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Un mondo alla rovescia! Israele, il genocidio palestinese, il progetto sionista di Theodor Herzl. Il governo italiano criminalizza gli antisionisti, anche ebrei


Riceviamo- Alla Redazione di Trucioli.it. La Corte Internazionale di Giustizia sta processando lo Stato di Israele per sospetto genocidio nei confronti del Popolo palestinese, ma già ora ha riscontrato che Israele ha compiuto atti plausibili di genocidio e l’ha ritenuto responsabile di apartheid e di occupazione illegale dei Territori Occupati palestinesi, richiedendo, inascoltata, di lasciarli liberi al più presto.

di Ireo Bono*

Francesca Albanese è una giurista, esperta di diritti umani e di Medio Oriente, che dal maggio 2022 ricopre la carica di Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati dal 1967. Studiosa affiliata all’Institute for the Study of International Migration della Georgetown University

La Relatrice dell’Onu per i diritti umani in Palestina, Francesca Albanese, la Commissione d’Inchiesta Onu, presieduta da Navi Pillay, le principali associazioni internazionali per i diritti umani, Amnesty International, HRW, MSF, associazioni per i diritti umani ebraiche come B’Tselem e Phisicians Human Rights-Israel (PHR-I), l’Associazione Internazionale Esperti di Genocidio, storici e studiosi ebrei di genocidi come Ilan Pappé, Avi Shlaim, Raz Segal, Omer Bartov, Amos Goldberg, Lee Mordechai e molti  altri,  hanno riconosciuto lo Stato di Israele responsabile di genocidio.

Oggi la comunità scientifica dei giuristi e degli storici, in grande maggioranza, ritiene che, in Palestina, lo Stato di Israele stia perpetrando un genocidio. Lo storico ebreo israeliano Ilan Pappé da anni parla di genocidio ‘ingravescente’ , in pieno accordo con la Relatrice dell’Onu, Francesca Albanese,  già iniziato nel 1948 con la pulizia etnica di 750.000 palestinesi che dovettero lasciare le loro case, con la distruzione di circa 500 paesi e cittadine palestinesi e l’appropriazione israeliana del 78% del territorio della Palestina storica, ciò che i Palestinesi chiamano ‘Nakba’, per la realizzazione del progetto sionista di uno Stato ‘ebraico’ come proposto dal sionista Theodor Hertz nel Congresso Mondiale del Sionismo nel 1897 a Basilea, un progetto perseguito in pratica da tutti i governi israeliani a partire da quello di Ben Gurion, ignorando però che in Palestina viveva da secoli un popolo indigeno, gli Arabi palestinesi. Nel 1897 la popolazione della Palestina era per il 96% araba musulmana e cristiana con una corrispondente proprietà della terra, mentre gli ebrei erano il 4%.

Nella seconda metà del 1800 ci fu in Palestina un Sionismo culturale-spirituale fondato dal pensatore e scrittore Ahad Ha’am, sostenuto da intellettuali come Martin Buber, Judah Magnes, Hannah Arendt, l’Associazione Brit Shalom che riconosceva l’esistenza di un’identità nazionale ebraica e proponeva la creazione di un centro religioso-culturale senza mire egemoniche territoriali con la consapevolezza dell’esistenza di una popolazione araba con la quale convivere e, nei primi tempi delle migrazioni ebraiche in Palestina (Aliyah), con la fondazione dei  Kibbutz, parve che il sionismo  avesse caratteri socialisti, ma ben presto prevalse un altro sionismo, quello politico di Theodor Herzl, Zeev Jabotinsky, Ben Gurion, Menachem Begin, Yitzak Shamir. Un movimento nazionalista e colonialista, come dichiarato pubblicamente da Jabontinsky ed in modo più cauto anche da Ben Gurion sebbene già nel 1938 avesse detto che per la creazione del futuro Stato ebraico sarebbe stato necessario un trasferimento degli Arabi  palestinesi, in quanto ospiti indesiderati ed ostacolo. Un movimento con un messianismo religioso che sulla base di quanto scritto nei libri sacri, considera tutta la Palestina proprietà degli Ebrei per volontà di Dio.
Lo Stato attuale di Israele, con due milioni di arabi palestinesi, che si definisce ‘ebraico’ in base alla legge dello Stato-Nazione approvata dalla Knesset nel 2018 e che riconosce la nazionalità solo agli Ebrei, non é democratico ed é il prodotto del Sionismo, realizzato dai governi israeliani con il terrorismo, il rifiuto del diritto al ritorno, la pulizia etnica, l’apartheid, la colonizzazione d’insediamento, descritti molto bene dai ‘nuovi storici’ ebrei israeliani, Ilan Pappé, Benny Morris, Avi Shlaim, Tom Segev, nei loro libri.
Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich sono i due ministri più estremisti del governo israeliano guidato da Benjamin Netanyahu. I media internazionali e Tv hanno rivelato che durante una visita in una prigione israeliana il ministro Ben Gvir ha invocato la pena di morte per i detenuti palestinesi  stesi a terra, a pancia in già e con le mani legate dietro la schiena. Sono stati anche denunciati da legali ebrei abusi sessuali e sodomizzazioni

Oggi, il Primo ministro Netanyahu ed i suoi ministri Ben Gvir e Bezalel Smotrich, stanno attuando il progetto del Sionismo per uno Stato ebraico, con il silenzio e la complicità dei governi europei e statunitensi, e lo dichiarano pubblicamente e impunemente :” Tutta la Palestina deve essere ebraica, dal Mediterraneo al Giordano, ed anche di più” e il ministro della Diaspora, Amichai Chikli nell’aprile 2025 :” Il conflitto non sarà risolto finche l’identità palestinese non cesserà di  esistere“, parole che indicano la volontà di cancellare il Popolo palestinese. Solo i politici ed i media italiani ed europei ignorano la storia ed il genocidio israelo-palestinese.

La giornalista ebrea israeliana Amira Hass, nell’articolo “Israele sogna la grande espulsione” pubblicato su Haaretz nel marzo 2023, mesi prima dell’attacco palestinese del 7 ottobre, scriveva :”Lattuale governo israeliano é pericoloso per molti ebrei, anche per quelli che lo hanno votato. Ma prima di tutto é pericoloso per i palestinesi. I suoi ministri più influenti, Bezalel Smotrich e Ben Gvir, vogliono la grande espulsione, e per questo é necessario creare caos sul piano politico militare. In altre parole ci vuole una guerra. Durante una guerra sarà più facile ripetere la Nakba, la creazione dello Stato ebraico del 1948, con l’esclusione di centinaia di migliaia di palestinesi.....Già prima della sua fondazione, lo Stato di Israele considerava i Palestinesi un’eccedenza non necessaria , da ignorare nel migliore dei casi e da eliminare nel peggiore”.  Parole non  profetiche, ma di chi conosce la situazione israelo-palestinese, confermate da un altro giornalista ebreo-statunitense, Peter Beinart, Direttore di una scuola di giornalismo a New York e tra i fondatori di Jewish Currents che, intervistato da Lucio Caracciolo ( marzo 2023-Israele contro Israele), diceva : Il problema di Israele é la supremazia ebraica. Israele é uno Stato di apartheid che nel prossimo futuro potrebbe effettuare una nuova espulsione di massa dei Palestinesi….Il Sionismo come progetto geopolitico non é in crisi. Resiste l’idea di avere uno Stato suprematista ebraico che controlla sempre più territorio con sempre meno popolazione palestinese. L’attuale governo é una continuazione dell’ethos sionista”.
E già nel  giugno 2009, dopo il criminale bombardamento israeliano di Gaza (Piombo fuso) che causò grande distruzione e la morte di circa 1400 palestinesi in gran parte civili,  lo  storico Ilan Pappé intervistato da Mila Pernice (intervista visibile in internet “Solo lasciando alle spalle l’ideologia sionista ci sarà una possibilità per la pace”) diceva :”Credo sia molto importante rifarsi alla storia per poter capire ciò che soffre il popolo palestinese, e come in realtà é iniziato il conflitto . C’é una vasta demonizzazione della parte palestinese ed una mistificazione dei fatti che, a partire dal progetto colonialista avviato alla fine del diciannovesimo secolo, hanno  visto i Palestinesi combattere contro questa colonizzazione, cosa che fanno ancora oggi”….Credo che soltanto quando la società israeliana e lo Stato israeliano si lasceranno alle spalle l’attuale ideologia che disumanizza i Palestinesi e che non prevede nessun posto per i Palestinesi in Palestina, soltanto quando questa ideologia razzista sarà scomparsa, ci sarà una vera possibilità per la pace e la riconciliazione“.
Gli ebrei antisionisti, cui va tutta la mia ammirazione, sanno chi é l’aggressore e chi é l’aggredito, e lo dicono.
Dinnanzi all’evidente genocidio palestinese attuato dagli Ebrei sionisti israeliani per la realizzazione del progetto sionista di uno Stato ebraico , con la complicità dei governi europei e statunitensi, delle lobby sioniste ebraiche ed evangeliche, come ben documentato dagli storici John Mearsheimer e Stephen Walt nel libro ‘La Israel Lobby e la Politica Estera Americana’, delle decine e decine di aziende che traggono profitti dall’occupazione e dal genocidio palestinese, come denunciato dalla Relatrice dell’Onu, Francesca Albanese nel libro ‘Dall’Economia dell’occupazione all’Economia del Genocidio’, in quanto antisionista aderente alla Campagna BDS contro Israele, con la speranza che Ebrei israeliani e Arabi palestinesi possano vivere in uno Stato comune e con uguali diritti per tutti, ritengo vergognoso dal punto di vista etico, un segno di ignoranza della storia israelo-palestinese, un danno per la diaspora ebraica ed un ostacolo alla pace, il fatto che il governo italiano non abbia fatto nulla per fermare il genocidio, per aiutare la Relatrice dell’Onu per i diritti umani in Palestina, l’italiana Francesca Albanese, e che con l’aiuto di parlamentari dell’opposizione appartenenti al PD e a Forza Viva abbia approvato alla Commissione Affari Costituzionali una legge che equipara l’antisionismo all’antisemitismo, un primo passo per mettere fuori legge e passibili di sanzioni gli antisionisti, compresi quelli ebrei antisionisti che sono la parte migliore della società ebraica in quanto principali sostenitori di una convivenza pacifica tra Ebrei israeliani e Arabi palestinesi.
Invece di delegittimare il Sionismo, causa principale del genocidio palestinese, il governo italiano criminalizza gli antisionisti e sostiene il Board of Peace di Trump, legittimando così la continuazione del genocidio e la cancellazione dell’Onu.  Un mondo alla rovescia!
Cordiali saluti
Ireo Bono
(medico oncologo in pensione)

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