Trucioli

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Io, turista e scrittore, alla scoperta dell’arte dei presepi di Vezzi Portio e di Spotorno


“Presepi nel tempo a Spotorno”, grazie alla collaborazione fra l’Associazione Presepistica “Tra Mole e Lanterna” e il Circolo Socio Culturale Pontorno ODV. A Vezzi Portio il presepe del Maestro Marco Pastorino.

di Ezio Marinoni

Nel periodo natalizio, a Spotorno si è rinnovata anche quest’anno la magia del presepe. Dal 25 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026 il Circolo Socio Culturale Pontorno ODV e il Comune di Spotorno hanno allestito la mostra “Presepi nel tempo”, presso la Sala Espositiva dell’ex Hotel Palace, in via Aurelia 121, con la partecipazione dell’Associazione Presepistica “Tra Mole e Lanterna”:

Al bancone di ingresso, Pinuccio Bausone, Presidente di Pontorno, ha accolto i visitatori, insieme a Simona Usai e a Gianni Rumere, due coniugi e coltivatori canavesani che si spostano sporadicamente in Liguria nel periodo invernale e collaborano con la associazione culturale spotornese.

Un volantino dal sapore storico ha raccontato l’impegno di Pontorno alla salvaguardia del canale che portava l’acqua dalla località Baixi all’ex convento dei Cappuccini, ma questa è un’altra storia…

L’esposizione ha raccontato il presepe nelle sue diverse forme ed epoche, grazie al lavoro e alla passione di numerosi maestri presepisti di questa associazione: Alberto Alloisio, Luigi Barducchi, Ermete Benedetti, Emilio Burri, Pier Luigi Calogiuri, Daina Civallero, Paolo Lamberti, Giuseppe Mancuso, Marco Mantero, Guglielmina Novarina, Marco Pastorino, Mauro Rosa, Flaviano Schenone.

Inoltre, erano presenti le opere di altri maestri: Roberto Briano, Claudio De Pasquale, Gian Carla Roso, Gianni Rumere, Paolo Scalambro, Luciana Scarone, Simona Usai, Andrea Zaffarano, Centro Sociale Anziani Polivalente di Spotorno.

La Associazione Mole Lanterna nasce da alcuni amici appassionati dell’arte presepiale, di età ed esperienze lavorative diverse, accomunati dall’amore per l’arte, che hanno deciso di dedicare il loro tempo libero alla costruzione di scene presepiali, ritrovandosi per lavorare insieme su idee e progetti.

Il loro obbiettivo principale è divulgare l’arte presepiale, mantenendo viva una tradizione nata nel 1223 grazie a San Francesco d’Assisi, con l’intento di tramettere al altri questa passione. A questo scopo, durante l’anno l’Associazione organizza corsi teorici e pratici aperti a tutti, soci e non soci; nel periodo natalizio allestiscono presepi e partecipano a mostre, sia a carattere locale che nazionale.

Alcuni presepi in mostra sono stati, a mio avviso e per la mia sensibilità, particolarmente suggestivi: una scenografia palestinese, autentico luogo della nascita di Gesù; una serie di personaggi in movimento, su ispirazione di un presepe vivente; un presepe “appeso” su un albero di Natale, a simboleggiare entrambe le anime della principale festa cristiana; la vita di Gesù in alcune scene, come una sacra rappresentazione; un gatto nel presepe.

Di fronte a queste immagini, create con materiali svariati e diversi, ciascuno, grande o piccino, può emozionarsi e sostare in riflessione ammirata ed estasiata; i credenti tornano alle origine della fede, i non credenti possono trovare la realtà familiare descritta nel suo più intimo calore.

La scelta di denominarsi “Associazione Presepistica tra Mole e Lanterna” origina dalla necessità di rappresentare la condivisione di intenti fra persone che vivono in città e regioni diverse d’Italia, in particolare in Piemonte (Mole) e Liguria (Lanterna), auspicando e promuovendo la partecipazione di altri soci provenienti da città e regioni diverse.

L’Associazione è nata il 18 giugno 2024, fondata dai soci Pier Luigi Calogiuri, Torino; Paola Barchetta,Torino; Ermete Benedetti, Chivasso; Valeria Valeri, Chivasso; Marco Pastorino, Spotorno; Cosimo Martire, La Loggia (TO); Rocco Muscedra, Torrazza Piemonte (TO).

In questi ultimi mesi, ha allestito anche le mostre di Chivasso (29 novembre 2025 – 6 gennaio 2026) e Narzole (6 dicembre 2025 – 6 gennaio 2026).

Un altro presepe è stato allestito nella navata sinistra della chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta di Spotorno, fra altre opere d’arte barocche della pittura e scultura ligure.

Dal canto suo, il Circolo Socio Culturale Pontorno ODV si è costituito in Spotorno il 10 maggio 2012, con ultima modifica statutaria approvata il 27 aprile 2019.

Sul sito www.spesturno.it (Archivio Storico e Fotografico Spotornese) è visibile una parte del grande lavoro espletato dai soci in questi anni, messo a disposizione del pubblico con encomiabile generosità. Giuseppe (Pinuccio) Bausone è stato riconfermato Presidente di Pontorno lo scorso anno, come rendicontato su Trucioli (Anno XIII Numero 84 del 24 aprile 2025): Pio VII a Spotorno, la rievocazione. 2/ Bausone riconfermato presidente del Circolo Socio Culturale Pontorno ODV – Trucioli

Vale la pena ricordare che Pontorno ha la sede sociale nella restaurata Villa La Carlina, che fu la residenza del pittore Gigetto Novaro (Trucioli, Anno XI Numero 28 del del 23 febbraio 2023): Spotorno: Gigetto Novaro, pittore. A Villa La Carlina, donata al Comune, le testimonianze di una vita d’artista – Trucioli

Gran parte dei libri pubblicati dalla Associazione sono digitalizzati nel sito, insieme ad altre opere e testi, che contribuiscono alla conoscenza della storia locale e del territorio. Di recente, è stato ripubblicato il libro Spotorno come era… Spotorno come è, con l’aggiunta di due pagine dedicate alla scomparsa Villa Bernarda (pagg. 90 e 91), in occasione del centenario di Lawrence (“Lawrence forever”), ma questa è un’altra storia.

Il presepe palestinese

Giusto e doveroso, in conclusione, il ringraziamento al Comune di Spotorno (al Sindaco Mattia Fiorini, all’Assessore alla Cultura Gianluca Giudice e a tutti coloro che hanno lavorato nello staff consiliare e comunale per la riuscita delle manifestazioni) per il sostegno offerto a queste iniziative, e per gli allestimenti natalizi sparsi nel paese che hanno illuminato, è il caso di dirlo, le fredde notti del periodo natalizio e post natalizio.

La Sala Espositiva dell’ex Hotel Palace è, infine, un salto all’indietro nel tempo, una emozione dentro l’emozione, un luogo che può descrivere tanta storia spotornese, come già raccontato da questa testata (Trucioli, Anno XIII Numero 87 del 22 maggio 2025): Che cosa è stato l’Hotel Palace per Spotorno? Più di uno scenario cinematografico e… – Trucioli

Sulla parete sinistra della sala conferenze sono allineati sei dipinti del pittore Aldo Raimondi, realizzati negli Anni Trenta del Novecento e donati dall’artista all’A.P.T. locale. Erano gli anni del Premio Bagutta a Spotorno, quando artisti di fama nazionale e internazionale cercavano ispirazione in questo piccolo lembo di terra rivierasca.

Da Spotorno a Vezzi Portio la distanza è breve e si percorre in una manciata di minuti. Il panorama cambia più volte sotto i miei occhi: dall’azzurro del mare al verde dei prati e dalla spiaggia alla montagna, fra curve strette e tornanti che regalano colpi d’occhio spettacolari, per quanto consenta la guida dell’auto.

A proposito di Vezzi, Goffredo Casalis così scriveva: « Il paese è diviso in due parrocchie e in due villaggi distinti, chiamati l’uno Vezzi di sopra, o s. Filippo, ove sta la casa comunale; ivi è pure la rettoria; l’altro Vezzi di sotto, o s. Giorgio, di recente costruzione, insignito del titolo di prepositura. Questi due borghi vengono poi suddivisi in sette cantoni, denominati dei Ginzi, della Rovere, del Monte, della Costa, di Campei, di Gravarie e Contrade di sotto. »

(…) « Questo comune è circondato quasi a semicircolo da quattro monti, i quali sono: Montealto, Roccie di Frabosa, Cerro e Besba; sui tre primi accamparono le truppe francesi ed austriache nell’anno 1792: dalla cima del Montealto, che è popolato di faggi, si gode della vista di un estesissimo orizzonte. »  (…) « Vi esistono gli avanzi di un antico palazzo, che vuolsi fosse posseduto dai marchesi del Carretto. » (…) « Popolazione 438. » Goffredo Casalis, Dizionario geografico storico-statistico commerciale degli Stati di S. M. il Re di  Sardegna, Torino, 1833 – 1855, volume 25.

L’odierna Vezzi Portio è un Comune sparso che conta circa 790 abitanti, sulle alture fra Spotorno e Noli ; la sede comunale è situata nella frazione di Magnone. L’attuale territorio comunale era diviso nei due principali borghi di Vezzi e di Portio, che hanno vissuto un diverso contesto e sviluppo storico, si sono sviluppati con storie complesse, dal Medioevo all’età moderna, fra dominazioni diverse.

Vezzi ha fatto parte della Castellania di Quiliano, sotto la dominazione feudale della famiglia Del Carretto. Nel 1142 i Marchesi cedono il territorio al Comune di Savona che, nel 1261, infeuda il borgo alla nobile famiglia genovese dei Cicala.

Portio, compreso nel Marchesato di Finale fino al 1598, ne segue le sorti nella successiva dominazione spagnola; dal 1713 entra nella Repubblica di Genova.

Con la dominazione napoleonica i due territori di Vezzi e di Portio rientrano dal 2 dicembre 1797 nel Dipartimento del Letimbro, con capoluogo Savona all’interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile 1798, con i nuovi ordinamenti francesi, entrano a far parte del V Cantone, con capoluogo Feglino, della Giurisdizione delle Arene Candide; dal 1803 centro principale del V Cantone delle Arene Candide nella Giurisdizione di Colombo. Annessi al Primo Impero Francese, dal 13 giugno 1805 al 1814 sono inseriti nel Dipartimento di Montenotte. Nel 1815 Vezzi e Portio vengono inglobate nel Regno di Sardegna, dal 1861 Regno d’Italia.  Dal 1859 al 1927 i due territori sono compresi nel VI mandamento di Noli nel Circondario di Savona, in Provincia di Genova. Nel 1871, con Regio Decreto, i due Comuni di Vezzi e di Portio vengono soppressi e costituiti nell’unica e attuale unità amministrativa che, nel 1927, passa sotto la neo costituita Provincia di Savona.

Superati due incroci nei quali occhieggiano evocativi nomi di borgate dai nomi poetici che sanno già di Appennino, eccomi a Portio, una manciata di case e due chiese che si fronteggiano sui lati della strada che attraversa l’abitato.

La chiesa del Santo Sepolcro, un tempo parrocchia, è frutto dell’ampliamento di una più antica chiesa con orientamento perpendicolare rispetto all’attuale, operato probabilmente a partire dal Settecento, che le ha fatto assumere l’attuale fisionomia, soprattutto interna, nel corso del secolo XIX. La struttura della chiesa originaria è ancora visibile sul retro del lato destro dell’attuale edificio, dietro la canonica.

Opposto al Santo Sepolcro, si trova l’Oratorio di San Bernardo, sede della omonima Confraternita. L’edificio ha dimensioni modeste, a navata unica con presbiterio ad abside  semicircolare. La facciata, in stile barocco, è alleggerita da un finestrone trilobato sopra il portale di ingresso. La confraternita, già esistente nel 1585, pare aver avuto origine da uno smembramento dell’originaria Confraternita di San Bernardo, nella vicina frazione di Magnone. All’interno, possiede un crocifisso processionale e una statua lignea del Santo Titolare.

Anche quest’anno Marco Pastorino, Maestro Presepista, ha allestito il suo presepe nell’Oratorio di San Bernardo. Riprendiamo l’intervista da lui rilasciata a Trucioli (Anno XII Numero 18 del 21 dicembre 2023):

Intervista/ Marco Pastorino operaio e il suo presepe a Vezzi Portio. Un vero capolavoro artistico che rinnova la magia del Natale – Trucioli

Il nuovo allestimento occupa la parete destra dell’Oratorio, in una dinamica di composizioni disegnate dalle sue mani e dalla sua fantasia. E Marco Pastorino è lì, in mezzo alla sua creatura, fra le statuine da lui create con passione, instancabile a spiegare a ciascun visitatore ogni particolare, ogni dettaglio, a partire dalle lucine che illuminano il cielo stellato. Tra le luci e le ombre dell’ambiente e l’aria chiaroscurale che si effonde ovunque, si respira la magia del Natale e dell’attesa, nella rappresentazione della Natività come scena di vita che si completa quando i Magi portano i loro doni.

Ezio Marinoni

 


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