Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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L’eden Alassio. Il paradiso può attendere! Premiata Villa Pergola sogno inglese di Liguria. Qui glicini bianchi (34 varietà) e agapanti: con 500 è capitale in Europa. I meriti di Silvia ninfa Egeria e Antonio. Un ‘segreto’? I giardinieri e il Cicerone

Il paradiso può attendere: l’eden è ad Alassio.Premiati i giardini di Villa Della Pergola dove fioriscono i glicini bianchi e gli agapanti. Il parco più bello d’Italia è un incanto di bellezza che affascina gli occhi  e rasserena il cuore.

        di Gianfranco Barcella

Narra la leggenda che Adelasia, figlia di Ottone I di Sassonia, imperatore del Sacro Romano Impero, si fosse immamorata perdutamente di Aleramo, un giovane coppiere di corte. Contrastati dall’imperatore, i due amanti decisero di fuggire dalla Germania e raggiunsero la Liguria dove si nascosero in una baia meravigliosa con poche case di pescatori. Come sempre in questi casi non manca il lieto fine. Grazie al valore ed al coraggio dimostrati in battaglia, da Aleramo, e per opera della mediazione del vescovo di Albenga, quando Ottone scese in Liguria si riconciliò con la coppia, Là dove Adelasia e Aleramo si erano stabiliti sorse poi una città che in onore della principessa fu chiamata Alaxia che divenne poi Alassio. Questa è la magica e fantastica leggenda legata alla nascita di Alassio.

In realtà il centro della cittadina, nacque intorno all’anno Mille quando i primi abitanti scesero dalla collina e si insediavano vicino alla spiaggia, approfittando forse di un momento di tregua nelle incursioni saracene. Con il trascorrere  degli anni si svilupparono sempre più le attività commerciali perché le barche stazionavano nella baia, ben riparata, per scaricare e caricare le merci che venivano stivate nei magazzini, affacciati sui numerosi carruggi.

Alassio Villa Pergola: foto Matteo Carassale

La crisi cominciò tra il Sei e il Settecento quando le rotte commerciali si spostarono altrove e la minaccia di  Napoleone creò molteplici disagi. Nell’Ottocento, Alassio è di nuovo un modesto borgo di pescatori e  molti abitanti sono costretti a cercare lavoro nelle tonnare, sparse nel Mediterraneo. Ma la svolta avvenne nel 1872  quando si aprì la linea ferroviaria; per la marineria fu il colpo di grazia, ma per l’economia cittadina è l’inizio di una nuova epoca. Con il treno arrivarono gli Inglesi che rimasero totalmente conquistati dal clima, dalla bellezza del mare, dalla natura incotaminata. E così decisero di acquistare terreni e costruire ville per trascorrervi l’inverno. Nasce così la colonia inglese e con essa sorgono la chiesa anglicana, la biblioteca inglese, il tennis club, le ville in collina e spuntano alberghi, locali, sale da tè ed il casinò. Il modesto borgo di pescatori divenne così uno dei più famosi centri di soggiorno di tutta Europa, frequentata da personaggi famosi che riesce a mantenere la sua fama anche quando gli Inglesi se ne vanno agli inizi degli Anni Trenta a causa della situazione politica internazionale. La vocazione turistica di Alassio non si esaurisce e riprende negli Anni Cinquanta e Sassanta, l’epoca della cosiddetta <dolce vita> di Alassio. Il fulcro è il Caffé Roma (senza dimenticare il caffé -pasticceria Balzola, i primi ‘concerti pomeridiani e serali) sul cui palco si esibiscono i nomi più famosi dello spettacolo.

Negli stessi anni nascono il concorso di bellezza di Miss Muretto e il Muretto ideato da Mario Berrino e da Ernest Hemingway che firma la prima piastrella, il tutto diventato il simbolo della città di Alassio, esaltata tra l’altro dal celebre compositore Edward Elgar nella sua celebre sinfonia: “In the South” e lodata dallo scrittore Cecil Roberts nel suo: “Portal of Paradise”.

Come un incanto di bellezza del paesaggio alassino, in un unico affaccio sul mare, si trova Villa della Pergola la cui storia è indissolubilmente intrecciata con la nascita della villeggiatura invernale inglese ad Alassio dove numerose famiglie soggiornavano per allontanarsi dal piovoso e freddo  clima inglese in cerca del tepore, della bellezza e del buon cibo italiano. Villa della Pergola conserva ancora oggi le inconfondibili atmosfere di quel periodo: raffinate collezioni di acquarelli, dipinti vittoriani ed edoardiani, memorabilia e mobili antichi fanno godere agli ospiti il fine gusto e le atmosfere fin de siécle, in un luogo denso di storia.

Queste preziose testimonianze hanno ispirato anche artisti come Carlo Levi e registi quali Alfred Hitchcock e Oscar Guy Green. A completare l’immersione in un clima si aristocratica bellezza,  un piccolo museo di memorabilia, rarità e pezzi unici, immagini, oggetti, ritratti e dipinti di Alassio e della Liguria Ottocentesca ricorda le nobili famiglie inglesi ed i personaggi di tutto il mondo che hanno soggiornato a Villa della Pergola lasciando un’impronta nella sua storia che inizia nel 1875. Due gentiluomini scozzesi, George Henderson Gibb ed il generale William Montagu Scott Mc Murdo, furono i primi britannici che insieme alle loro famiglie trascorsero un intero inverno ad Alassio.

Su una preesistente residenza dei Conti della Langueglia, il generale Mc Murdo edificò il villino della Pergola e lo chiamò :<Casa Napier>, in onore del suocero, il generale Sir Chiarles Napier, la cui statua si trova a Londra a Trafalgar Square. Il villino progettato e costruito secondo i canoni ed il gusto anglo-indiano, ossia lo stile architettonico amato dagli inglesi che avevano vissuto per gran parte della loro vita in India, come militari, funzionari civili o uomini d’affari, fu costruito su tre livelli e vemme dotato di un ampio loggiato esattamente com’era abitudine fare, in quegli stessi anni, per le case inglesi costruite in India e Malesia, abitate dai funzionari dell’impero britannico. Nel 1880 la famiglia Mc Murdo diede inizio ai lavori di Villa della Pergola. Questo edificio di dimensioni maggiori rispetto al primo ed in una posizione leggermente meno elevata, fu costruito seguendo invece un gusto eclettico, riproponendo cioè nuovamente un ampio loggiato, ma inserendo al contempo elementi di maggior pregio e sfarzo come la cupola rivestita in maioliche policrome di Albisola, il profluvio di marmi e la fontana in prossimità dello scalone. Opera della famiglia Mc Murdo  fu anche la progettazione del parco. Pensato inizialmente come naturale continuazione degli ambienti interni delle ville verso il sole e la flora del Mediterraneo, il parco venne sviluppato su più livelli terrazzati, seguendo l’andamento naturale della collina e facendo spazio, tra uliveti ed aranceti, alle palme delle Canarie, Washingtonie, Dactilifere e naturalmente, ai cipressi, omaggio all’amore della colonia anglo-fiorentina per il paesaggio ed i viali toscani.

Così nel 1908 l’amm. Scott nella <Guida storico-artistica>, intitolata: “The Riviera” ci descrive i Giardini della Mortola di Thomas Hanbury come degni rivali di quelli che si trovano a contorno della magnifica proprietà di Villa della Pergola, appartenente a Sir Walter Hamilton -Dalrymple che aveva un genuino amore per la natura unito ad un’intima conoscenza dell’arte del giardinaggio e ad un gusto perfetto nella progettazione. Tutto questo ha prodotto una vera e propria maraviglia di natura.

I signori Dalrymple mantennero la proprietà della villa per circa vent’anni. Nel 1922 Sir Hew Clifford Hamilton-Dalrymple cedette la dimora a Daniel Hambury, secondogenito di Sir Thomas Hanbury della Mortola il quale aveva intuito con anticipo le potenzialità di Alassio come stazione climatica invernale che poi sarebbe stata la stessa fortuna di Mentone, Bordighera e San Remo e per questo alla sua morte, nel 1907, lasciò al figlio Daniel, la direzione delle attività immobiliari, intraprese ad Alassio. Diede uno straordinario impulso al completamento del giardino della villa, trasportando dall’orto botanico della Mortola, varietà di cactacee sudamericane, collezioni di cycas ed eucalipti australiani ed altre svariate tipologie di essenze e aumentando significativamente la varietà di specie esotiche, ospitate nel parco della Villa.

Nel 2006  l’antica e lussuosa magione di Sir Daniel  e famiglia viene messa all’asta e le betoniere erano già pronte ad entrare in azione; il paradiso di vegetazione mediterranea, subtr:opicale e persino tropicale rischiava di andare perduto.

Antonio Ricci

A battere a suon di rilanci la concorrenza di agguerriti imprenditori fu un vicino di casa, appassionato cultore di storia,  Antonio Ricci, da tutti conosciuto come l’ideatore  ed autore della trasmissione televisiva: <Striscia la notizia> . A dire il vero, la ninfa Egeria dell’operazione fu la sua consorte Silvia Arnaud, <appassionata di arte e di natura>. L’impegno e la dedizione profusi dai coniugi Ricci per la valorizzazione di quel patrimonio di civiltà e di bellezza ha dato i suoi frutti.

Il parco di Villa Della Pergola ad Alassio è

Silvia Arnaud Ricci

stato giudicato di recente, come il più bello d’Italia nell’omonimo concorso, patrocinato dal Ministero dei Beni Culturali e dell’Ambiente. E non poteva essere altrimenti. Cavalcando con lo sguardo le onde dei glicini bianchi e blu (in 34 varietà) tra riverberi d’altri colori spumeggianti che affascinano gli occhi e rassereno il cuore, si resta ammaliati da quell’ incanto di bellezza. In quell’Eden ci si rende conto che le sfumature dei fiori  sono come sorrisi di Natura e l’anima non può trovare nessuna scala per il Paradiso che non sia quella della bellezza della terra.  Un tocco di quella natura rende affine ed in armonia il mondo intero, parafrasando Shakespeare. Bisogna riconoscere che artefice di questo miracolo è stata proprio Silvia Arnaud Ricci con l’ausilio della figlia Alessandra. L’altra figlia Francesca si occupa principalmente di ristorazione.

Ci sono voluti sei anni di lavoro– ha affermato la sig.ra Ricci-, precisamente dal 2006 al 2012, per recuperare le fasce, ricostruire i muretti riattivare le vasche e creare questi giardini. Si parla di giardini perché il parco è composto da una somma di  spazi diversi tra loro; a nord c’è una zona più fredda con un boschetto di cipressi molto amati dagli Inglesi e altre piante che sopportano temperature più rigide; in altre zone più esposte al sole e più calde abbiamo piante subtropicali e tropicali. Inoltre vicino ai cipressi ci sono otto giganteschi alberi di mirto, arrivati un paio d’anni fa in elicottero, viste le anguste strade di accesso. Come già accennato in precedenza poi sono presenti le zone dedicate ai glicini in ben 34 varietà. Alcuni sono reduci dalla precedente vita della villa, (già amati da Ruth Hanbury che dopo la seconda guerra mondiale era solita organizzare ogni anno <la festa del glicine>) altri sono stati aggiunti fino a farne una delle collezioni più ricche d’Italia. Quella di agapanti, invece è addirittura la più ricca d’Europa: 500 varietà, ciascuna rappresentata da almeno sei piante”.

La zona degli agrumi e i boschetti di palme sono altrettanto ammalianti. “Ci sono anche le Canariensis”– interviene Alessandra– . E desidero sottolineare che qui il punteruolo rosso che “ha devastato la pianta simbolo della Riviera è stato respinto. E tra laghetti alimentati da sorgenti a continuo ricircolo, nespoli e straelitiae, rose e carrubi, si sconfina anche nella storia religiosa con un citrus trifogliato, di cui era fatta la corona di spine di Gesù

L’architetto Paolo Pejrone

L’architetto Paolo Pejrone specializzato nella progettazione di paesaggi, che ha curato il restauro di quello scampolo di paradiso, così si è espresso in merito alla propria opera: “Ci siamo divertiti un mondo, anzi ci siamo devastati dal divertimento”.

Naturalmente è contento ed orgoglioso del riconoscimento ottenuto dal parco di Villa della Pegola nella sezione dei parchi privati da abbinare al premio ottenuto dai Giardini Reali di Venezia nella sezione dei Parchi Pubblici. “Quando si lavora con passione– riprende l’architetto- con la sintonia che avevamo e anche con divertimento, il risultato è assicurato. Occorre sottolineare ancora che è stato possibile realizzare questo miracolo di bellezza con grande rispetto per l’ambiente di natura, operando con equilibrio tra <fare> ed <aspettare>. Abbiamo cercato di lavorare con questo ambiente e non <contro>. Abbiamo seguito un  percorso rispettoso senza abbandonarci ai <capricci> anche nella cura degli angoli che parevano avere meno importanza. Ora tutto il parco si compone di un insieme equilibrato di tanti angoli. Ma il vero segreto della riuscita del nostro compito sono stati i giardinieri. Ad un certo punto gli architetti devono farsi da parte per lasciare spazio al loro lavoro prezioso. Uno di loro copre anche il ruolo di Cicerone per i visitatori da mezzo mondo. La vita del giardino è effimera ma affascinante anche se lascia sempre nel cuore un’emozione profonda”.

Ma mi permetto di aggiungere che, immersi nel parco di Villa Pergola, sembra che la Natura corrisponda solo all’eterno desiderio di bellezza!

Gianfranco Barcella

COMUNICATO STAMPA DI VILLA PERGOLA – La collezione di Agapanti più importante in Europa nel Parco più bello d’Italia. Ai Giardini di Villa della Pergola di Alassio, il Parco più bello d’Italia, torna a splendere la collezione di Agapanti più importante in Europa. La spettacolare fioritura di migliaia di esemplari del fiore dell’amore, di 500 diverse varietà, tinge i Giardini di scenografiche pennellate ricche di colore che celebrano le onde del mare della Riviera Ligure.

Alassio torna per due mesi ad essere la Capitale Europea degli Agapanti, grazie alla imponente fioritura della prestigiosa collezione dei Giardini di Villa della Pergola, appena eletto il Parco più bello d’Italia. Migliaia di esemplari formano la più grande collezione in Europa per vastità e varietà diverse, circa 500, tutte certificate dalla SOI, la Società di Ortoflorofrutticoltura Italiana. Non tutti sanno che gli Agapanti derivano il loro nome da due parole greche: Agape, che significa amore e anthos, fiore: il “fiore dell’amore”.

E proprio Alassio, la città degli innamorati per antonomasia, non può che essere il luogo più adatto a portare lo scettro di capitale europea degli Agapanti, confermandosi ulteriormente come meta di turismo green e custode di raffinati e unici tesori. Celebrati in tutte le arti, dalla letteratura alla poesia alla pittura. Il poeta greco premio nobel George Seferis all’agapanto dedicò un’opera, Monet e Chagall li adoravano: il primo li curava nel suo celebre giardino di Giverny in Francia, il secondo lo volle come assoluto protagonista del suo giardino in Provenza: fiorivano intorno ai giorni della sua nascita, celebrando così il suo compleanno con una rigogliosa fioritura del re dei fiori azzurri. L’agapanto dell’azzurro infatti veste tutte le tonalità, dal celeste al blu, fino a sconfinare nel bianco e nel lilla, con pennellate di viola.

A Villa della Pergola furono introdotti nei Giardini già a fine Ottocento dai primi proprietari inglesi, addirittura molto prima che gli venisse attribuito nel 1905 dal Congresso Botanico della Nomenclatura di Vienna il loro nome ufficiale, quando ancora venivano chiamati Gigli del Nilo, per la loro provenienza e la loro forte presenza nella cultura e nei costumi del continente africano.

La collezione dei Giardini di Villa della Pergola è stata creata durante la fase di restauro dei Giardini dal celebre architetto paesaggista Paolo Pejrone, che ha voluto riprodurre con questo fiore le onde del mare della Riviera Ligure su cui il parco affaccia, creando grazie alle migliaia di singoli esemplari una scenografia unica, che con pennellate ricche di colore si fonde in mille tonalità di azzurro. Il “mare di agapanti” si può ammirare in numerosi punti del parco, nei terrazzamenti e lungo le stradine interne di collegamento fra gli stessi, accompagnando i visitatori durante tutto il tragitto delle visite guidate, regalando uno spettacolo unico.

I Giardini di Villa della Pergola- Nel 2006 una cordata di amici guidata da Silvia e Antonio Ricci ha acquistato la proprietà, avviando un tenace e accurato restauro del parco sotto la direzione dell’architetto paesaggista Paolo Pejrone. Il restauro ha coinvolto i 22 mila metri quadrati dei giardini con un’attenzione particolare al recupero, alla conservazione e all’arricchimento delle rinomate collezioni botaniche tra cui quella dei glicini, la più importante in Italia con ben 34 varietà differenti, e degli agapanthus, una collezione unica in Europa con circa 500 varietà, che durante la fioritura nei mesi di giugno e luglio, offrono uno spettacolo impagabile di corolle in molteplici sfumature dal bianco all’azzurro al blu. In questo affresco naturale si trova la flora mediterranea ed esotica sempreverde – tratto distintivo del parco – con pini marittimi, mirti, carrubi, ulivi, mandorli, cipressi, cedri del Libano, lecci ed una sorprendente collezione di agrumi (oltre 30 varietà), sapientemente messi a dimora vicino a jacarande, araucarie, tra rarità come la Wollemia nobilis (pianta presente in meno di cento esemplari al mondo), strelizie giganti, diksonie, cactacee provenienti da ogni latitudine e palme canariensis salvate dal punteruolo rosso.

In un percorso di profumi e colori si passeggia tra fioriture stagionali di tumbergie, spiree, ortensie quercifoglie, oleandri, pelargoni odorosi, bouganvillee, dature, bignonie, solanum e gelsomini, ginkgo biloba, canfore, con arbusti e piante che creano macchie colorate come buccinatorie, oleandri, solanum, bignonie, rose antiche e moderne, fiori di loto e ninfee che vivono nei laghetti e nelle fontane del parco e che attraggono visitatori da tutto il mondo.

Visite guidate (prenotazione obbligatoria | biglietteria online)

Da Martedì a Domenica: 9.30; 11.30; 15.00; 17.00. Ospitalità presso Villa della Pergola, Relais & Châteaux. Ristorante e bar presso il Ristorante Nove, una stella Michelin.

 

 

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G.F. Barcella

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