Lettera 2 / Avanti genocidio! Chi si oppone a mettere fuori legge l’ideologia sionista, nazionalista, colonialista? Da 80 anni sotto occupazione militare
Alla redazione di Trucioli.it. Redazione, mentre il governo italiano, con parte dell’opposizione, sta sostenendo in Parlamento il disegno di legge antisemitismo che equipara l’antisionismo all’anti-semitismo, con conseguenti sanzioni, continua in Palestina il genocidio attuato da Israele nei confronti dei Palestinesi.
Francesca Albanese, giurista, esperta di diritti umani e di Medio Oriente, che dal maggio 2022 ricopre la carica di Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati dal 1967. Studiosa affiliata all’Institute for the Study of International Migration della Georgetown University
La Commissione internazionale e indipendente d’Inchiesta dell’Onu, la Relatrice dell’Onu, Francesca Albanese, innumerevoli storici ebrei e non ebrei, come Ilan Pappé, Avi Shlaim, Adam Raz, John Mearsheimer, Enzo Traverso, Anna Foa, organizzazioni internazionali e ebraiche per i diritti umani come Amnesty International e HRW, Jewish Voice for Peace, B’Tselem e PHR-I riconoscono come conseguenza di un’ideologia sionista razzistae colonialistache vuol sostituire la popolazione autoctona palestinese con Ebrei provenienti da ogni parte del mondo, negando ai Palestinesi il diritto all’autodeterminazione.
Questa legge che pone fuorilegge gli antisionisti, impedisce la critica della politica sionista dei governi israeliani e addirittura consiglia corsi di cultura israeliana nelle Scuole, nella Magistratura, nella Polizia, purtroppo già approvata da qualche anno con risultati disastrosi per la democrazia in GB e Germania, é priva di ogni logica, é in contrasto con la Costituzione italiana e con i diritti umani e con il diritto internazionale.
Conferisce impunità ai governi sionisti israeliani, delegittima l’Onu e conferma la complicità dei governi europei con Israele nel genocidio palestinese.
Se venisse approvata, sarebbero fuori legge tutti gli ebrei antisionisti, tutti quegli ebrei che sono contro l’apartheid e il genocidio, favorevoli ad una pacifica convivenza tra Ebrei israeliani e Arabi palestinesi con uguali diritti in uno Stato comune, intellettuali come Moni Ovadia o storici coma Anna Foa.
Salomone Ovadia, detto Moni, attore, cantautore, scrittore e produttore discografico italiano. 80 anni, nato da una famiglia di ebrei sefarditi, di origine bulgara. Rifiuta l’etichetta di ebreo “credente” o “religioso” . Vive la pratica spirituale e culturale come una riflessione esistenziale ed etica, basata sull’anti-idolatria e sulla giustizia sociale, piuttosto che su dogmi confessionali. Frequenta occasionalmente la sinagogaI cittadini italiani non potrebbero criticare il razzismo ed il colonialismo dei sionisti israeliani che rappresentano la maggioranza della popolazione di Israele e sarebbe vietata la Campagna Internazionale BDS (Boicottaggio-Disinvestimenti-Sanzioni), promossa dalla società palestinese dal 2005 come lotta pacifica contro l’occupazione israeliana, il furto della terra e la privazione della libertà.
Da anni i Relatori dell’Onu per i diritti umani, Richard Falk, Virginia Tilley, Michael Lynk, Francesca Albanese, Nevanethem Pillay, denunciano il Sionismo come un’ideologia di apartheid, di supremazia ebraica, razzista e discriminante nei confronti dei Palestinesi, con l’approvazione di questa legge che equipara l’antisionismo all’antisemitismo sarebbero fuori legge questi Relatori ma anche la Corte Internazionale di Giustizia che ha chiesto ad Israele di cessare ogni atto genocida e di ritirarsi dai territori palestinesi occupati illegalmente ed anche la Commissione d’Inchiesta che riconosce Israele colpevole di genocidio, il peggiore dei crimini che comprende crimini di guerra e contro l’umanità, apartheid, pulizia etnica, terrorismo, tortura, stupri. Si leggano i libri della Relatrice dell’Onu, Francesca Albanese : ‘Dall’Economia dell’Occupazione all’Economia del Genocidio” e “Tortura e Genocidio”.
Sul Sionismo, per brevità citerò solo un’intervista allo storico ebreo israeliano Ilan Pappé di Mila Pernice a Radio Città Aperta, il 31/1/2009 , 17 anni fa quando era appena finito il massacro di ‘Piombo fuso’ (1366 palestinesi uccisi, 430 bambini- 13 israeliani uccisi). Alla domanda dell’intervistatrice :“Lei ha scritto che oggi non occorre solo la condanna del massacro di Gaza ma la delegittimazione dell’ideologia sionista. Questo perché il Sionismo comporta in sé la pulizia etnica, l’occupazione ed i massacri ?”.
ILAN PAPPE’ RISPOSE :” CREDO CHE SOLTANTO QUANDO LA SOCIETA’ ISRAELIANA E LO STATO ISRAELIANO SI LASCERANNO ALLE SPALLE L’ATTUALE IDEOLOGIA, CHE DISUMANIZZA I PALESTINESI, E CHE NON PREVEDE NESSUN POSTO PER I PALESTINESI IN PALESTINA SOLTANDO QUANDO QUESTA IDEOLOGIA RAZZISTA SARA’ SCOMPARSA CI SARA’ UNA VERA POSSIBILITA’ PER LA PACE E LA RICONCILIAZIONE”.
Per il punto di vista palestinese é consigliabile la lettura dell’intervista, a Gaza, della giornalista Francesca Borri a Yahya Sinwar, leader di Hamas nella Striscia di Gaza, nel maggio 2018. L’intervista si può leggere in internet. A me sembra che politici e giornalisti ignorino le condizioni di vita dei Palestinesi, fin dalla Nakba del 1948.
Nessuno ha mai provato a vivere80 anni sotto occupazione di stranieri che ti rubano la casa, le terre e spesso la vita o quella dei familiari.
Contro l’antisemitismo, generato principalmente dalla politica sionista dei governi israeliani di cui anche la maggioranza della società israeliana é responsabile, e per una convivenza pacifica tra Ebrei israeliani e Arabi palestinesi occorre giustizia, il rispetto dei diritti umani, del diritto internazionale, dell’Onu, della CIG e della CPI. Occorre non solo riconoscere ai Palestinesi il diritto alla Resistenza, anche armata, all’autodeterminazione, il diritto al ritorno, ad avere uno Stato comune in cui Ebrei israeliani e Arabi palestinesi abbiano gli stessi diritti, ma soprattutto occorre fermare il Genocidio ancora in corso e mettere fuori legge l’ideologia sionista, nazionalista, colonialista.