Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Pieve di Teco, l’Emporio racconta oltre un secolo di storia dei Cornaglia e Fazio. Quasi un supermarket con 25 mila articoli al servizio della Valle Arroscia


Pieve di Teco può fregiarsi non solo dei meravigliosi portici del 1400. Forse è quasi sconosciuto un suo primato dell’entroterra ligure: 35 chiese, oratori, ex conventi, cappelle, un santuario, rovine. Il paese può esibire la straordinaria storia di attività ricettive, artigianali e commerciali da meritare un album ad honorem. Trucioli.it, nel corso degli anni, ha ‘raccontato’ Albergo DellAngelo fondato a fine Settecento da Angelo Casella. Il ‘panificio Ferrari’, 1870, sesta generazione. E ora alla ‘scoperta’ dell’Emporio che  risale ai primi del ‘900. Gli anni con 4 mila residenti, dopo aver sfiorato i 5 mila abitanti (1861). Oggi 1.334.

Sovrasta l’ingresso del negozio la targa originale con il logo CGB ovvero le iniziali del proprietario originario. Cornaglia Giobatta, conosciutissimo a Pieve anche per aver rivestito la carica di Vicesindaco.
Il team famigliare: Giuliano Fazio con la moglie Eliana e la figlia Marta

Con Emporio iniziamo dagli ultimi discendenti, all’anno 1989.  E’ il 20 settembre quando il sindaco  prof. Luciano Brunengo rilascia “l’autorizzazione  per l’esercizio del commercio a posto fisso’ alla società in accomandita semplice di Giuliano Fazio & C. , nato a Pieve di Teco nel 1961. Sede dell’attività via Mario Ponzoni 134. Giuliano è figlio di Pietro Fazio e nipote di Giovanbattista Fazio.

Sono trascorsi 39 anni e Giuliano, con acquisita professionalità ed esperienza (sia negli acquisti, sia nelle vendita al dettaglio) è al servizio di una clientela, italiana e straniera, che può contare su una variegata scelta di 25 mila prodotti (tanti risultavano nell’ultimo inventario).

Al banco di vendita la moglie Eliana Vassallo e la figlia Maria che un giorno potrà mettere a frutto la ‘scuola di papà e mamma’, orgogliosa  di essere un punto di riferimento per gli abitanti della vallata, per i ‘foresti’ delle seconde case. Fiera di una resistenza famigliare di fronte all’imperversare e all’attrazione di catene commerciali. Un’attività di paese, che ha superato le sfide, caratterizzata da un’ampia varietà merceologica,  articoli, categorie e ricchezza dell’offerta e di gamma, qualità e capacità di soddisfare le esigenze della clientela e soprattutto un preziario di corretto ricarico.

Un passo indietro nel 1950 l’Emporio venne rilevato da Giobatta Cornaglia (1981- 1977) detto Ciollo, soprannominato ‘pesafumo‘ per la maniaca precisione nel pesare sulla bilancia  certa merce. Giobatta era lo zio dei fratelli Pietro Fazio, Maggiolino Fazio, Giovanbattista Fazio e Maria Fazio.

Giovanbattista era emigrato in Australia nel dopoguerra, con il negozio colse l’occasione per tornare al suo amato paese, riprendere a frequentare le amicizie dell’infanzia e della gioventù, riparlare il dialetto pievese, riscoprire il fascino delle cose semplici e senso della comunità dove tutti ci sia conosce e ci aiuta.

Ai nostri giorni l’Emporio non ha più il significato antico. Un emporio (in greco antico ἐμπόριον, empòrion) era, nel Mediterraneo  una località marittima adibita allo scarico, al deposito e alla vendita di merci. Poi logo di commercio all’ingrosso, spesso situato in zone costiere per favorire lo scambio tra merci straniere e locali. Ora un negozio che vende prodotti per molti usi e necessita. A Pive troviamo, ad esempio, pentolame vetreria, ceramica,  detersivi, tappeti, cuscini, articoli regolo, piccoli elettrodomestici, materiale elettrico, ferramenta, coltelleria, pittura, pennelli,  cordami e persino articoli da pesca.

“La nostra filosofia commerciale – fa presente Giuliano Fazio – è proporre anzitutto le migliori marche, garantiti e selezionati, con prezzi che tengono conto della serrata concorrenza. Siamo sempre strenui assertori di un vecchio e mai dissueto detto ‘Un cliente soddisfatto è la migliore pubblicità”.

 

 

 

 

 


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