Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Ecocidio tra Finale e Andora? “Distruzione perpetrata di un ambiente naturale”. Ma sinistra, destra, sindacati, categorie ricettive e commerciali: “Finalmente!”. E chi non si dà per vinto: “Più informazione ai cittadini”


Informazione e disinformazione. Per la prima volta nella storia savonese e forse ligure si denuncia un ecocidio non proprio a carico di ignoti, utile conoscere la motivazione.  Intanto abbiamo scelto alcuni titoli di quotidiani cartacei e on line, abbastanza cauti e non schierati. Il Secolo XIX a firma di Luca Rebagliati: “Spostamento della ferrovia, da Albenga si leva un coro di no. Sala gremita al San Carlo. Timori per il trasferimento della stazione a Bastia”.

di Luciano Corrado

Che cos’è l’ecocidio? Anche se non esiste una definizione ufficiale riconosciuta a livello internazionale, il crimine di ecocidio indica tutti gli atti che causano un danno ambientale grave, diffuso o a lungo termine.
Dove si verifica? Questo crimine non presenta limitazioni geografiche. Esempi di distruzione ambientale diffusa sono presenti in tutto il mondo.
Chi commette questo crimine? Tutti contribuiamo al cambiamento climatico in un modo o nell’altro. Tuttavia, sia le aziende che gli Stati sono i principali responsabili della distruzione dell’ambiente, in quanto danno priorità al reddito rispetto alla sicurezza ambientale.
Perché è importante l’ecocidio? Riconoscere l’ecocidio nel diritto penale internazionale porrebbe i crimini commessi contro l’ambiente allo stesso livello dei crimini contro l’umanità, dei crimini di guerra e del genocidio. Comporterebbe anche un cambiamento nella relazione tra gli esseri umani – comprese le loro istituzioni legali – e la natura.
Il 22 giugno 2021, il comitato di esperti indipendenti di Stop Ecocide Foundation ha pubblicato una nuova proposta riguardante la definizione di ecocidio come quinto crimine internazionale da includere nello Statuto di Roma insieme al genocidio, ai crimini contro l’umanità, ai crimini di guerra e ai crimini di aggressione.
La definizione proposta fissa due requisiti per considerare un atto un “ecocidio”:
1. L’atto deve procurare un danno ambientale grave e diffuso o a lungo termine;
2. Inoltre, l’atto deve essere illegale (sia a livello nazionale che internazionale) o sconsiderato.
Riconoscere il crimine di ecocidio come quinto crimine contro la pace aiuterebbe la lotta contro il degradazione dell’ambiente in diversi modi:
1. Inclusione dei danni ambientali nello Statuto di Roma e, quindi, nel diritto penale internazionale;
2. Cambiamento nella consapevolezza individuale riguardo al cambiamento climatico;
3. Le aziende dovranno cambiare il loro modello di business, diventando più sostenibili e rispettose dell’ambiente;
4. Giustizia climatica per le comunità più colpite.
La definizione legale proposta è anche il risultato di una consultazione pubblica organizzata da Stop Ecocide Foundation e a cui Non c’è Pace Senza Giustizia (NPSG) ha partecipato, cercando di ascoltare le prospettive di diversi stakeholder da considerare per la definizione di ecocidio. NPSG sostiene la missione di questa fondazione. Il diritto penale internazionale deve riconoscere l’importanza della natura e proteggere gli ecosistemi, indipendentemente dalle sofferenze degli esseri a seguito di tale distruzione ambientale.

La Stampa, a firma di Maria Gramaglia: Roddoppio delle ferrovia. Fioccano i ricorsi. Albenga la riunione pubblica organizzata da Sinistra ingauna racchiude i contrari. 

IVG.IT, a firma di Nicola Seppone (con esperienza di ex consigliere comunale a Pietra Ligure): TUTTO ESAURITO- Ferrovia a monte, il fronte del “no” fa il pieno di pubblico ad Albenga: “Ci giochiamo pianure fertili e stazioni, opera contro il territorio”. Auditorium San Carlo gremito per l’incontro pubblico organizzato da Sinistra Ingauna in collaborazione con il Comitato Territoriale. Spiegate nel dettaglio le ragioni del no.

SAVONANEWS, a firma di Maria Gramaglia: Albenga, spostamento ferrovia, sala gremita per l’assemblea pubblica, Michelini: “Le alternative ci sono, basta crederci”. Secondo i relatori, Michelini e Stalla (Comitato Territoriale) e Grenna (Coldiretti), l’opera va a incidere negativamente su viabilità e territorio della provincia di Savona.

LOKKIO,  a firma di Roberto Tomatis (editore e consigliere comunale di minoranza ad Albenga per Fratelli d’Italia): Ferrovia a monte, il Comitato Territoriale: “Un progetto che cancella la Piana di Albenga”. Sala San Carlo gremita per l’incontro promosso da Sinistra Ingauna: cittadini preoccupati, sindaci assenti. 

Perchè sarebbe utile chiedersi quanti sono i cittadini residenti (ma anche i proprietari di seconde case che contribuiscono alle finanze dei Comuni e della collettività) correttamente informati pro e contro, benefici e danni sulla bilancia,  con lo spostamento a monte dei binari, ultima edizione proposta e già avallata dal presidente della Regione, Bucci – che ha fatto il pieno di voti anche nel ponente savonese- e da chi amministra i comuni da Finale Ligure ad Andora, con una parziale eccezione di Pietra Ligure.

Quanti abitanti, quanti giovani con diritto di voto, hanno letto 48 pagine di “osservazioni tecniche” (disinteressate), rese note già lo scorso anno dall’Ufficio Ambiente della stessa Regione Liguria e dall’Arpal regionale. Pubblicate, purtroppo, solo da Trucioli.it. Non è solo questione di trasparenza. Per farsi un’idea, pure da profani, del progetto finale dei tecnici delle Ferrovie e delle scelte politiche corroboranti. In questo scenario l’attesa Conferenza dei servizi non riserverà sorprese già tutto deciso. In realtà di progetti ufficiali, nel corso di 59 anni, se ne contano tre. Il primo prevedeva il raddoppio in sede con l’eliminazione dei passaggi a livello: sei a Loano, uno a Borgio, due a Pietra Ligure, uno a Borghetto, uno a Ceriale, uno ad Albenga, uno ad Alassio.

SORPRENDENTE TESTIMONIANZA DELL’IMPRENDITORE AGRICOLO DAVIDE MICHELINI  (segretario nazionale, ex vice presidente dell’Associazione Italiana Centri Giardinaggio (AICG).

Nel corso dell’assemblea di Albenga, il borghettino Davide Michelini, stoffa da futuro sindaco di Borghetto S. Spirito, ha rivelato: “Ho fatto parte di Confagricoltura, anche nel ruolo di vice presidente provinciale…che poi ho lasciato in disaccordo…quando chiedevo ai componenti del direttivo e altri iscritti se fossero consenzienti a trasferire a monte binari e stazioni, sacrificare centinaia di ettari di aree agricole ed aziende produttive, unanimi con le mie argomentazioni.. dunque contrari ..stessi discorsi mi è capitato di fare con agricoltori ed esponenti del direttivo (compreso un ex presidente) della CIA (Confederazione Italiana Agricoltori)….”.

Eppure i vertici provinciali, regionali e nazionali di Confagricoltura e Cia sono saldamente schierati con le forze politiche e sindacali: il trasferimento attende da troppi anni e s’ha da fare; è un’opera “strategica sul piano europeo e nazionale che porterà grandi benefici…”.

SORPRENDENTE TESTIMONIANZA DELL’IMPRENDITORE AGRICOLO E PRESIDENTE PROVINCIALE COLTIDERETTI MACELLO GRENNA.  Domanda di Trucioli.it dalla platea del San Carlo: “Perché, a suo avviso, sul fronte favorevole al trasferimento dei binari, sono tutti d’accordo. I partiti liguri rappresentati in Parlamento, la triade sindacale della provincia di Savona, Confindutria, Cia e Confagricoltura, associazioni di categoria (Confcommercio, Confesercenti, Bagni Marini, Agenzie Immobiliari, Albergatori, Confedilizia, ecc. ecc), i sindaci, gran parte dei consigli comunali. Vorrei una risposta che non sia in politichese….”

Grenna, fama di galantuomo e persona perbene, cerca di spiegare, ma alla fin fine finisce per generalizzare. Non ammettere, ad esempio, che a dirigere l’orchestra ci sia il solito ‘mondo che al contrario non è’. La commistione tra grandi interessi economici e ricadute assai individuabili – per un’opera miliardaria e con immancabile lievitazione di costi, dove più e dove meno- sui partiti, i loro seguaci, sindacati, categorie economiche. Del resto chi ha seguito per 60 anni la storia socio-politica-economica-turistica-sindacale-giudiziaria di questa provincia, sa che prima di mettersi contro il ‘potere che conta’ bisogna avere le spalle coperte o la schiena dritta. E a lanciare il primo sasso, staccarsi dal gruppone, ci vuole coraggio.

Franco Stalla imprenditore agricolo, tra i promotori della serata. Un invidiabile bagaglio di conoscenza ed esperienza in tema di progetti ferrovia a monte. Senza indossare la maglia del politico e senza il sostegno dei partiti ha creato una rete di consenso e soprattutto di informazione da cui attingono i cronisti e i cittadini

Nel volantino distribuito nel corso della serata al San Carlo si legge, ad esempio, che “questa grande opera serve solo ai faccendieri del tondino e del cemento. Non serve ai residenti e ai turisti”. Forse ci vorrebbe un ritorno al giornalismo d’inchiesta per mettere insieme un collage’, un puzzle,  in grado di svelare ai cittadini ciò non pochi sostengono dietro le quinte. Pensiamo solo all’aumento di valore di tutti gli appartamenti (seconde case) che baciano i binari. Duemila, tremila? Dove più e dove meno. I grandi lavori pubblici sono da sempre una greppia per i partiti o comunque per chi tira le fila. Anche gli allievi politianti hanno imparato come funziona il Bel Paese.

Mentre lontano si odono le voci: “Siete dei qualunquisti, disfattisti, contro il progresso, ormai il popolo vi conosce, non potete confondere le mele marce che sono sempre esistite con chi fa solo gli interessi del bene comune”. Ci ripetiamo quanti sono coloro che hanno più di un’infarinatura degli argomenti al centro di scelte strategiche che riguardano soprattutto le future generazioni.

Dal 1969 ad oggi abbiamo scritto del tema su La Settimana Ligure, Nuova Liguria, Gazzetta del Popolo, Il Secolo XIX con la redazione di Albenga, poi da quella di Savona, sulla Gazzetta del Lunedi, su Trucioli Savonesi, e da 14 anni su Trucioli.it: 573 articoli.  Quasi sempre documentando. Abbiamo archiviato oltre 3 mila ritagli stampa. Insomma possiamo vantare un piccolo contributo alla conoscenza di progetti, dei protagonisti, degli opportunisti, di chi è sempre stato coerente senza sposare a priori questa o quella tesi. Tuttavia non finiamo mai di ascoltare, imparare, porsi domande. Mettere a frutto esperienza e testimonianza.

Luciano Corrado


L.Corrado

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