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Loano, ‘ciclista’ di serie B punito dal Comune?

Non molti anni fa, un giudice del tribunale di Savona confidò che il paese, percentualmente più litigioso, ‘in causa’ , della provincia di Savona era la frazione Carpe. Qualche esempio: causa per la proprietà o sconfinamento di 3 cm; causa per la piantagione di tre alberelli non a distanza; causa per un mini scolatoio contestato; per un gatto che avrebbe ucciso due uccellini in una gabbia. Nella opulenta Loano (i Vaccarezza e soci hanno risollevato nomea ed economia) pare si litighi anche per ‘abbandono di buon senso‘? Un piccolo commerciante – Anselmo cognome famoso nel ciclismo ligure, amatoriale e non – in teoria per 3 anni sarebbe ‘condannato’ a convivere con lo  steccato davanti all’unica vetrina del negozio. L’assessore all’edilizia, alle lagnanze, ammette candidamente: “Applichiamo solo la legge“.  

A Loano si polemizza per un cantiere edile e la vetrina, ostruita, di Anselmo cicli (Foto Ivg)

Della vicenda si è occupato, forse in esclusiva, il diffuso giornale on line Ivg – editore la edinet Srl, sede a Pietra Ligure, di Matteo Rainisio agente immobiliare ad Alassio – che ha dedicato due servizi. Nel primo che riportiamo sotto a seguire, la versione dei fatti raccontata da Massimo Anselmo, figlio del mitico Carlo, un’esistenza spesa ad organizzare gare ciclistiche, tappe, promuovere sport e turismo, dunque un benemerito e, a suo modo, combattente. Per anni ha gestito una stazione di servizio sull’Aurelia, in centro città.

Cosa c’è  di nuovo rispetto a quanto già riportato da Ivg? Il cartello di legge esposto all’esterno certifica che la Dia (ex concessione edilizia) è stata chiesta da Felicina Valle (già benemerita albergatrice)  su progetto dell’ing. Giovanni Vallarino. Inizio lavori il 25 febbraio 2013, fine lavori entro 3 anni.  Difficile immaginare che in una città dove le problematiche non mancano, l’argomento possa addirittura smuovere un consigliere di opposizione, come documenta l’articolo di Ivg, la quale sostiene pure – dando ragione al commerciante – che ormai la parola è passata ai legali. Noi non abbiamo certezze e fonti dirette, ci sembra strana tuttavia la scelta di ricorrere ad ulteriori spese, quali quelle legali. E poi, pur vivendo in una provincia inflazionata di avvocati (oltre 800), crediamo che in tempo di crisi pure per loro – non tutti ovviamente – il buon senso non sia finito nel cestino. Vale a dire troviamo una soluzione ragionevole per entrambi, tenendo conto delle rispettive esigenze ed interessi.

E’ fuori dubbio che non siamo in presenza di un intervento edilizio complesso, si tratta di ‘rifare’ (impermeabilizzare?) una soletta, poco più di una dozzina di metri quadrati. Quanto tempo ci vuole?

Evidentemente il fatto che la vicenda abbia già provocato due articoli del web più seguito ed amato dai loanesi, si sia ‘scomodato’ il taciturno assessore all’edilizia, geometra Vittorio Burastero, dirigente dell’ufficio tecnico del Comune di Pietra Ligure, verzino verace. E ancora, che abbia fatto sentire la sua voce di protesta la dr. Giulia Tassara, rincarando la dose su Loano divisa in zone di Serie A, sotto l’Aurelia e serie B, sopra. Nella prima c’è un’ordinanza che vieta i lavori edili nella stagione estiva, nell’altra nessuna limitazione.  Mancherebbe altro non fosse così, Loano è da anni diventata la città dei paradossi. In una villa sull’Aurelia di levante, sono stati realizzati 33 alloggi abusivi, a pochi passi, di fronte all’ex sede del Pd; nella stessa zona abitano consiglieri comunali, assessori; è in centro, col via vai di vigili urbani, carabinieri, polizia, Finanza. Alcuni alloggi sono stati anche venduti, abitati, affittati mensilmente a cittadini stranieri che qui dimoravano. E la Lega Nord che da la caccia ai ‘vu cumprà‘ non si è mai accorta di nulla?  Dopo l’intervento della Procura della Repubblica, per altra inchiesta, si è scoperto ciò che tutti vedevano ed un piccolo blog (trucioli) aveva scritto quattro anni fa.

Ma Loano è la città delle processioni (15-16), dei priori delle storiche Confraternite. Chi si fa i fatti suoi ha fortuna e carriera. Meglio se va a servire Messa, legge davanti all’altare pagine del Vangelo, porta le casse dei Santi. Sarà benedetto dagli elettori e da Palazzo Doria.  Suvvia poi ci lamentiamo di ‘Roma ladrona’! dei politici in Parlamento.  E noi, cittadini elettori comuni, che esempio diamo?

ECCO IL PRIMO ARTICOLO MESSO IN RETE DA IVG

Loano. “La crisi ci mette il suo zampino, ma anche il Comune non è da meno”: a dirlo è Massimo Anselmo, titolare dell’omonimo negozio di biciclette sito lungo la via Aurelia, a Loano, il quale si trova a dover fare i conti con un disagio che andrebbe a discapito della propria attività commerciale.

Una delle sue vetrine, infatti, viene praticamente oscurata dalla presenza di transenne che delimitano i lavori di ristrutturazione dei privati che qui devono rifare il solaio del proprio garage. Lavori per i quali il Comune ha concesso un permesso di tre anni, con la prospettiva, per il commerciante, di una visibilità “monca” della propria esposizione di biciclette per un tempo a suo giudizio troppo lungo.

“E’ dal 28 febbraio del 2013 che faccio i conti con queste transenne che impediscono ai già pochi passanti di avvicinarsi a una delle mie vetrine – racconta Anselmo – Il Comune ha concesso una Dia di tre anni senza verificare se qui vi fosse un’attività commerciale, dando quindi ai privati il diritto di proseguire i lavori per un termine che è davvero troppo lungo per me. Questa ristrutturazione potrebbe essere realizzata in pochi mesi, non in anni”.

Quello che non va giù al commerciante è la sensazione che si facciano figli e figliastri. “Il Comune dovrebbe fare più attenzione quando prende provvedimenti di questo tipo. Casi come il mio non potrebbero mai accadere per i negozi che si trovano dalla via Aurelia verso il mare perché sul territorio cittadino esiste una normativa che vieta l’esistenza di cantieri come questo dal 15 giugno al 15 settembre. Questo significa che a Loano esistono negozi di serie A e altri di serie B? Queste differenziazioni sono ingiuste. In momenti di crisi come questo, inoltre, in cui tutti facciamo i salti mortali per sopravvivere, non è più accettabile, e ogni disagio diventa davvero intollerabile. Chiedo al Comune che questo permesso venga ridotto a livello temporale, per potermi riappropriare in toto della mia attività”.

Redazione

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