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Intervista/Operaio Piaggio, il fuoriclasse da guida turistica savonese

Da sei anni può fregiarsi di “guida ambientale” in provincia di Savona. Nei giorni scorsi ha conquistato  lo scettro di ‘guida turistica’ e detiene altri ‘primati’ che ne fanno un personaggio straordinario, da scoprire, raccontare, conoscere, apprezzare.   Un’eccellenza professionale da hobby (e di meritocrazia) rimasta nell’ombra e forse poco valorizzata proprio nel comparto turistico. Primaria e spesso bistrattata industria da migliaia di posti di lavoro in questo lembo di terra ligure.

E’ un dipendente della Piaggio di Finale, assunto nel 2006 come operaio alla formatura lamiera. Ora collaudatore del reparto motori. Studente universitario fuori corso, iscritto alla facoltà di Veterinaria a Pisa.

 

Paolo Folco

Lo presentiamo:  Paolo Folco, 41 anni il prossimo 18 agosto (auguri!). C’è voluta una notizia ad effetto, per alcuni aspetti clamorosa (65 candidati bocciati, Folco il solo ammesso all’esame di abilitazione), per portare alla ribalta i suoi talenti,  eppure fino a ieri ‘grande sconosciuto’.

Oggi sappiamo che si è guadagnato l’abilitazione a guida turistica, dopo aver atteso 6 anni, come tutti gli altri aspiranti, la sessione di esami, sempre rinviata causa una problematica a livello nazionale. Nella vita di Folco c’è un elenco di obiettivi,  traguardi raggiunti, tra impegno, sacrifici, dedizione, senso del dovere, umiltà. Sempre lontano dal palcoscenico pubblico. Le ‘medaglie’ al merito sono molte di più. E di spessore civile.

Un passo indietro, a questo punto. Paolo Folco, nel 2006, aveva  studiato e raggiunto il patentino di guida ambientale (ambiente, flora, fauna).

Ora può finalmente  fregiarsi anche  ‘guida turistica’. E ancora,  un terzo attestato ufficiale: ‘maestro di mountain bike”, ulteriore filone nella dotazione di ‘accompagnatore’ turistico. Con una particolare rilevanza operativa, basti pensare all’attrazione internazionale (e alle manifestazioni) del ‘parco della Manie’, entroterra finalese e nolese.

Chi è il fuoriclasse Paolo Folco che, mercoledì primo agosto, ha avuto l’onore meritato di un titolo, a tutta pagina, su Il Secolo XIX-Savona, con notizia esclusiva: 65 candidati su 66 scivolano su arte e cultura locali.

La prova scritta, l’11 luglio: 60 domande a quiz. Ogni domanda con risposta corretta da diritto ad un punto, si perde mezzo punto in caso di errore; chi lascia in bianco il quesito resta a zero. Di conseguenza conviene non rispondere in caso di dubbio.

Tempo concesso ai candidati, da un minimo di 45 minuti, massimo un’ora. Folco ha sbagliato 4 domande.

Alla prova orale (27 luglio), Paolo Folco era dunque rimasto solitario aspirante e l’ha superata in mezz’oretta. La commissione esaminatrice era composta da tre esperti: una funzionaria-dirigente dell’amministrazione provinciale; poi Cecilia Chilosi che da tempo si occupa di arte moderna, ceramica e ha scritto diversi libri; Margherita Trinchero, ‘autorità riconosciuta per preparazione, competenza’ e tra i decani delle guide turistiche.

 

D) Cerchiamo di conoscere qualcosa di più della vita Folco… Domande e risposte, senza pretese.

 

R)  Sono nato a Loano, cresciuto a Bardino Nuovo. A Finale  ho studiato all’istituto alberghiero tre anni di cucina e conseguito il diploma tecnico. Ho frequentato per cinque anni l’Università di Pisa. Un desiderio iniziato ai tempi delle scuole medie per frequentazione e amicizia della mia famiglia con il veterinario, dottor Pampararo. Da studente ho iniziato a lavorare, nelle stagioni estive soprattutto, da cameriere in alberghi e ristoranti della zona. Infine l’assunzione allo stabilimento Piaggio.

 

D) Chi è stato il primo a congratularsi per un evento definito quasi eroico, da strepitoso successo, senza precedenti, almeno in questa provincia?

 

R) Avevo chiesto ad un collega di comprare il giornale. Sapevo che sarebbe uscita la notizia sui risultati  dell’esame in Provincia. Mi aveva telefonato il giornalista Dario Freccero  per una dichiarazione. Manco a dirlo i primi a congratularsi sono stati  i bravi colleghi del reparto motori.

 

D) Si aspettava un finale a sorpresa, unico candidato agli orali? Si è fatto un’idea… Quiz troppi difficili? Sono seguite polemiche sferzanti tra alcuni esclusi, le escluse.

 

R) Diciamo che tra i partecipanti il gentil sesso era in netta maggioranza. Neppure una decina i ragazzi tra 66 candidati.  Mi ha stupito che  una provincia che occupa il primo posto nell’economia turistica ligure, vedeva la partecipazione di un numero minimo a ‘guida turistica’. A Genova, ad esempio, erano 450 ed hanno superato lo scritto in 35, seguirà l’orale. A Imperia almeno un’ottantina di partecipanti e 8 hanno ottenuto il patentino. Nessun maschio.

 

Nello specifico, l’esame di Savona ha avuto davvero un epilogo inaspettato tenendo conto che molti  partecipanti sono laureati in storia dell’arte, persone assai preparate,  colte, studiose, alcune le conosco ed ho potuto apprezzarle.

 

D) Cosa l’ha spinta alla nuova qualificante conquista?

 

R)  Dopo la prima esperienza di ‘guida ambientale’, ho deciso  questo ‘secondo lavoro’, per passione soprattutto.  Strada facendo mi sono accorto che le informazioni che davo erano limitate. Tante le domande. Dovevo approfondire il bagaglio storico ed artistico sulla nostra provincia. Dalle chiesette, agli oratori, alle edicole votive…. Insomma, tutta la copiosa documentazione di secoli di storia locale, contenuta in almeno un’ottantina di libri.

 

Credo che la maggiore difficoltà dell’esame non fossero gli argomenti, quanto la bibliografia. Riuscire a prepararsi, studiare su un gran numero di testi e il segreto, almeno per quanto mi riguarda, era individuare le cose importanti da sapere, conoscere, ricordare. Ammetto che non era facile. Sarò stato anche fortunato.

 

D) Come  guida ambientale chi richiede più frequentemente la sua presenza?

 

R) In maggioranza scuole di fuori provincia che organizzano gite in Riviera, di uno o più giorni. Se non sbaglio nella provincia di Savona siamo 47 ad essere muniti di patentino. Mi ritrovo invece il solo ad avere due abilitazioni, con una terzo un attestato rilasciato dalla Federazione Ciclistica Italiana:maestro di mountain bike’. Attratto infatti dalla passione di fare l’accompagnatore in un settore di ‘nicchia’.

 

D) Torniamo all’esame di guida turistica, bisogna prepararsi su decine di libri, magari non tutti reperibili. O forse troppi per le esigenze  reali, quanto viene richiesto nell’attività pratica…

 

R) Per quanto possa rispondere dalla mia visuale occorre essere preparati quasi a 360 gradi. Conoscere un po’ tutto il patrimonio monumentale, le opere d’arte, l’archeologia, la storia e aggiungerei gastronomia; il territorio, insomma, dalla costa all’entroterra. Ho studiato almeno quattro anni, da quando si ebbe notizia del bando di esame.  Ed erano sei anni che si aspettava in quanto c’era la prospettiva-proposta di creare la figura di guida turistica nazionale, anziché provinciale. Svolta che ha suscitato la ferma opposizione delle guide provinciali già munite di abilitazione.

 

Che posso ancora aggiungere! Per me la parte più difficile dell’esame era l’arte moderna, penso alla ceramica, al vetro, tematiche verso i quali non ho molto interesse. Ripeto, sono più portato alla storia locale, alle sue tradizioni.

 

D) Per esperienza o per valutazione, al turista del terzo secolo cosa interessa di più della nostra provincia?

 

R)  Direi le tradizioni, il patrimonio artistico, le feste popolari.

 

D) Una piccola provocazione. Può indicare il suo “primo amore” per un borgo che merita…e consiglierebbe.

 

R) Spero di non essere frainteso, il mio primo amore l’ho scoperto visitando Finalborgo come escursionista. E’ qui che è nata la passione. Non posso dimenticare il periodo in cui ho prestato servizio civile-obiettore di coscienza. Ero al Museo dell’orologio di Bardino Nuovo. Spiegavo gli orologi esposti, la bellissima storia della famiglia Bergallo.

 

Un altro angolo da non perdere è il centro storico di Noli. Penso che sia poco conosciuto e molti non immaginano cosa ci sia dietro e dentro la sua gloriosa storia. Poi Albenga con il suo passato di ‘municipio romano’. Sinonimo di grandezza che condivideva nel ponente soltanto con i ‘municipi romani’ di Ventimiglia, di Savona che si trovava a Vado.

 

La particolarità di Albenga sono senza dubbio i reperti, mentre a Vado non è rimasto quasi nulla nonostante la prevedibile estensione. Evidentemente la piana alluvionale ha ricoperto tutto. Persino a Quiliano, in zona San Pietro in Carpignano, hanno trovato i resti di una villa di epoca romana.

 

D) Albenga un vero gioiello, potrebbe trasformarsi in una formidabile risorsa turistica fino ad oggi non valorizzata come meriterebbe…

 

R) La città conserva la necropoli meridionale lungo la via Juilia, anche se le condizioni in cui si trova lasciano parecchio a desiderare. E’ un peccato. Una meta assai frequentata dalle scuole nelle escursioni. Nel percorso un anfiteatro affiora in piccola parte. Siamo sulla collina di San Martino. Ad Albenga ci sono i ruderi delle terme lungo il fiume Centa. Il museo navale romano con i resti dell’oneraria del primo secolo avanti Cristo. Ho letto che di recente sui fondali davanti a Varazze c’è stato un ritrovamento, del primo secolo dopo Cristo.

 

D) Il turismo, in questa provincia, da cosa è attratto….

 

R) Ovviamente la maggiore parte del flusso scaturisce dal mare, spiaggia, i bagni. L’entroterra continua purtroppo a restare fanalino di coda, non valorizzato come dovrebbe e merita, musica che ascoltiamo da anni. L’unica area ambientale che fa vera attrazione resta il finalese, per molti mesi all’anno.

 

D) Dalla sua visuale, da guida turistica e ambientale, il turismo resterà una risorsa vitale o andremo incontro ad una crisi inarrestabile? Colpa il cementificio diffuso, ma non solo. Pensiamo alla carenza di infrastrutture che persiste. 

 

R) Non sono pessimista, molti cittadine, realtà locali, si stanno muovendo nel campo delle visite guidate. Penso a Celle, Albissola Superiore, Savona, Noli, Finale,  Pietra, Loano, Borghetto, Albenga, Alassio, Laigueglia.

 

Pare superfluo insistere che un maggiore impegno serve per far conoscere tutte quelle potenzialità di cui disponiamo e che non sono conosciute abbastanza. A Savona da quest’anno sono state promosse visite guidate al centro storico soprattutto in considerazione della presenza delle navi da crociera, purtroppo con qualche anno di ritardo.

 

D) A proposito di entroterra, se avesse solo poche ore a disposizione con un gruppo di escursionisti, cosa sceglierebbe come guida?

 

R) A caldo gioco in casa. Il Museo dell’orologio, sia per italiani, sia per stranieri. Non avrei dubbi. Devo ammettere che farei un pensierino anche all’entroterra molto caratteristico di Imperia: Apricale, Pigna, Dolceacqua e la oasi di pace dell’alta Valle Arroscia.

 

Se mi chiedono di visitare una zona balneare, la prima scelta cadrebbe su Varigotti che purtroppo sta soffrendo nonostante la sua ‘fama’.

 

In altre circostanze non tralascerei la Valbormida, con paesi interessanti. Mi piace Millesimo, Sassello, Cairo. Tempi di visita permettendo raggiungerei l’entroterra di Albenga, penso a Castelvecchio, Zuccarello. Vorrei chiarire, non vuole essere una mia pagella, ma la risposta ad una domanda.

 

Da guida ambientale e turistica spero che si arrivi davvero alla più volte annunciata pista ciclabile e si realizzi il progetto regionale di ‘guida cicloturistica”, di “ippoturistica’.  Spero che la prossima sessione di esami di guida turistica in provincia di Savona arrivi tra due anni, per incentivare le aspettative. A Imperia l’esame di abilitazione del 2012 ha visto ‘promosse’ solo donne. A Savona è andata diversamente.

 

Fare la guida, seppure come secondo lavoro, significa preparazione e impegno non comune. Personalmente mi sento soddisfatto dei sacrifici profusi e ripagato dei soldi spesi: dall’acquisto di libri, alle visite ai musei,  presenza ai convegni, alle mostre. I tanti viaggi, compreso il caro benzina, nelle cittadine della Riviera e nell’entroterra.

 

D) Ci sarà pure un paese che non ha mai visitato?

 

R) Devo proprio rispondere? Mi pare un paio, non di più. Colmerò presto questa lacuna. Premetto conosco bene solo l’inglese, meno il francese. Sono in aumento le richieste di guide in grado di parlare tedesco e  russo. Un indirizzo, per i giovani, da tenere presente. Il lavoro è vita e speranza.

Luciano Corrado

 

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