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Savona: Bruno Marengo, già sindaco e scrittore, si racconta. ‘Il candidato dell’orto europeo’


Savona, 26 marzo 2025, ore 18. Posti a sedere esauriti e alcuni spettatori in piedi nella Sala Rossa del Comune di Savona, per la prima presentazione del libro di Bruno Marengo Il candidato dell’orto europeo (Deferrari Editore).

di Ezio Marinoni

Savona Bruno Marengo alla presentazione del suo libro in Sala Rossa affollata

Poco più di due anni fa, il 9 marzo 2023 (Trucioli, Anno XI, Numero 30) ricordavo ai lettori il suo ottantesimo compleanno, ripercorrendone la lunga carriera, prima politica e poi letteraria: https://trucioli.it/2023/03/09/bruno-marengo-i-suoi-80-anni-auguri-ultimo-scrittore-di-spotorno-una-vita-impegnata-raccontata-fra-amici-al-bar/

E lui, che fa? Ancora una volta, stupisce tutti e snocciola una autobiografia umana e politica, un nuovo exploit da scrittore. Marengo gioca su un espediente letterario, a partire da una più o meno immaginaria campagna elettorale europea (quante ne ha viste! a Savona, a Genova e, infine, nella sua Spotorno), nella quale un immaginario candidato, ormai ottuagenario, si racconta a una giovane giornalista free lance.

A distanza di ben trentadue anni dalla sua prima fatica letteraria (A Spotornooo…., 1993, Sabatelli Editore), la freschezza della narrazione, la verve auto-ironica che alleggerisce anche i momenti drammatici e una visione politica sono le basi portanti di questo libro, impossibile da definire. A mio avviso, infatti, non è un “memoir”, non è una autobiografia, non è romanzo e nemmeno un racconto lungo: potrebbe diventare un manifesto politico per un partito o raggruppamento politico che volesse prendere in mano con serietà il grande patrimonio e l’eredità di una Sinistra dissoltasi dopo il 1991.

Potrebbe anche essere una favola: il luogo in cui si svolge l’intervista è il Bistrot della Luna, fra realtà e immaginazione, animato dalle presenze di Messer Lunatico e della proprietaria, una signora simpatica dalla lunga treccia, come una Monna Luna immaginaria, fra un racconto donchisciottesco, che Marengo ama e sa leggere in lingua originale e un volo pindarico fra sogno e realtà.

Inizia un lungo viaggio che, pagina dopo pagina, accompagna il lettore a ritroso nel tempo, ma con uno sguardo sempre al presente: le lotte di oggi, le ingiustizie e le disuguaglianze sociali, la fatica dei giovani nel mondo del lavoro, dominato da un capitalismo selvaggio, senza regole, senza più avversari. E la memoria diventa un valore, non scade mai nella nostalgia, sull’onda di tante esperienze vissute in prima persona e in prima linea, per dare un senso a tutto quel che una generazione ha fatto e sognato, con la voglia di far contare le proprie idee e di cambiare il mondo di allora.

Un percorso a ritroso nel tempo permette di recuperare citazioni, eventi, storie di viaggi dall’Asia Centrale ai Caraibi, relazioni intrecciate ovunque, con lo spirito di costruire ponti e non chiudere mai le porte a nessuno. Quel vissuto non ha perso di significato, soltanto perché sono cambiati o sembrano smarriti i riferimenti culturali e politici, oggi inusuali se non sconosciuti ai giovani; la domanda che aleggia nell’aria è: come fare a riprenderli?

Franco Astengo, Marcello Zinola e Franco Zunino in Sala Rossa

La presentazione savonese si è avvalsa dei contributi e degli interventi di Franco Astengo, Franca Ferrando, Franco Zunino e Marcello Zinola, con una serie di testimonianze dirette di alto valore. Ne emerge che nella Federazione savonese del P.C.I. Bruno Marengo disegnava vignette durante i dibattiti e questo serviva a sdrammatizzare, insieme alla sua perenne leggerezza e ironia. Il suo mondo di persone e incontri veleggia verso l’Utopia più alta, la giustizia nella società e la libertà degli esseri umani.

Egli è un fine narratore, come abbiamo ricordato sia per i luoghi dell’amore savonesi, filtrati sulla patinata e rimpianta rivista di cultura Villa Cambiaso (Trucioli, Anno XIII, N. 74): https://trucioli.it/2025/02/13/san-valentino-i-luoghi-dellamore-tra-savona-e-spotorno-raccontati-da-bruno-marengo-sulla-rivista-villa-cambiaso/ sia per ambienti genovesi scomparsi, vittime di speculazioni ed errori urbanistici (Trucioli, Anno XII, N. 39): https://trucioli.it/2024/05/09/riscoprire-una-genova-che-non-esiste-piu-un-racconto-e-un-libro-tra-le-mani-di-bruno-marengo/

La prof. Franca Ferrando

Con la sua voce, dopo gli interventi, Marengo riprende un episodio, fra i tanti. Nel 1992 era Sindaco di Savona, il gemellaggio con l’isola di Saona porta a donare un generatore di corrente ai locali pescatori privi di mezzi. Con lui c’era Piero Astengo, parte della minoranza e presente in Sala Rossa alla presentazione, con un senso oggi perduto di rispetto delle persone, pur nelle diverse posizioni. Nell’incontro con la delegazione cubana, Antonio Nùñez Jiménez inizia con i suoi “Saludos a los compañeros de Savona”, Piero Astengo risponde: “Yo no soy un compañero… yo soy un democratico”.

In conclusione, Bruno Marengo lancia una speranza per il futuro, pur nella difficoltà di riannodare i fili tra passato e presente. La sua generazione ha tenuto la schiena diritta, forte di una scuola della politica che formava anzitutto le persone; il Partito Comunista formava i suoi quadri per trasferire questa cultura alle persone, non solo in senso gramsciano, in quanto una massa senza cultura è plebe. Ciò valeva ai tempi dei Romani e vale ancora oggi, con le nuove povertà e schiavitù che avanzano, anche nel mondo occidentale, anche nella nostra Italia.

Quel Bistrot della Luna, nel quale ho avuto l’onore di sedermi, accanto a Bruno Marengo, per dialogare a lungo con lui su temi storici e politici, sia l’auspicio di un nuovo luogo di formazione, un cenacolo politico e sociale, nel piccolo mondo antico di Spotorno, con una bottiglia del vino di Lady Chatterley sul tavolino, per brindare alla “rinascita” di tempi migliori.

Ezio Marinoni


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Ezio Marinoni

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