Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Santa Corona: ‘Io che lavoro al pronto soccorso posso testimoniare’. E il segretario Pd di Albenga: ‘Ecco perché urliamo contro Toti’


Silvia Rozzi è Consigliere Comunale Capogruppo FdI a Pietra Ligure. Ma non si affida al linguaggio politichese. Infermiera del Pronto Soccorso del Santa Corona. Ha studiato Master in Soccorso Avanzato in Emergenze Extraospedaliere presso Policlinico Gemelli – Roma. Non è la prima volta che trucioli.it pubblica resoconti, analisi, testimonianze, proposte della Rozzi, vera ‘combattente’  sul primo fronte delle emergenze.

Silvia Rozzi infermiera profesionale al Pronto Soccorso del Santa Corona e capogruppo di Fratelli d’Italia a Pietra Ligure

Il suo post- Eppure non è difficile da capire. Un Pronto Soccorso deve avere alle spalle delle specialità e dei posti letto. Il DM 70 definisce gli standard per garantire tutela della salute (ad esempio un reparto di Chirurgia Generale o di Ortopedia per min 100.000 e max 200.000 abitanti). E per garantire sicurezza e qualità va raggiunta una determinata casistica. Chiamiamo le cose con il proprio nome. Il Pronto Soccorso non è un ambulatorio. Per contrastare l’iper afflusso (soprattutto estivo) servono strutture e percorsi diversi.

PS: senza discutere del fatto che i concorsi per lavorare in Pronto Soccorso vanno deserti o quasi.. da dove si pensa di attingere il personale per aprirne altri?
COMMENTI E REAZIONI, REPLICHE CHE MERITANO RIFLESSIONI
1) Sergio Collodoro- C’era un ospedale con molte specialità, un pronto soccorso funzionante. Costruito nel 2006, pagato in buona parte con denaro proveniente dalla vendita del vecchio ospedale. Svenduto a pezzi, smantellato. Peccato che il comprensorio e l’utenza siano rimasti tali a prima, pur se sono peggiorate viabilità e servizi. Quindi non ripari l’operato delle giunte degli ultimi vent’anni dietro a quel decreto, mal interpretato e smentito anche dal ministero competente. Se la gente pretende di non essere venduta a poco valgono i discorsi di precisazione sulla qualità del pronto soccorso. Anche altre risorse, costose, vengono usate per banali situazioni, diversamente risolvibili. Ma in quel caso nessuna voce professionale se ne lagna.
2) Silvia Rozzi a Collodoro: Cerco di contestualizzare il discorso alla realtà odierna e territoriale. Per il resto: https://www.quotidianosanita.it/…/studi…/articolo.php…
In 10 anni chiusi 173 ospedali in Italia, personale ridotto di 46 mila unità, scarsi progressi sull’assistenza territoriale…
3) Sergio Collodoro a Silvia Rozzi: Capisco. Ma se si continua a contestualizzare senza denunciare lo sfascio e chi ha sfasciato, si avalla solamente. Qui invece c’è da arrabbiarsi pesantemente e svegliarsi. Ricordare chi e come ha sabotato e svenduto la cosa pubblica, non solo sanitaria. Però vale la pena ricordarsi che la sanità è regionale da vent’anni e che il SSN è solo una sigla.

4) Andrea Bronda (leghista della prima ora ai tempi di bossi ed ex segretario è

Andrea Bronda

provinciale, ora assessore comunale a Vendone, oltre che milite assiduo della Croce Bianca): Sante Parole….peccato per i poco Onorevole e altri che vendono fumo…..nel tentativo di racimolare qualcosa…..mentono sapendo di mentire…..non aggiungo altro…

5) Luigi Tezel (è stato consigliere di minoranza a Laigueglia): Io credo che fosse meglio appaltare e finire li ciò che non fa il pubblico lo può fare egregiamente il privato….la situazione è al collasso e irreversibile secondo me il Santa Corona deve fare solo il dea di 2 livello non si può ingolfare un ospedale specializzato per le punture delle tracine o

Luigi Tezel

meduse. Albenga deve riaprire come pronto soccorso di base e se manca il personale meglio appaltare che mettere le cooperative ho più fiducia in un policlinico che delle cooperative chiamate per tappare i buchi inoltre il punto di primo intervento con i medici di famiglia come direbbe Fantozzi è una grande c… non ci va nessuno e paghiamo fior di euro i medici di famiglia che in un ospedale non sono mai stati. Io sono per il pubblico ma qui ormai siamo alla distruzione totale salviamo il salvabile con un Santa Corona come si deve e un ospedale dato ai privati in convenzione….Già oggi siamo ricorsi alle cooperative meno qualificate di un policlinico come Monza o altri…Santa Corona deve fare veramente il dea di 2 livello non ospedale con pronto soccorso per tutti.

5) Elena Dellisola: Il pubblico e il privato devono imparare a convivere , come in altre realtà regionali che funzionano meglio delle nostre. Un po come la mafia e lo stato ….come diceva Falcone.

6) Giovanni Bozzano: Se non deve essere un ambulatorio allora dovreste avere le palle di

Giovanni Bozzano

mandare a casa le persone dopo il triage e dirgli di andare da loro medico della mutua……. Resto comunque basito che tu, con anni anche da volontaria, possa accettare che un codice rosso da Andora debba andare fino a Pietra Ligure, magari anche senza automedica o elisoccorso. Ciao Silvia. Siamo onesti…. Capo Toti comanda e tutta la coalizione obbedisce…

7) Silvia Rozzi a Bozzano: Se fossi io il politrauma di Andora vorrei andare fino al Dea di II livello senza soste intermedie (hai abbastanza esperienza per conoscerne le motivazioni cliniche). Se mio padre fosse lo STEMI di Andora vorrebbe arrivare direttamente dove c’è l’emodinamica, senza soste intermedie. Le “soste intermedie” sono il grande lavoro che svolge il 118 e che con questa continua demagogia del codice rosso al pronto soccorso più vicino state sminuendo.

COMUNICATO STAMPA di Ivano Mallarini, Segretario circolo PD Albenga

Ivano Mallarini segretario del Pd ingauno

Il Re è nudo”. Il velo di incertezze che re Toti aveva cercato di costruire è volato via ed ha messo a nudo il fatto che dietro al depotenziamento dell’ospedale di Albenga ed alla chiusura del punto di primo intervento c’è solo la sua volontà politica. Lo avevamo già visto con i falliti tentativi di privatizzazione e lo abbiamo denunciato per anni urlando lo slogan “Ospedale Pubblico Sempre!” Ora urliamo “Senza Pronto Soccorso di Muore” insieme a tutto il comprensorio ingauno e del ponente savonese

E sappiamo che se l’ospedale di Albenga non avrà un pronto soccorso non sarà dovuto al DM 70 o ad un “la Legge non lo consente”, ma solo alla volontà politica dell’attuale Amministrazione Regionale a guida Toti.

La risposta alla Interrogazione posta dall’On Franco Vazio al ministro Speranza ha chiarito che il DM 70 stabilisce solo gli standard minimi e che “è pertanto alla Regione interessata che compete, nel rispetto degli standard minimi disciplinati dal decreto in questione, il compito di programmare e attuare la rete ospedaliera”.

La verità è che nessuna legge impedisce che si possa puntare sull’ospedale di Albenga riaprendo il pronto soccorso e costruendo tutti i reparti necessari per rispondere alle esigenze del territorio anche ampliando l’attuale struttura. Ciò che lo impedisce è solo la volontà politica del governatore Toti .

IL SINDACO DI ALBENGA TOMATIS

ESPONENTE DEL PD E MEDICO DI FAMIGLIA

COMUNICATO STAMPA – Il sindaco Tomatis: “Il pronto soccorso si può fare. Chiediamo che i consiglieri regionali si esprimano chiaramente su questo tema. Basta scuse!”

 “Adesso ci aspettiamo una presa di posizione chiara e decisa da parte di tutti i consiglieri regionali, sia di maggioranza sia di opposizione, sul Pronto Soccorso ad Albenga.” Queste le parole del sindaco Riccardo Tomatis dopo la risposta all’interpellanza presentata dall’On. Ingauno Franco Vazio relativa all’interpretazione del DM 70.“Il DM70 dietro cui si trinceravano alcuni, compresi i consiglieri di minoranza di Albenga, oggi non può più essere presa come scusa per non unirsi alla battaglia che abbiamo intrapreso insieme alle associazioni del territorio per la tutela del diritto alla salute dei cittadini del nostro territorio.È stato chiarito, infatti, che il DM 70 essendo una “norma quadro” prevede dei requisiti minimi da garantire, ma lascia alle Regioni (così come prevede l’art.117 della Costituzione) la competenza in materia sanitaria.Nulla vieta, quindi, di incrementare l’offerta ospedaliera per garantire un servizio sanitario più efficiente agli utenti rispondendo alle esigenze che emergono nei singoli territori”. 

Continua il sindaco Tomatis: “D’altra parte è proprio questo lo scopo per il quale la sanità rientra tra le materie affidate alle Regioni. Queste dovrebbero ben conoscere le esigenze dei singoli distretti socio-sanitari presenti nel territorio regionale e, sulla base di queste, dovrebbero fare scelte in grado di garantire il diritto alla salute di tutti. In Liguria non è possibile non tenere in considerazione la situazione in cui versa la viabilità e il considerevole aumento del bacino di utenza che fa riferimento al nostro ospedale in particolare nel periodo estivo. Il Pronto Soccorso del Santa Corona, inoltre, versa in uno stato di costante difficoltà per l’eccessivo numero degli accessi. È chiaro quindi la necessità di riaprire un presidio di emergenza ad Albenga. La legge ce lo consente. Cosa manca quindi? La volontà? Che si esprimano chiaramente i consiglieri regionali di tutti gli schieramenti politici. Non è più possibile tacere. Noi continueremo questa battaglia e chiediamo a chi ancora aveva dei dubbi a riguardo di fare altrettanto e schierarsi senza più indugi dalla nostra parte, dalla parte dei cittadini!”

L’ing. Martina Milani

Martina Milani (ingegnere già in Lega) –Bene. Tutto a posto. Abbiamo scherzato. Ora non resta che andare a mendicare i soldi a Roma, anno per anno ed è tutto risolto. Merito del PD che il Pronto Soccorso lo ha chiuso.

Il Centrodestra non doveva fare lo statalista stile PD. Doveva portare avanti con convinzione il piano sanitario regionale del 2017 e i bandi per la gestione privata su Albenga e Cairo (come i politici locali hanno ottenuto per Bordighera, che ora riapre il Pronto Soccorso).
Perché non basta riaprire gli ospedali e i relativi Pronto soccorso, bisogna garantire la qualità necessaria per i pazienti. Oggi il pubblico questa qualità non può garantirla. Il bando di 7 anni dà respiro alla sanità, garantisce il servizio e non impedisce un ritorno alla sanità pubblica, un domani che ci fossero le condizioni.
Purtroppo hanno prevalso le invidie di partito, la sete di poltrone e i capricci di chi gestisce dall’alto, che aveva da sgambettare chiunque mettesse a rischio la corsa indisturbata alla carriera.

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