia di fare) per il carnevale goliardico, ammirabile l’attività svolta dalla onlus Nicola Ferrari. Dalla capacità dei promotori di saper trasmettere il messaggio della solidarietà, dell’innovazione.

Se il buon giorno si vede dal mattino, le premesse per l’ultima nata associazione culturale ci sono. A gettare le fondamenta – ovvio che bisognerà leggere il programma messo nero su bianco – fonti degne di credibilità fanno i nomi di Dario Rosta, di Marco Buratto del mobilificio Denegri (solida azienda famigliare dal secolo scorso), Luisella Trincheri, Anna Gandolfo. E non sono certamente gli unici a dare concretezza al laboratorio di idee, energie, rinvigorire il motto ‘uniti si vince’., divisi si perde, non si va da nessuna parte. Toccherà a loro saper divulgare il messaggio per fare proseliti ad una causa comune nella forgia di iniziative. Non è ovviamente il numero che conta, la qualità di chi si accinge a dare concretezza.

Il cambiamento repentino dei tempi, dei modi di comunicare, probabilmente renderà inutile fare riunioni ed incontri assembleari, così come accade ormai in molte aziende, grandi e piccole. Si dialoga, si propone, si discute, si approfondisce, si vota utilizzando “work tape”, strategico anche per divulgare informazioni.

Il pievese acquisito Dario Rosta avrebbe il compito, non facile, di ‘comunicare senza fare rumore’, senza suscitare invidie, da operatore e testimone del percorso, delle iniziative, alle sue spalle. Far tesoro dei possibili errori e delle carte vincenti. L’alternativa è la resa, la rassegnazione, il brontolio, la disgregazione, il dissolvimento che si tramanda alle giovani e future generazioni. Andava meglio quando andava peggio, sentiamo spesso dai nostri ‘anziani’ saggi e laboriosi, che hanno conosciuto ‘vita grama’, sacrifici inenarrabili,  il rinascimento economico, l’entroterra pieno di energie, le premesse del ‘miracolo italiano anni ’50 e ’60.

La simbologia – logo della ruota con i raggi, riporta romanticamente al passato. I carri trainati da quadrupedi come unico mezzo di lavoro e comunicazione, tra montagna, vallata, costa, per il commercio. I raggi sono i pilastri dei portici del paese. Il cuore commerciale di Pieve di Teco, ieri come oggi, capace di far da richiamo e riproporre le scelte vincenti degli avi, le scelte di vita ed architettoniche. Più che parole buoni esempi di fatti.

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