Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Santa Corona, qui Pronto Soccorso. Un normale lunedì di giugno tra angeli e dolori. Ho pensato a ‘La carrozza di tutti’ di Edmondo De Amicis

Portato d’urgenza lunedì 27 giugno al Pronto Soccorso di Santa Corona a Pietra Ligure con codice rosso, mi sono trovato in mano a tante persone di una bontà infinita, gentili, premurose che mi hanno messo a mio agio.

di Gerry Delfino

Essendo il mio un problema legato al cuore e al caldo eccessivo mi hanno fatto un trattamento per cui l’analisi doveva essere ripetuta due o tre volte a distanza di ore. Non essendoci posto nelle stanzette atte a ciò, sono stato messo nel corridoio e quindi ho potuto essere testimone di chi e che cosa mi circondava. In continuo arrivo pazienti, chi con traumi da caduta specie bambini che dovevano essere ingessati paurosi e piangenti, stranieri caduti dalla bici, chi feriti da incidenti stradali, chi portati dall’elicottero di soccorso, ben tre, chi con dolori al petto, chi aveva problemi ai reni, chi si lamentava forte e in continuazione gemeva, chi aveva problemi più psichici che corporei. Mi è venuto in mente “La carrozza di tutti” di Edmondo De Amicis!!

La protesta pro-pronto Soccorso all’esterno di una Pizzeria a Ceriale

In tutto quel bailamme dove molte decine e decine di persone erano in attesa il personale infermieristico  in continua fibrillazione cercando di mettere a proprio agio i pazienti con parole di conforto, aitandoli nello spostarsi, portando un cuscino in più, padelle e pappagalli, mi sembravano tante Florence Nightingale.

Accanto avevo un giovane uomo, atletico, che mi pare fosse politraumatizzato, con una lunga barba, accudito da una giovane bella signora, che poi ho saputo essere sua moglie,lo rivisto più tardi con un collare che non gli faceva muovere il collo e la testa, poi con ingessature alle braccia.

Davanti una donna che si lamentava che era dalle cinque del mattino che era lì, maledicendo tutta la classe politica con nomi e cognomi che hanno ridotto il pronto soccorso a una casba. Un altro , di cui non vedevo il volto, faceva statistiche tra la popolazione locale e quella turistica che ingolfava il pronto.

Una signora olandese non capiva cosa le dicevano riguardo al marito che aveva continui fremiti. Un signore tedesco, con vestito e casco della bici appeso allo zaino, cercava di consolare la moglie, stesa in barella con collare anche lei, intingendo un dito nella bottiglietta dell’acqua e passandolo sulle sue labbra e l’accarezzava, più tardi dimessa con un braccio al collo ingessato. In tutto quel marasma si levava, ritmicamente, la voce di un anziano con accento torinese che invocava un orinale, ma non voleva fare la pipì da sdraiato. Assolutamente proibito dalle infermiere poterlo mettere seduto per gravi problemi al cuore, lo accudivano incitandolo nella sua funzione. Lui urlava che così non riusciva e un giovane infermiere lo ha provato ad aiutare tenendolo sul fianco. Niente da fare. Sempre più noioso e impertinente urlava faceva il 112 con il suo telefonino sbagliando molte volte numero, lo sentivo perchè era un cellulare di quelli che gracchiano con voce stridula, voleva firmare per uscire, voleva il primario, malediceva tutto. Il personale ogni tanto lo cercava di calmare, ma il signor Vittorio non demordeva.

Tutti conoscevano il suo nome perchè sicuramente un consueto ed abitudinario del Pronto soccorso. Nel frattempo una vecchina su una sedia a rotelle, gemeva con un intercala abitudinale quasi  recitasse un rosario.

Insomma una “Spoon River “del dolore, della sofferenza, della pietà. Da ogni parte del locale e dei corridoi una unica voce di maledizione contro chi, al potere in Liguria e non solo, è responsabile di questo sfacelo, di questa agonia.

Angeli quelli del personale che li ho visti tutto il giorno faticare, senza lamentarsi, senza pause, alla sera sfiniti li ho visti andare via, salutare col sorriso e dare il cambio ad altri che faranno la notte. Poco personale, pochi medici, tanti tagli alla sanità, tante incompetenze nell’area politica, non si può essere giornalista, avvocato, architetto e dare ordini e fare leggi in un settore tanto delicato senza averne competenza. A mezzanotte mi hanno dimesso.

Gerry Delfino

E DAL SECOLO XIX- SAVONA DEL  28 GIUGNO 2022:

IL PUNTO DI PRIMO INTERVENTO AD ALBENGA NON SERVE

ANALISI DEI PRIMARI CORTI E TASSINARI SULLE EMERGENZE

Albenga, Savona e Finale votano contro al bilancio dell’ASL 2.

La Valbormida vota a favore

COMUNICATO STAMPA – Momento epocale in occasione di votazione del Bilancio ASL 2 da parte dei sindaci presidenti dei distretti sociosanitari della provincia di Savona: 3 rappresentanti dei distretti hanno votato contrari, mentre il sindaco di Cairo, presidente del distretto sociosanitario delle valbormide, ha votato a favore.

Il sindaco di Albenga Riccardo Tomatis si è espresso in maniera decisa, non sulla regolarità contabile del documento o sull’operato dei tecnici sicuramente ineccepibile, ma sulle scelte politiche di cui il Bilancio è espressione. Afferma  Tomatis: “Oggi siamo chiamati a votare un bilancio che tecnicamente è sicuramente ineccepibile dato che si tratta di un documento contabile redatto da professionisti e sottoposto ai revisori dei conti, ma noi dobbiamo dare il nostro parere politico. Il bilancio è, infatti, espressione tecnica delle scelte programmatiche della Regione, scelte fatte autonomamente e senza mai coinvolgere noi che siamo espressione diretta del territorio e che ne conosciamo in maniera approfondita e per la nostra stessa funzione le esigenze sanitarie e quelle dei nostri concittadini. In questo bilancio io non vedo quello che la comunità che rappresento si sta aspettando da tempo sia per l’ospedale di Albenga che per la sanità territoriale. Ma non è solo la nostra realtà a essere in forte sofferenza. Se guardo alla nostra provincia io vedo un Ospedale Santa Corona in sofferenza cronica – sofferenza che si acutizza nel periodo estivo – e che potrebbe essere risolta dotando il Santa Maria di Misericordia (che ricordo essere un ospedale nuovo e funzionale) di un presidio per la gestione delle emergenze. Vedo che gli accertamenti diagnostici prevedono liste di attesa lunghissime ed anzi per alcuni esami non vengono neppure presi appuntamenti.Vedo tempi per interventi chirurgici del tutto inaccettabili e pazienti che, di conseguenza, sono costretti a migrare verso altre regioni. Vedo professionisti della sanità che stanno emigrano verso altre regioni impoverendo, di conseguenza,  la nostra offerta. È indubbio, sulla base di quanto vediamo quotidianamente, che le scelte sanitarie della Regione non sono in linea con le esigenze dei cittadini del mio distretto sociosanitario, ma penso anche di tutti gli altri.

Per questo mi rivolgo direttamente ai colleghi sindaci: se voi ritenere che le scelte sanitarie della Regione siano adeguate e favorevoli ai vostri concittadini allora votate a favore, se invece ritenente tali scelte inadeguate non potete votare questo bilancio.  Questa, come ricordavo, è la prima e forse unica occasione nella quale possiamo esprimerci (se pur su un documento tecnico già stilato) e far valere la nostra voce o quantomeno il nostro disappunto, non rendendoci complici delle scelte sbagliate che stanno danneggiando il nostro territorio.Per tutto quello che ho espresso voterò contro questo documento.”

A seguire gli interventi dell’assessore Bricchetto in rappresentanza del distretto finalese e dell’assessore Viaggi per il distretto savonese che hanno condiviso l’interpretazione del sindaco Tomatis sul fatto che il bilancio è l’espressione della programmazione politica della Regione che non sta dando risposte alle esigenze dei diversi territori. Da qui il voto contrario dei tre distretti: albenganese, finalese e savonese. L’assessore Bricchetto in particolare ha sollevato il tema del punto nascite di Santa Corona esprimendo le preoccupazioni dell’intero territorio.

Solo il sindaco Lambertini si è espresso favorevolmente affermando che la votazione si riferiva ad un documento tecnico. Votazione: Tomatis – contrario. Bricchetto – contrario. Viaggi -contrario. Lambertini – favorevole.

 

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G. Delfino

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