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Lettere /…sassolini a Borghetto S. Spirito
E le critiche non costruttive

Lettera di Maria Teresa Dolla /A proposito di sassolini……Raccogliendo “accorato appello” dell’avvocato Sanna, vorrei puntualizzare che è stata ed è ben lungi dalle mie intenzioni intromettermi in “polemiche politiche” (che peraltro detesto). Lettera di Serena Scavetta / Le critiche non costruttive di Pampolini.

Non l’ho mai fatto in 35 anni di servizio e non inizierò ora.

Il mio intervento, che ritengo sia stato garbato, all’articolo del sig. Pampolini, che con altrettanto garbo e correttezza ha ribattuto, altro non era che un semplice scambio di opinioni su di un argomento che ben conosco.

Non avevo inoltre intenzione di fare la paladina di nessuno, tanto meno del dott. Lasagna, al quale non mancano certo le parole per difendersi autonomamente (e che comunque ” E’ “ destinatario di critiche)!

A prescindere che poco importa del nome di chi ha “commesso l’errore”, mi spiace doverla deludere, ma, in questa occasione, non è stata opera mia, per cui prima di affermare cose è sempre buona norma conoscerle!!!

Ma veniamo al suo “fastidioso sassolino” . I dipendenti del Comune di Borghetto Santo Spirito, così come i dipendenti di qualsiasi Comune, ben sanno, a differenza sua mi pare, che è loro dovere ed obbligo operare al meglio delle loro possibilità e capacità, con dedizione e correttezza a prescindere dal colore dell’Amministrazione che governa il paese, e meno male che diamo questa impressione!!! Un conto è l’opinione personale, la simpatia, l’empatia nei confronti di una persona piuttosto che un’altra, ben altro conto è il lavoro, del quale, mi creda, ogni mattina ringrazio di avere ritenendomi, ora come mai, una fortunata.

Consenta invece a me un pizzico di immodestia, ma lo stipendio che puntualmente ogni mese mi viene versato da qualsivoglia Amministrazione, so per certo di averlo legittimamente guadagnato.

Non è tanto dell’errore materiale che mi risento, ma della critica da “bega di cortile” fatta tanto per fare, mettendo in risalto un astio che ritengo non abbia ragione d’essere e peraltro non comprendo!

Inoltre, se Lei fosse stato eletto sindaco, avrebbe avuto BEN ALTRI pensieri che far aprire le porte degli uffici, peraltro non chiuse a chiave come avviene invece in altri Comuni.

Comunque, chiunque ed in qualsiasi momento può entrare e “posare gli occhi” sull’operato di ognuno di noi, soprattutto in segreteria, (e Lei ben dovrebbe ricordare) il quale ufficio non si formalizza rigidamente sull’orario canonico di ricevimento cercando bensì di agevolare il cittadino.

Il grande Totò diceva: “ Signori si nasce ed io, modestamente, lo nacqui”.

Cordialmente

Maria Teresa Dolla

 

 

Lettera n. 2 -

Borghetto S.Spirito: critiche non costruttive…Sono anch’io dipendente del Comune di Borghetto S. Spirito e volevo quindi togliere la curiosità all’Avv Sanna, esprimendo la mia opinione.

Non credo che i dipendenti difendano le proprie Amministrazioni (che peraltro, sono comunque quelle che retribuiscono i lavoratori) anche perché, in realtà piccole come le nostre, chi dapprima è in maggioranza, si ritrova magari poco dopo all’opposizione e viceversa quindi, si verrebbe a difendere sempre gli stessi. In ogni caso, è normale che ci si adatti alla maggioranza del momento… è quella per la quale si lavora, o sbaglio???

Purtroppo si sbaglia, si incassa il colpo e si cerca di non sbagliare più… d’altronde però se nessuno commettesse errori, gli Avvocati rimarrebbero disoccupati… Accendiamolo tutti un bel cero!

Concordo appieno con quanto già esposto dalla Sig.ra Dolla Maria Teresa, aggiungendo alcune cose…

La prima è che, premettendo di non essere laureata in Legge, le basi del diritto mi hanno insegnato che esistono ‘vizi’ e ‘vizi’… e l’errore commesso nelle determine incriminate non invalida gli atti redatti, contrariamente a quanto sostenuto.

Certo, non si dovrebbe sbagliare ma siamo esseri umani e in quanto tali, lavorando ‘errare humanum est’… non dimentichiamoci che, grazie ai tagli e a cause di forza maggiore non imputabili né a Responsabili né a subalterni, i dipendenti si trovano a lavorare sotto pressione, con poco personale, poche risorse ridotte ai minimi termini e, di contro, ritmi frenetici. A tutto ciò, si aggiunge che, purtroppo, non si è seduti da soli, in camere isolate, in compagnia solamente di un pc… bensì ci si trova a contatto, nel frattempo che si svolgono le proprie mansioni (tra le quali le stesure delle determine) con il pubblico, si deve rispondere alle innumerevoli telefonate dei cittadini con esigenze differenti e con i colleghi per questioni lavorative. Ecco perché si lavora con le porte chiuse: per difendere e rispettare la privacy del cittadino che si riceve e per non essere disturbati dal vociare delle presenze in corridoio. Ben venga la musica (oltrettutto lieve) di sottofondo…

Solo davanti alla morte difficilmente si può porre rimedio, a tutto il resto c’è soluzione Sig. Pampolini, sia nel pubblico, sia nel privato dove, è vero, a volte si è a rischio licenziamento maggiore rispetto al settore pubblico, ma altre si è più protetti perché non soggetti a tutti i controlli, le trasparenze e le antipatie e/o simpatie previste invece per le P.A.

Non concordo con la Sua affermazione ‘generali che muoiono in letto’ riferito ai Responsabili, mentre i semplici dipendenti ‘muoiono in trincea’… in virtù del fatto che siamo esseri umani, faremo TUTTI INDISTINTAMENTE la stessa fine, chi in Paradiso, chi altrove… il fatto di ricoprire certe cariche dipende da scelte di vita e occasioni che la stessa ci presenta (e che noi stessi sappiamo o meno sfruttare). Tutto qui. Per lo stesso motivo, ritengo che non esistono ‘cannoni’ né carne per gli stessi.

Le amministrazioni cambiano, i dipendenti rimangono (bene o male) gli stessi e se questi ultimi decidessero di volgere verso altri lidi, non sarà certo per cause da attribuire all’Amministrazione, tanto meno a quella corrente (mi riferisco al commento sulla Delibera del Nulla Osta mobilità del personale di PM) data la percentuale di mobilità che si è verificata negli anni 1998/2002 sempre nel settore in questione.

Mi rincuora, comunque, il fatto che se si scrivono articoli su queste minime problematiche, vuol dire che non si hanno altre argomentazioni da trattare e sulle quale attaccarsi… Bene così! Le critiche sono ben accette… ma quando sono costruttive; spiace quando sono invece solo distruttive…

Serena Scavetta

 

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